Redazione Farmacosmo
| Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questa pagina hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun caso la visita e il parere del medico veterinario. In presenza di sintomi o dubbi sulla salute del tuo animale, consulta sempre un professionista abilitato. |
Le allergie alimentari nel cane ? pi? correttamente denominate Reazioni Avverse agli Alimenti (Food Adverse Reactions, FAR) ? comprendono sia le vere reazioni allergiche immunomediate (allergia alimentare IgE-mediata e non-IgE-mediata) sia le intolleranze alimentari non immunologiche. Rappresentano il 10-15% di tutte le malattie allergiche del cane e il 20-30% dei casi di dermatite allergica (Verlinden et al., 2006; Olivry & Mueller, 2017, Veterinary Dermatology), posizionandosi come terza causa di prurito cronico nel cane dopo la dermatite atopica e le infestazioni da parassiti.
La caratteristica pi? distintiva dell'allergia alimentare rispetto alla dermatite atopica da allergeni ambientali ? la sua insorgenza possibile a qualsiasi et? (anche nei cuccioli di pochi mesi) e la mancanza di stagionalit?: il prurito ? perenne, non limitato alla stagione pollinica. Paradossalmente, l'alimento responsabile ? quasi sempre quello che il cane mangia abitualmente da mesi o anni ? non un alimento nuovo: la sensibilizzazione richiede un periodo di esposizione prolungata prima che la risposta allergica si manifesti clinicamente.
La diagnosi si basa esclusivamente sulla dieta di eliminazione rigorosa seguita dalla reintroduzione provocativa (challenge): non esistono test ematici o cutanei sufficientemente accurati per la diagnosi di allergia alimentare nel cane. Questo rende la gestione impegnativa ma, allo stesso tempo, la remissione completa dei sintomi dopo l'eliminazione dell'alimento causale ? possibile e rappresenta una delle poche condizioni dermatologiche canine completamente curabili.
Cos'? l'allergia alimentare nel cane: classificazione
Reazioni avverse agli alimenti: una tassonomia rigorosa
Il termine "allergia alimentare" ? spesso usato impropriamente. La classificazione corretta delle reazioni avverse agli alimenti distingue:
| Tipo di reazione | Meccanismo | Caratteristiche cliniche |
|---|---|---|
| Allergia alimentare IgE-mediata (reazione immediata) | Sensibilizzazione a una proteina alimentare con produzione di IgE specifiche. Degranulazione mastocitaria al contatto successivo con l'allergene | Insorgenza acuta (minuti-ore). Orticaria, angioedema, prurito intenso. Pi? comune nel meccanismo umano; documentata nel cane |
| Allergia alimentare non-IgE-mediata (reazione ritardata) | Meccanismi cellulo-mediati (linfociti T). Risposta ritardata (ore-giorni dopo l'esposizione) | La forma pi? comune nel cane. Prurito cronico, dermatite, sintomi gastrointestinali cronici. Difficile da correlare clinicamente all'alimento |
| Intolleranza alimentare | Non immunologica. Deficit enzimatici (carenza di lattasi), reazioni a tossine, ammine vasoattive (tiramina, istamina) | Segni GI predominanti (diarrea, flatulenza, vomito) senza componente cutanea. Non richiede sensibilizzazione precedente |
| Reazione farmacologica ad alimenti | Effetti diretti di sostanze bioattive: caffeina, teobromina (cioccolato), xilitolo, alcool, aglio/cipolla | Tossicit? diretta, dose-dipendente. Non allergia. Richiede trattamento urgente |
Nella pratica clinica, la distinzione tra allergia IgE e non-IgE mediata ? difficile senza biopsia e immunoistochimica. Il termine "reazione avversa agli alimenti" (FAR) ? preferito perch? comprende entrambi i meccanismi.
Allergeni alimentari pi? comuni nel cane
Contrariamente a quanto molti proprietari credono, i cereali (grano, mais, riso) non sono i principali allergeni nel cane: le proteine animali sono responsabili della grande maggioranza delle reazioni avverse alimentari. I dati di una meta-analisi (Verlinden et al., 2006; Rosser, 1993; Olivry & Mueller, 2017) mostrano:
| Allergene | Frequenza nei cani con FAR (%) | Note |
|---|---|---|
| Manzo / bovino | 34-36% | L'allergene pi? comune. La proteina di manzo ? ubiquitaria nelle diete commerciali |
| Latticini (caseina, siero di latte) | 17-20% | Molto comune, spesso non riconosciuto. Presente in molti alimenti processati |
| Pollo / pollame | 15-17% | In aumento per la prevalenza del pollo nelle diete moderne |
| Grano / glutine | 13-15% | Meno comune di quanto creduto dai proprietari. L'intolleranza al glutine ? diversa dall'allergia |
| Uova | 10-12% | Proteina dell'albume (ovoalbumina) come principale allergene |
| Maiale | 8-10% | Reattivit? crociata con il manzo frequente |
| Pesce / frutti di mare | 7-9% | Meno comune, ma in aumento per la diffusione delle diete a base di pesce |
| Agnello | 5-7% | Storicamente considerato "hypoallergenic" ma in aumento per la sua diffusione nelle diete |
| Mais / soia / riso | 5-7% | Allergeni cereali/leguminose meno frequenti ma documentati |
Fonte: Verlinden A. et al. (2006), Critical Reviews in Food Science and Nutrition; Olivry T., Mueller R.S. (2017), BMC Veterinary Research.
NOTA IMPORTANTE: il cane pu? essere allergico a qualsiasi proteina a cui ? stato esposto. Un cane che mangia solo pollo da anni pu? sviluppare allergia al pollo. La "novel protein" (proteina nuova) per quel cane specifico ? quella a cui non ? mai stato esposto, indipendentemente da quanto sia comune o insolita.
Cause e fattori di rischio
Perch? si sviluppa un'allergia alimentare
La sensibilizzazione a una proteina alimentare si sviluppa per interazione tra fattori genetici (predisposizione a rispondere con IgE agli antigeni alimentari), barriera intestinale (alterazioni del microbiota e della permeabilit? intestinale favoriscono la sensibilizzazione) e fattori di esposizione (tipo e frequenza di esposizione alle proteine). I meccanismi non sono completamente chiariti nel cane.
- Predisposizione genetica: alcune razze mostrano maggiore prevalenza di FAR ? Cocker Spaniel, West Highland White Terrier, Labrador Retriever, Golden Retriever, Shar-Pei, Carlino, Bulldog Francese, Pastore Tedesco (le stesse razze predisposte alla dermatite atopica, con cui la FAR frequentemente coesiste)
- Dieta monotona: l'esposizione prolungata e ripetuta a un singolo tipo di proteina aumenta il rischio di sensibilizzazione ? paradosso dell'alimento "abituale" come causa dell'allergia
- Alterazioni della barriera intestinale: disbiosi, enteropatie croniche, infezioni intestinali pregresse possono favorire la sensibilizzazione alle proteine alimentari
- Et? di insorgenza: pu? comparire a qualsiasi et?, anche in cuccioli <6 mesi (dato che distingue la FAR dalla dermatite atopica ambientale, rara prima dell'anno di vita)
- Comorbidit? con dermatite atopica: il 20-30% dei cani atopici ha una componente alimentare concomitante
Sintomi delle allergie alimentari nel cane
Manifestazioni cutanee
Le manifestazioni cutanee sono le pi? frequenti e pi? riconoscibili dell'allergia alimentare canina:
- Prurito non stagionale (perenne): a differenza della dermatite atopica da pollini, il prurito da FAR non migliora in nessuna stagione
- Distribuzione del prurito: spesso coinvolge la regione periorale, perianale, inguinale, ascellare, interdigitale, facciale ? distribuzione leggermente diversa dalla dermatite atopica pura
- Otite ricorrente: frequentemente associata, spesso come primo o unico segno clinico
- Eritema e papule: cute rossa, piccole papule, escoriazioni da grattamento
- Lesioni secondarie da grattamento cronico: alopecia, lichenificazione, iperpigmentazione, pioderma secondario
- Angioedema acuto: gonfiore del muso, labbra, palpebre ? nella forma IgE-mediata acuta
- Urticaria (pomfi): elevazioni cutanee multiple, eritematose, pruriginose ? nella forma acuta
Manifestazioni gastrointestinali
Presenti nel 10-30% dei cani con FAR (pi? frequenti nella FAR rispetto alla dermatite atopica da allergeni ambientali):
- Vomito intermittente o cronico
- Diarrea cronica o intermittente, spesso con muco o sangue
- Flatulenza e borborigmi (gas intestinale in eccesso)
- Defecazione aumentata (>3-4 volte/die)
- Colon irritabile: alternanza stipsi/diarrea
- In alcuni casi: la sintomatologia GI ? predominante e la componente cutanea ? minima o assente
Confronto tra allergia alimentare e dermatite atopica ambientale
| Caratteristica | Allergia alimentare (FAR) | Dermatite atopica (CAD) |
|---|---|---|
| Et? di insorgenza | Qualsiasi et?, anche <6 mesi | Prevalentemente 1-3 anni |
| Stagionalit? | Perenne (non stagionale) | Spesso stagionale (pollini primaverili) |
| Risposta ai corticosteroidi | Variabile, spesso parziale | Buona nella maggioranza |
| Sintomi gastrointestinali | Presenti nel 10-30% dei casi | Rari (<5%) |
| Regione perianale coinvolta | Frequentemente | Meno frequente |
| Diagnosi definitiva | Dieta di eliminazione + challenge | Test allergologici (IDST, sierologia IgE) |
| Terapia risolutiva | Eliminazione dell'alimento causale | Immunoterapia (ASIT) o terapia sintomatica cronica |
| Coesistenza possibile | FAR + CAD nel 20-30% dei casi atopici | |
Frequenza dei segni clinici nelle FAR canine
| Segno clinico | Frequenza (%) | Note |
|---|---|---|
| Prurito cutaneo cronico non stagionale | 80-90% | Segno pi? comune e pi? diagnosticamente rilevante |
| Otite ricorrente | 50-80% | Spesso l'unico o il primo segno in alcuni cani |
| Eritema e papule | 50-70% | Lesioni primarie da allergia |
| Pioderma secondario ricorrente | 50-70% | Infezioni batteriche su cute compromessa dall'allergia |
| Diarrea cronica / vomito | 10-30% | Molto pi? frequente nella FAR rispetto alla CAD da ambientali |
| Alopecia / escoriazioni | 40-60% | Da grattamento cronico |
| Gonfiore periorale / angioedema (acuto) | 5-15% | Forma IgE-mediata. Richiede visita urgente |
Fonte: Verlinden A. et al. (2006), CRFSN; Mueller R.S. et al. (2016), Veterinary Dermatology; Olivry T., Mueller R.S. (2017), BMC Veterinary Research.
Come si diagnostica l'allergia alimentare nel cane
Il limite dei test ematici e intradermici per le allergie alimentari
? fondamentale chiarire un punto spesso fonte di confusione e frustrazione per i proprietari: i test sierologici (RAST, ELISA per IgE alimentari) e i test intradermici con estratti alimentari non sono affidabili per la diagnosi di allergia alimentare nel cane. Numerosi studi hanno dimostrato una scarsa correlazione tra i risultati di questi test e la reale allergia identificata con la dieta di eliminazione (Verlinden et al., 2006; Bethlehem et al., 2012, Veterinary Dermatology). La sensibilit? e la specificit? dei test sierologici per gli allergeni alimentari nel cane sono troppo basse per essere diagnosticamente utili. L'utilizzo di questi test porta frequentemente a diagnosi errate e diete inappropriate.
L'unico metodo diagnostico valido e accettato dalle linee guida ICADA (Olivry et al., 2010; Mueller & Olivry, 2016) per la diagnosi di FAR canina ?:
La dieta di eliminazione: gold standard diagnostico
La dieta di eliminazione diagnostica (DED) consiste nel somministrare al cane per 8-12 settimane una dieta contenente esclusivamente proteine e carboidrati a cui il cane non ? mai stato esposto in precedenza, o proteine idrolizzate a peso molecolare ridotto (sotto la soglia di riconoscimento del sistema immunitario):
| Tipo di dieta | Principio | Indicazioni e limiti |
|---|---|---|
| Novel protein (proteina nuova) | Utilizzo di una proteina animale mai somministrata prima al cane specifico (es. agnello per un cane che ha sempre mangiato pollo/manzo, o proteina esotica come canguro, struzzo, bisonte, insetti) | Efficace se la scelta della proteina ? corretta (anamnesi dietetica rigorosa). Richiede conoscenza precisa di tutti gli alimenti mai somministrati. Vantaggio: elevata palatabilit? |
| Proteina idrolizzata | Le proteine vengono idrolizzate enzimaticamente a peptidi di <10 kDa, sotto la soglia di attivazione del sistema immunitario (allergeni tipicamente >10 kDa) | Efficace anche quando la storia dietetica ? incompleta o quando le novel proteins sono esaurite. Possibile reazione in rari casi (cani altamente sensibili a idrolizzati parziali). Minore palatabilit? in alcuni casi |
| Dieta casalinga con novel protein | Preparazione domestica con un'unica fonte proteica animale + un unico carboidrato (es. coniglio + patata; cavallo + manioca) | Alta compliance della proteina ma rischio di carenze nutrizionali se usata >8-12 settimane senza supplementazione. Utile nella fase diagnostica; non per la gestione cronica senza bilanciamento |
Protocollo della dieta di eliminazione diagnostica
Durata: minimo 8 settimane (linee guida ICADA). Idealmente 12 settimane per massimizzare la sensibilit? diagnostica. Alcuni cani con manifestazioni prevalentemente GI possono rispondere in 4-6 settimane; quelli con manifestazioni cutanee richiedono le 8-12 settimane complete per la completa regressione delle lesioni croniche.
Regole rigorose ? qualsiasi trasgressione invalida il test:
- Nessun altro alimento: no snack, no bocconi dalla tavola, no avanzi
- Controllare il contenuto proteico di tutti i farmaci masticabili: molte pillole aromatizzate contengono pollo o manzo. Usare formulazioni non aromatizzate o capsule di gelatina neutra
- Controllare gli integratori: nessun integratore aromatizzato con proteine animali
- Acqua: solo acqua normale. No brodo di carne
- Pulci: trattare preventivamente per le pulci (una singola pulce che morde pu? mantenere il prurito in un cane atopico/allergico)
- Informare tutti i familiari e le persone in contatto con il cane
Interpretazione:
- Miglioramento >50% del prurito nelle 8-12 settimane: risposta positiva alla DED ? sospetta FAR
- Nessun miglioramento: FAR esclusa come causa primaria (rivalutare dermatite atopica ambientale, parassiti, infezioni)
- Reintroduzione provocativa (challenge): reintroduzione dell'alimento precedente per 7-14 giorni dopo la risoluzione. Se il prurito si ripresenta entro 7 giorni dalla reintroduzione: diagnosi di FAR confermata. Senza challenge, la diagnosi rimane presuntiva
- Identificazione dell'alimento causale: reintroduzione singola di un alimento alla volta per settimana per identificare la/le proteine responsabili
Trattamenti e gestione delle allergie alimentari nel cane
L'eliminazione dell'alimento causale: unica terapia risolutiva
Una volta identificato il/gli alimento/i causale/i, l'eliminazione permanente e rigorosa dalla dieta ? l'unico trattamento definitivo e risolutivo per l'allergia alimentare canina. Non esistono farmaci che "curino" l'allergia alimentare in modo permanente ? la gestione farmacologica ? solo sintomatica.
- Dieta monoproteica o a proteina singola commerciale: scegliere un alimento che contenga solo la proteina confermata come sicura per quel cane specifico. Leggere sempre l'etichetta completa: molti alimenti "grain-free" o "naturali" contengono tracce di pi? proteine
- Dieta idrolizzata a lungo termine: opzione quando le proteine sicure sono poche o quando si vuole evitare il rischio di nuova sensibilizzazione
- Rotazione delle proteine sicure: in cani con allergie a molte proteine, usare 2-3 proteine sicure in rotazione (mese per mese) per ridurre il rischio di sensibilizzazione secondaria
- Dieta casalinga bilanciata: possibile a lungo termine solo con il supporto di un nutrizionista veterinario per garantire l'adeguatezza nutrizionale
Terapia farmacologica durante la dieta di eliminazione
Durante la dieta di eliminazione, i farmaci antiallergici possono essere usati per ridurre il prurito e migliorare il benessere del cane, ma devono essere scelti con attenzione per non interferire con la valutazione della risposta dietetica:
- Oclacitinib (Apoquel): inibitore JAK1, controlla il prurito in 4 ore. Pu? essere usato durante la DED per il comfort del cane. Non altera la risposta alla dieta ma pu? mascherare una risposta parziale ? i risultati vanno interpretati tenendo conto della terapia farmacologica concomitante
- Lokivetmab (Cytopoint): anticorpo monoclonale anti-IL-31, iniezione mensile. Come oclacitinib, pu? essere usato durante la DED
- Glucocorticoidi: teoricamente da evitare durante la DED per la loro azione immunosoppressiva che maschera la risposta. Se necessari per crisi gravi, usarli alla dose minima e segnalarlo al veterinario nella valutazione
- Antibiotici/antifungini topici o sistemici: indicati per il trattamento del pioderma o della Malassezia secondaria che mantengono il prurito ? trattarli ? fondamentale per una corretta interpretazione della risposta alla DED
Prevenzione delle allergie alimentari nel cane
Diversificazione dietetica precoce
Sebbene le evidenze nel cane siano meno robuste che nell'uomo, alcuni studi suggeriscono che l'esposizione a diverse fonti proteiche nei primi mesi di vita potrebbe ridurre il rischio di sensibilizzazione, similmente a quanto osservato per le allergie alimentari in pediatria (ipotesi della "finestra di tolleranza"). Questo supporta l'approccio di non limitare il cucciolo a un'unica proteina per tutta la vita.
- Evitare la monotonia dietetica assoluta: rotazione di 2-3 diverse proteine ogni 1-3 mesi nella dieta del cane adulto sano, per prevenire la sensibilizzazione da esposizione monotona prolungata
- Dieta bilanciata e di qualit?: ridurre l'esposizione a additivi, coloranti e aromi artificiali che possono favorire reazioni avverse
- Microbiota intestinale sano: l'uso appropriato di probiotici veterinari pu? supportare l'integrit? della barriera intestinale e ridurre la permeabilit? agli allergeni alimentari
Prognosi
La prognosi dell'allergia alimentare canina ? eccellente se l'alimento causale viene correttamente identificato ed eliminato. La remissione completa dei sintomi cutanei e gastrointestinali si ottiene nel 70-80% dei cani dopo l'eliminazione rigorosa (Olivry & Mueller, 2017). A differenza della dermatite atopica, che richiede gestione lifelong con farmaci, l'allergia alimentare ? "curabile" con la sola dieta, senza necessit? di farmaci a lungo termine nella maggioranza dei casi.
La sfida principale ? il mantenimento della dieta a lungo termine: la compliance del proprietario (niente trasgressioni dietetiche) ? il fattore determinante per il successo. In alcuni cani, nel tempo pu? svilupparsi una nuova sensibilizzazione alla proteina "sicura" usata per anni, richiedendo una nuova dieta di eliminazione diagnostica. Il monitoraggio periodico e una dieta variegata con proteine sicure riducono questo rischio.
QUANDO ANDARE URGENTEMENTE DAL VETERINARIO
|
Domande frequenti (FAQ)
Il test del sangue per le allergie alimentari del cane ? affidabile?
No, non sufficientemente. I test sierologici per IgE alimentari (RAST, ELISA) nel cane hanno una sensibilit? e una specificit? troppo basse per essere diagnosticamente affidabili: producono molti falsi positivi (reagiscono a proteine che il cane tollera bene) e molti falsi negativi (non rilevano allergie reali). Numerosi studi indipendenti hanno dimostrato una scarsa correlazione con i risultati della dieta di eliminazione, che rimane l'unico test diagnostico validato. Spendere decine di euro in test ematici di dubbia accuratezza porta spesso a eliminare alimenti innocui e a mantenere quelli causali.
Il mio cane mangia crocchette con pollo da 3 anni: come pu? essere diventato allergico al pollo?
? esattamente come funziona la sensibilizzazione allergica: l'allergia si sviluppa dopo un'esposizione ripetuta e prolungata, non al primo contatto. Il sistema immunitario "impara" a riconoscere la proteina come estranea durante i mesi/anni di esposizione, poi a un certo punto scatta la risposta allergica. L'alimento pi? probabile come causa dell'allergia ? proprio quello che il cane mangia abitualmente da pi? tempo ? non un alimento nuovo. Questo paradosso clinico ? la principale fonte di confusione per i proprietari.
Quanto deve durare la dieta di eliminazione?
Le linee guida ICADA raccomandano almeno 8 settimane (56 giorni) di dieta rigida e ininterrotta per avere un risultato diagnosticamente valido. Idealmente 12 settimane. Questo perch? le lesioni cutanee croniche da allergia (lichenificazione, iperpigmentazione, pioderma) richiedono tempo per guarire anche dopo la risoluzione della causa. Interrompere la dieta prima delle 8 settimane o anche fare "uno sgarro" durante il periodo ? la causa pi? comune di risultati falsamente negativi. La pazienza ? la virt? pi? importante nella gestione dell'allergia alimentare.
Cosa posso usare come snack durante la dieta di eliminazione?
Solo alimenti che contengano la stessa proteina e lo stesso carboidrato della dieta di eliminazione, senza aggiunte. Opzioni pratiche: piccoli pezzi cotti della proteina novel usata nella dieta (es. pezzetti di coniglio bollito, di cavallo, di struzzo ? a seconda di cosa usa la dieta); le crocchette stesse usate come snack; frutta e verdura compatibili (carota cruda, zucchina, mela senza semi ? nessuna di queste contiene proteine animali). Evitare qualsiasi croccantino commerciale che non sia specificamente formulato con la stessa proteina della dieta di eliminazione.
Il cane pu? avere allergie a pi? alimenti contemporaneamente?
S?, e non ? raro. Studi indicano che circa il 30-40% dei cani con FAR ? sensibilizzato a 2 o pi? proteine (Mueller et al., 2016). Questo rende la dieta di eliminazione pi? complessa: se il cane risponde parzialmente alla prima dieta di eliminazione, ? necessario considerare la possibilit? di allergie multiple e cambiare dieta. La reintroduzione singola degli alimenti durante il challenge permette di identificare ogni proteina causale separatamente.
Le diete grain-free prevengono le allergie alimentari nel cane?
Non necessariamente. Le allergie ai cereali (grano, mais, riso) sono molto meno comuni di quelle alle proteine animali (manzo, pollo, latticini). Le diete grain-free sono spesso ricche di proteine animali multiple, il che non riduce il rischio di allergia. Anzi, alcune diete grain-free con legumi (piselli, lenticchie) in quantit? elevate sono state associate a una forma di cardiomiopatia dilatativa nel cane (DCM nutrizionale, oggetto di indagini FDA). La scelta della dieta deve basarsi su evidenze scientifiche, non su tendenze di mercato.
Con quale frequenza devo portare a controllo un cane con allergia alimentare confermata?
Dopo l'identificazione dell'alimento causale e la stabilizzazione con la dieta: visita dermatologica ogni 6 mesi per valutare l'andamento della cute, il controllo delle infezioni secondarie e la compliance dietetica. Se compaiono nuovi episodi di prurito nonostante la dieta: visita urgente per escludere trasgressioni dietetiche, nuove sensibilizzazioni, o coesistenza con dermatite atopica ambientale. I cani con FAR e CAD concomitante richiedono gestione combinata: dieta per la componente alimentare + oclacitinib/lokivetmab o ASIT per la componente ambientale.
Fonti e bibliografia
- Verlinden A., Hesta M., Millet S. et al. (2006). Food hypersensitivity of unknown pathomechanism in dogs: a review of 10 cases. Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 46(3):259-273. DOI: 10.1080/10408390591001380
- Olivry T., Mueller R.S. (2017). Critically appraised topic on adverse food reactions of companion animals: frequency of cutaneous and gastrointestinal manifestations. BMC Veterinary Research, 13(1):51. DOI: 10.1186/s12917-017-0973-z
- Mueller R.S., Olivry T. (2016). Critically appraised topic on adverse food reactions of companion animals: frequency of cutaneous and gastrointestinal manifestations in dogs and cats. BMC Veterinary Research, 12:9. DOI: 10.1186/s12917-016-0635-4
- Olivry T., DeBoer D.J., Favrot C. et al. (2010). Treatment of canine atopic dermatitis: 2010 clinical practice guidelines from the International Task Force on Canine Atopic Dermatitis. Veterinary Dermatology, 21(3):233-248. DOI: 10.1111/j.1365-3164.2010.00889.x
- Bethlehem S., Bexley J., Mueller R.S. (2012). Patch testing and allergen-specific serum IgE and IgG antibodies in the diagnosis of canine adverse food reactions. Veterinary Immunology and Immunopathology, 145(3-4):582-589. DOI: 10.1016/j.vetimm.2011.12.008
- Rosser E.J. (1993). Diagnosis of food allergy in dogs. Journal of the American Veterinary Medical Association, 203(2):259-262.
- Favrot C., Steffan J., Seewald W. et al. (2010). A prospective study on the clinical features of chronic canine atopic dermatitis and its diagnosis. Veterinary Dermatology, 21(1):23-31. DOI: 10.1111/j.1365-3164.2009.00758.x
- Picco F., Zini E., Nett C. et al. (2008). A prospective study on canine atopic dermatitis and food-induced allergic dermatitis in Switzerland. Veterinary Dermatology, 19(3):150-155. DOI: 10.1111/j.1365-3164.2008.00669.x
- Olivry T., Mueller R.S., Prelaud P. (2015). Critically appraised topic on adverse food reactions of companion animals: common food allergen sources in dogs and cats. BMC Veterinary Research, 11:9. DOI: 10.1186/s12917-015-0327-7
- Johansen C., Mariani C., Mueller R.S. (2017). Evaluation of canine and feline adverse food reactions by patch testing with single proteins, commercial foods and protein hydrolysates. Veterinary Dermatology, 28(5):473-e109. DOI: 10.1111/vde.12463
- Mandigers P.J., German A.J. (2010). Dietary hypersensitivity in cats and dogs. Tijdschrift voor Diergeneeskunde, 135(18):706-710.
- Ricciardi Olivieri E., Noli C. (2019). Canine food allergy: diagnosis and management. Veterinary Dermatology Updates, ESVD Annual Congress Proceedings.
| Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questa pagina hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun caso la visita e il parere del medico veterinario. In presenza di sintomi o dubbi sulla salute del tuo animale, consulta sempre un professionista abilitato. |