Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questa pagina hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun caso la visita e il parere del medico veterinario. In presenza di sintomi o dubbi sulla salute del tuo animale, consulta sempre un professionista abilitato.

L'artrite canina ? nella sua forma piu' comune, l'osteoartrite (OA) o malattia articolare degenerativa (MAD) ? e' la causa piu' frequente di dolore cronico e disabilita' locomotoria nel cane adulto e anziano. Con una prevalenza stimata del 20% nella popolazione canina generale e del 60-80% nei cani di eta' superiore agli 8 anni, l'osteoartrite e' una delle condizioni patologiche piu' diffuse e piu' sottostimate in medicina veterinaria (Johnston, 1997; Bland, 2015, Veterinary Journal).

L'artrite canina rimane largamente sottodiagnosticata: si stima che oltre l'80% dei cani con segni radiografici di osteoartrite non riceva alcun trattamento analgesico, principalmente perche' i proprietari attribuiscono il rallentamento e la rigidita' al 'normale invecchiamento' piuttosto che a una condizione dolorosa e trattabile (Walton et al., 2013). Il dolore cronico da osteoartrite compromette significativamente la qualita' di vita del cane: riduce l'attivita' motoria, altera il comportamento, interferisce con il sonno e modifica le interazioni sociali con il proprietario.

La buona notizia e' che l'osteoartrite canina e' altamente gestibile con un approccio multimodale che combina terapia farmacologica, fisioterapia, gestione del peso e modifiche ambientali. Non esiste una cura definitiva, ma la grande maggioranza dei cani trattati adeguatamente mantiene una buona qualita' di vita per molti anni.

Cos'e' l'artrite nel cane: classificazione

Osteoartrite (OA) ? la forma piu' comune

L'osteoartrite e' una malattia degenerativa cronica dell'articolazione sinoviale, caratterizzata da progressiva degradazione della cartilagine articolare, rimodellamento dell'osso subcondrale, infiammazione della sinovia e formazione di osteofiti (speroni ossei periferici). Non e' semplicemente una malattia della cartilagine ma un processo che coinvolge l'intera articolazione come organo.

Si distinguono due forme principali:

  • OA primaria (idiopatica): degenerazione progressiva senza causa identificabile, legata all'invecchiamento e al logoramento fisiologico. Meno comune nel cane rispetto all'uomo
  • OA secondaria: la forma piu' comune nel cane, conseguente a patologie articolari preesistenti ? displasia dell'anca o del gomito, rottura del legamento crociato craniale, lussazione rotulea, osteocondrite dissecante (OCD), traumi articolari. Quasi tutte le osteoartriti canine sono secondarie

Altre forme di artrite nel cane

Tipo Meccanismo Caratteristiche cliniche
Artrite settica (infettiva) Infezione batterica dell'articolazione (Staphylococcus, Streptococcus, Gram-negativi) da trauma penetrante, intervento chirurgico o via ematogena Monoartrite acuta con calore, gonfiore, dolore grave e febbre. Emergenza chirurgica. Analisi del liquido sinoviale: neutrofilia, batteri
Artrite immune-mediata non erosiva (IMPA) Depositi di immunocomplessi nella sinovia. Spesso associata a LES, neoplasie, reazioni a farmaci, malattia di Lyme Poliartrite (multiple articolazioni). Febbre, letargia, zoppia migrante. RF e ANA positivi in alcune forme. Risponde agli immunosoppressori
Artrite reumatoide (erosiva) Forma erosiva immune-mediata. Rara nel cane. Distruzione progressiva della cartilagine da autoanticorpi Poliartrite cronica erosiva delle piccole articolazioni. Deformazione progressiva. Fattore reumatoide (RF) positivo
Artrite da cristalli (gotta-like) Depositi di cristalli di urato o pirofosfato di calcio nel liquido sinoviale. Rara nel cane Artrite acuta ricorrente. Piu' comune nei Dalmati per la tendenza all'iperuricemia
Artrite da Borrelia (Lyme) Infiammazione articolare da Borrelia burgdorferi (trasmessa da zecche Ixodes) Zoppia acuta migrante, febbre, letargia. Sierologia positiva per Borrelia. Risponde agli antibiotici (doxiciclina)

Cause e fattori di rischio dell'osteoartrite canina

Fattori predisponenti principali

Fattore Impatto sul rischio Misura preventiva
Displasia dell'anca o del gomito Molto alto ? causa principale di OA nei cani di taglia grande/gigante Selezione genetica, screening radiografico, gestione chirurgica precoce
Rottura del legamento crociato craniale (CCL) Molto alto ? causa piu' comune di OA del ginocchio nel cane Gestione del peso; chirurgia tempestiva della rottura (TPLO, TTA)
Obesita' e sovrappeso Alto ? aumenta di 2-3x il rischio e la gravita' Controllo del peso durante tutta la vita: BCS 4-5/9. L'effetto e' sia meccanico (carico) che infiammatorio (adipochine)
Eta' avanzata Alto ? prevalenza >60% negli ultra-8enni Screening precoce, monitoraggio annuale nei cani >6 anni di taglia grande
Taglia grande e gigante Alto ? maggiore carico articolare Dieta specifica per la taglia durante la crescita; esercizio controllato
Traumi articolari ripetuti Moderato-alto Evitare attivita' ad alto impatto (salti ripetuti, corsa su asfalto) nei cani predisposti
Osteocondrite dissecante (OCD) Alto nelle articolazioni colpite (spalla, gomito, garretto) Diagnosi e trattamento chirurgico precoce
Lussazione rotulea Moderato-alto per il ginocchio Correzione chirurgica nelle forme di grado II-IV

Razze a maggiore rischio di OA

Le razze di taglia grande e gigante sono le piu' colpite per la combinazione di peso elevato, predisposizione a displasie e longevita' aumentata. Le razze con maggiore prevalenza documentata includono: Labrador Retriever, Golden Retriever, Pastore Tedesco, Rottweiler, Bovaro del Bernese, San Bernardo, Terranova, Mastino Napoletano, Bulldog Inglese (lussazione rotulea), West Highland White Terrier e Cocker Spaniel (OA del gomito). Razze con alto rischio di OA del ginocchio da rottura del CCL: Labrador, Golden, Rottweiler, Akita, Staffordshire Bull Terrier.

Sintomi dell'artrite nel cane

Il dolore cronico e' sottovalutato: come riconoscerlo

Il cane nasconde il dolore per istinto evolutivo (predatore che mostra debolezza e' vulnerabile). I proprietari riconoscono raramente il dolore cronico da OA nelle fasi iniziali, interpretandolo come 'pigrizia' o 'eta'. I segni vanno cercati attivamente:

Categoria di segno Manifestazioni specifiche Significato
Motori e locomotori Zoppia (spesso asimmetrica e variabile), rigidita' mattutina (il cane fatica ad alzarsi dopo il riposo, poi 'si scalda'), riduzione della lunghezza del passo, andatura rigida, difficolta' a salire/scendere le scale o a saltare sul divano Segni piu' facilmente riconoscibili. La rigidita' mattutina che migliora con il movimento e' patognomonica di OA
Comportamentali Riduzione dell'attivita' spontanea e del gioco, ritiro sociale, irritabilita' o aggressivita' alla manipolazione (soprattutto dell'area dolorosa), alterazioni del sonno, cambiamento di carattere Spesso i primi segni di dolore cronico, frequentemente mal interpretati come 'carattere' o 'anzianita''
Posturali e di igiene Difficolta' ad accovacciarsi o ad assumere la posizione di defecazione, riduzione della cura del mantello (il cane smette di leccarsi le zone difficili da raggiungere), perdita di massa muscolare (atrofia da disuso) Segni tardivi ma molto significativi. L'atrofia muscolare indica OA cronica di lunga data
Locali all'articolazione Gonfiore articolare palpabile (versamento sinoviale), calore locale, crepitio durante i movimenti passivi, riduzione del range of motion (ROM) Rilevati all'esame ortopedico veterinario

Scale validate per la valutazione del dolore da OA nel cane

La valutazione oggettiva del dolore cronico nel cane si basa su scale validate dal proprietario (owner-assessed) e da clinici. Le principali usate in Italia:

  • Helsinki Chronic Pain Index (HCPI): questionario validato per il proprietario (11 domande su mobilita', comportamento, umore). Score >12/44 suggerisce dolore cronico clinicamente significativo (Hercock et al., 2009)
  • Canine Brief Pain Inventory (CBPI): valuta la gravita' del dolore e l'interferenza con le attivita' quotidiane. Validato per il monitoraggio della risposta alla terapia analgesica (Brown et al., 2007, JAVMA)
  • Forza al suolo (force plate analysis): misurazione oggettiva della distribuzione del peso sugli arti. Gold standard per la valutazione quantitativa della zoppia nei trial clinici
  • Kinematics e accelerometria: dispositivi wearable per il monitoraggio dell'attivita' quotidiana. Sempre piu' usati nel monitoraggio a domicilio

Frequenza dei segni clinici nell'OA canina

Segno clinico Frequenza (%) Note
Riduzione attivita' / gioco 70-85% Primo segno notato in molti casi ma attribuito all'eta'
Rigidita' mattutina / post-riposo 65-80% Molto specifico per OA. Migliora con il movimento
Zoppia (da lieve a grave) 60-75% Spesso peggiora in condizioni di freddo e umidita'
Difficolta' a salire/scendere scale 55-70% Spesso il segnale che porta alla prima visita
Irritabilita' alla manipolazione 40-60% Il cane si gira o cerca di mordere se toccato sull'area dolorosa
Atrofia muscolare 35-55% Da disuso. Indica OA di lunga data
Crepitio articolare 30-50% Percepibile alla palpazione e movimento passivo
Cambiamento del carattere / ritiro 30-45% Spesso non riconosciuto come segno di dolore

Fonte: Bland S.D. (2015), Veterinary Journal; Johnston S.A. (1997), Veterinary Clinics of North America.

Come si diagnostica l'artrite nel cane

Visita ortopedica e valutazione del dolore

La diagnosi di OA si basa sulla combinazione di anamnesi (onset, progressione, risposta al calore/freddo, variabilita' nei diversi momenti della giornata), esame ortopedico completo (valutazione dell'andatura, palpazione sistematica di tutte le articolazioni, valutazione del ROM, test di stress legamentosi) e diagnostica per immagini. La valutazione del dolore con scale validate (HCPI, CBPI) deve fare parte di ogni visita di follow-up.

Diagnostica per immagini

Tecnica Indicazione Riscontri tipici nell'OA
Radiografia standard (2 proiezioni per articolazione) Prima indagine in tutti i casi. Obbligatoria per la stadiazione Osteofiti (speroni ossei), sclerosi subcondrale, riduzione dello spazio articolare, versamento articolare (opacita' dei tessuti molli periarticolari), remodellatione articolare
Ecografia articolare Valutazione dei tessuti molli: legamenti, tendini, capsula, versamento Versamento sinoviale, ipertrofia capsulare, lesioni tendinee e legamentose associate. Guida per artrocentesi
TC (Tomografia Computerizzata) OA del gomito (frammentazione del processo coronoideo mediale, OCD), pianificazione chirurgica Visione tridimensionale dell'articolazione. Gold standard per il gomito displasico
RMN (Risonanza Magnetica) Valutazione della cartilagine, dei menischi, dei legamenti crociati, del midollo osseo subcondrale Ottimale per il ginocchio e le articolazioni con patologia cartilaginea e meniscale
Artrocentesi + analisi del liquido sinoviale Differenziazione OA / artrite settica / IMPA / artrite da cristalli OA: liquido giallo-paglierino chiaro, scarsa cellularita' (<2000 cel/microL, >90% mononucleati). Artrite settica: torbido, neutrofilia >90%, batteri. IMPA: neutrofilia sterile

Trattamenti e terapia dell'artrite nel cane

Approccio multimodale: il principio guida

Le linee guida WSAVA (Mathews et al., 2014) e IVAPM (International Veterinary Academy of Pain Management) raccomandano un approccio multimodale al dolore cronico da OA: nessun singolo trattamento e' sufficiente da solo, e la combinazione di farmaci analgesici + nutraceutici + fisioterapia + gestione del peso + modifiche ambientali produce risultati superiori alla monoterapia con un profilo di effetti avversi ridotto.

Terapia farmacologica

Farmaco/Categoria Meccanismo Dosaggio orientativo Note e sicurezza
Meloxicam (Metacam) FANS: inibitore preferenziale COX-2. Prima scelta per le riacutizzazioni e la terapia cronica 0.1 mg/kg/die PO (dose di mantenimento dopo carico 0.2 mg/kg al giorno 1) Farmaco di elezione nel cane. Monitoraggio renale (creatinina, BUN) ogni 6 mesi. Non usare in IRC, ulcera gastrica, epatopatia grave
Carprofen (Rimadyl) FANS: inibitore COX-1/COX-2 bilanciato 4.4 mg/kg/die PO (o 2.2 mg/kg ogni 12h) Efficace e ben tollerato. Stessa precauzioni del meloxicam. Profilo simile. Alternativa utile se risposta incompleta al meloxicam
Grapiprant (Galliprant) Antagonista del recettore EP4 della prostaglandina E2. Meccanismo diverso dai FANS classici 2 mg/kg/die PO Ottimo profilo di sicurezza gastrointestinale e renale rispetto ai FANS. Prima scelta nei cani con comorbidita' renale o gastroenterica (Rausch-Derra et al., 2016, JAVMA)
Gabapentin Anticonvulsivante con azione analgesica neuropatica (canali del calcio voltaggio-dipendenti) 5-10 mg/kg PO ogni 8-12h Utile nelle componenti di dolore neuropatico dell'OA cronica. Spesso usato in combinazione con FANS
Tramadolo Oppioide debole + inibitore del reuptake di serotonina/noradrenalina 2-5 mg/kg PO ogni 8-12h Evidenze di efficacia nel cane limitate rispetto all'uomo. Usato come add-on. Possibile sedazione
Amantadina Antagonista del recettore NMDA: riduce la sensibilizzazione centrale (wind-up) 3-5 mg/kg PO ogni 24h Indicata nei casi di dolore cronico refrattario con sensibilizzazione centrale. In combinazione con FANS (Lascelles et al., 2008, JVIM)
Pentosano polifosfato sodico (Cartrophen Vet) DMOAD: stimola la sintesi del liquido sinoviale, inibisce le metalloproteinasi cartilaginee, effetto antinfiammatorio 3 mg/kg SC ogni settimana per 4 settimane, poi ogni 3-6 mesi Unico DMOAD approvato per uso veterinario in Italia. Effetto a lungo termine sulla progressione della malattia. Sicuro
Infiltrazioni intra-articolari (IA) Acido ialuronico, PRP (Plasma Ricco di Piastrine), cellule staminali mesenchimali, corticosteroidi (uso limitato) Variabile in base al prodotto e all'articolazione Opzione nei casi refrattari o come complemento alla terapia sistemica. Corticosteroidi IA: max 3-4 volte/anno per non accelerare la degenerazione cartilaginea
Bedinvetmab (Librela) Anticorpo monoclonale anti-NGF (nerve growth factor). Nuova classe biologica per l'OA. Iniezione SC mensile 0.5-1 mg/kg SC mensile (dose specifica per peso) Approvato EMA 2021 nel cane. Efficacia documentata nella riduzione del dolore e nel miglioramento della mobilita' (Corral et al., 2021, Frontiers in Vet Sci). Non interferisce con la funzione renale

Nutraceutici e integratori: evidenze e limiti

I nutraceutici non sono sostituti dei FANS ma possono ridurre il fabbisogno di farmaci analgesici, migliorare la funzione articolare e rallentare la progressione della malattia come terapia complementare (Bhathal et al., 2017, Open Veterinary Journal):

  • Glucosamina solfato + condroitina solfato: supportano la sintesi della matrice cartilaginea e riducono la degradazione proteoglicanica. Beneficio clinico modesto ma consistente in una parte dei pazienti. Profilo di sicurezza eccellente. Miglioramento in 4-8 settimane
  • Omega-3 EPA+DHA (olio di pesce): riduzione dell'infiammazione sinoviale tramite modulazione delle prostaglandine pro-infiammatorie. Meta-analisi confermano riduzione del dolore e miglioramento della mobilita' (Roush et al., 2010, JAVMA). Dose: 75-100 mg/kg/die di EPA+DHA combinati
  • Boswellia serrata: acidi boswellici come inibitori della 5-lipossigenasi. Uno studio in doppio cieco (Reichling et al., 2004, Schweizer Archiv fur Tierheilkunde) ha mostrato riduzione della zoppia rispetto al placebo
  • Acido ialuronico orale: supporto alla viscosita' del liquido sinoviale. Evidenze preliminari promettenti nel cane
  • Curcumina: azione antinfiammatoria tramite inibizione NF-kB. Bassa biodisponibilita' orale standard (usare formulazioni fosfolipidiche)

Fisioterapia e riabilitazione

La fisioterapia veterinaria e' parte integrante del trattamento dell'OA canina, con evidenze di efficacia crescenti (Millis & Levine, 2014, Canine Rehabilitation and Physical Therapy):

  • Idroterapia (tapis roulant subacqueo, nuoto): riduce il carico articolare mantenendo il lavoro muscolare. Indicata per tutti i gradi di OA, particolarmente per la perdita di massa muscolare. Prima scelta in fisioterapia
  • Termoterapia: calore umido (pad riscaldanti, impacchi caldi) nelle fasi croniche per ridurre la rigidita' e il dolore; crioterapia nelle riacutizzazioni acute per ridurre l'infiammazione
  • Massoterapia e mobilizzazione passiva: aumentano il ROM, riducono la tensione muscolare e migliorano la propriocezione
  • Laser terapia (low-level laser therapy, LLLT): effetti antinfiammatori e analgesici dimostrati. Trattamenti 2-3 volte/settimana nelle fasi acute, poi di mantenimento
  • Elettrostimolazione (TENS, NMES): controllo del dolore e mantenimento della massa muscolare
  • Esercizi di propriocezione: tavolette propriocettive, balance disc ? migliorano la stabilita' e riducono il rischio di cadute e traumi

Gestione del peso: l'intervento piu' efficace

Il controllo del peso e' l'intervento terapeutico con il miglior rapporto costo-beneficio nella gestione dell'OA canina. Uno studio su Labrador Retriever (Kealy et al., 2000, JAVMA) ha dimostrato che i cani mantenuti al peso ideale sviluppavano OA radiograficamente significativa molto piu' tardi rispetto ai controlli sovrappeso. Ogni kg di peso in eccesso aumenta il carico sulle articolazioni portanti in modo sproporzionato (3-5 kg di carico extra per kg di peso corporeo durante la camminata). Target: BCS 4-5/9.

Modifiche ambientali per il cane artritico

  • Rampe al posto delle scale: per auto, divano, letto
  • Cuccia ortopedica rialzata (memory foam): riduce la pressione sulle articolazioni durante il riposo
  • Tappeti antiscivolo: i pavimenti scivolosi aumentano il carico articolare e il rischio di traumi
  • Ciotole rialzate: riducono lo sforzo del collo e delle spalle durante i pasti
  • Accesso facilitato all'esterno: porta con gatto-door, rampa per il giardino
  • Temperatura ambientale adeguata: il freddo peggiora la rigidita' artritica; evitare correnti d'aria e pavimenti freddi

Prevenzione dell'artrite nel cane

Prevenzione primaria delle cause predisponenti

  • Selezione genetica: screening radiografico FCI/ENCI per displasia dell'anca e del gomito nei riproduttori di razze predisposte. Non riprodurre soggetti con grado D/E (anca) o con frammento del processo coronoideo mediale (gomito)
  • Gestione del cucciolo: evitare sovrappeso durante la crescita (BCS 4-5/9 per tutta la fase di accrescimento), evitare esercizio ad alto impatto prima dei 12-18 mesi nelle razze di taglia grande
  • Diagnosi e trattamento precoce delle patologie articolari giovanili: OCD, lussazione rotulea, displasia (JPS, TPO nelle finestre di eta' ottimali)
  • Controllo del peso durante tutta la vita: il fattore modificabile piu' importante
  • Screening ortopedico annuale nelle razze predisposte da 5 anni in su

Prognosi

L'osteoartrite canina e' una malattia cronica progressiva e non guaribile, ma altamente gestibile con l'approccio multimodale. La progressione della malattia puo' essere rallentata significativamente con il controllo del peso, la fisioterapia e i farmaci disease-modifying. La qualita' di vita della grande maggioranza dei cani con OA ben gestita e' buona per molti anni.

I fattori prognostici negativi includono: diagnosi tardiva (OA avanzata con grave perdita di cartilagine), sovrappeso persistente, mancanza di compliance nella gestione terapeutica, comorbidita' sistemiche che limitano l'uso dei FANS (IRC, epatopatie). Il nuovo anticorpo monoclonale anti-NGF bedinvetmab (Librela), con il suo profilo di sicurezza favorevole e l'efficacia documentata, rappresenta un'importante nuova opzione per i cani che non tollerano i FANS a lungo termine.

QUANDO ANDARE URGENTEMENTE DAL VETERINARIO Zoppia acuta improvvisa con incapacita' totale di appoggiarsi sull'arto: escludere frattura, rottura del legamento crociato, lussazione articolare acuta Articolazione calda, molto gonfia, dolente e con versamento abbondante comparso in poche ore in un cane febbricitante: possibile artrite settica (infezione articolare) ? emergenza chirurgica Dolore acuto grave che non risponde ai FANS entro 24-48 ore: rivalutare la diagnosi, escludere neoplasia ossea o articolare (osteosarcoma) Debolezza progressiva rapida degli arti posteriori fino alla paralisi: possibile ernia discale, compressione midollare o mielopatia degenerativa Gonfiore simmetrico di piu' articolazioni con febbre, letargia e anoressia: artrite immune-mediata o poliartrite infettiva ? richiede workup urgente Cane che non riesce ad alzarsi da solo o a camminare dopo un periodo di riposo: forma avanzata di osteoartrite grave che necessita di rivalutazione terapeutica immediata

Domande frequenti (FAQ)

D: Come faccio a capire se il mio cane anziano ha dolore alle articolazioni?

R: I segnali piu' indicativi sono: difficolta' ad alzarsi dopo il riposo (rigidita' mattutina che migliora camminando), rallentamento nelle passeggiate, esitazione prima di salire o scendere le scale, riduzione del gioco e dell'attivita' spontanea, cambiamento di carattere (irritabilita' insolita, ritiro), difficolta' ad accovacciarsi. Molti proprietari attribuiscono questi segni al 'normale invecchiamento', ma il dolore cronico da artrite e' una condizione medica trattabile. Se il vostro cane mostra due o piu' di questi segnali, una visita ortopedica e' raccomandabile.

D: Posso dare l'aspirina o l'ibuprofene al mio cane per il dolore?

R: Assolutamente no. I FANS umani (ibuprofene, aspirina, diclofenac, naproxene, ketoprofene) sono tossici per il cane: causano ulcere gastriche, sanguinamento gastrointestinale e insufficienza renale acuta anche a dosi singole. Non somministrare mai farmaci anti-dolore umani senza esplicita indicazione veterinaria. Per il dolore da artrite esistono FANS veterinari specifici (meloxicam, carprofen, grapiprant) sicuri e molto piu' efficaci, disponibili solo con prescrizione veterinaria.

D: Gli integratori di glucosamina e condroitina funzionano davvero?

R: Le evidenze scientifiche sono moderatamente positive ma non conclusive. Una revisione sistematica (Bhathal et al., 2017) indica un beneficio clinico modesto (riduzione del dolore, miglioramento della mobilita') in una parte significativa dei pazienti, con un ottimo profilo di sicurezza. Non curano l'artrite e non sostituiscono i FANS nelle fasi di dolore acuto, ma possono ridurre il fabbisogno di analgesici nel lungo periodo e supportare la funzione articolare. L'effetto si valuta dopo 8-12 settimane di uso continuativo.

D: La fisioterapia serve davvero per l'artrite del cane?

R: Si', ed e' parte integrante del trattamento secondo le linee guida internazionali. L'idroterapia (tapis roulant in acqua) e' particolarmente efficace: permette di mantenere la massa muscolare (che sostiene le articolazioni) riducendo il carico sull'articolazione malata. La perdita di massa muscolare da disuso accelera la progressione dell'OA: il riposo totale e' controproducente. In Italia esistono centri di riabilitazione veterinaria con attrezzatura specializzata. Anche esercizi domiciliari guidati da un fisioterapista veterinario sono molto utili.

D: Cos'e' Librela e come funziona per l'artrite del cane?

R: Librela (bedinvetmab) e' un anticorpo monoclonale approvato dall'EMA nel 2021 per il trattamento del dolore da OA nel cane. Agisce bloccando il NGF (Nerve Growth Factor), una molecola chiave nella sensibilizzazione centrale e periferica del dolore cronico. Si somministra con un'iniezione sottocutanea mensile in clinica. I vantaggi rispetto ai FANS classici includono: nessun effetto gastrointestinale, nessuna nefrotossicita', somministrazione mensile (migliore compliance). E' particolarmente indicato nei cani anziani con comorbidita' renali o gastrointestinali che non tollerano i FANS a lungo termine.

D: Con quale frequenza devo portare a controllo un cane con artrite cronica?

R: In fase stabile con terapia FANS cronica: visita con emocromo e profilo biochimico (funzionalita' renale ed epatica) ogni 6 mesi. Valutazione del dolore con scala HCPI o CBPI a ogni visita. Radiografie di controllo ogni 12-24 mesi per monitorare la progressione dell'OA. I cani in fisioterapia attiva: valutazione mensile con il fisioterapista. In caso di peggioramento improvviso della zoppia, visita non programmata urgente per escludere complicanze acute (rottura del CCL, frattura da stress, artrite settica).

D: L'artrite del cane e' ereditaria?

R: L'artrite primaria (idiopatica) ha una componente genetica nel predisporre alle anomalie anatomiche articolari (displasia dell'anca, lassita' legamentosa) che nel tempo portano all'OA secondaria. Le displasie dell'anca e del gomito sono poligeniche con ereditabilita' significativa (0.25-0.45). Questo giustifica i programmi di screening riproduttivo FCI/ENCI. L'OA in se' non e' ereditaria, ma la predisposizione anatomica che la causa lo puo' essere. Acquistare cuccioli da genitori certificati (grado A o B per l'anca, ED0 per il gomito) riduce il rischio.

Fonti e bibliografia

La scheda e' stata redatta sulla base delle seguenti fonti scientifiche primarie e linee guida istituzionali:

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  • Johnston S.A. (1997). Osteoarthritis: joint anatomy, physiology, and pathobiology. Veterinary Clinics of North America: Small Animal Practice, 27(4):699-723. DOI: 10.1016/S0195-5616(97)50076-3
  • Mathews K., Kronen P.W., Lascelles D. et al. (2014). Guidelines for recognition, assessment and treatment of pain. Journal of Small Animal Practice, 55(6):E10-E68. DOI: 10.1111/jsap.12200
  • Kealy R.D., Lawler D.F., Ballam J.M. et al. (2000). Evaluation of the effect of limited food consumption on radiographic evidence of osteoarthritis in dogs. JAVMA, 217(11):1678-1680.
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  • Roush J.K., Cross A.R., Renberg W.C. et al. (2010). Evaluation of the effects of dietary supplementation with fish oil omega-3 fatty acids on weight bearing in dogs with osteoarthritis. JAVMA, 236(1):67-73. DOI: 10.2460/javma.236.1.67
  • Rausch-Derra L., Huber M., Wofford J. et al. (2016). A prospective, randomized, masked, placebo-controlled multisite clinical study of grapiprant, an EP4 prostaglandin receptor antagonist, in dogs with osteoarthritis. JAVMA, 248(9):1a. DOI: 10.2460/javma.248.9.1070
  • Lascelles B.D., Gaynor J.S., Smith E.S. et al. (2008). Amantadine in a multimodal analgesic regimen for alleviation of refractory osteoarthritis pain in dogs. Journal of Veterinary Internal Medicine, 22(1):53-59. DOI: 10.1111/j.1939-1676.2007.0014.x
  • Corral M.J., Moyaert H., Fernandes T. et al. (2021). A prospective, randomized, blinded, placebo-controlled multisite clinical study of bedinvetmab in dogs with osteoarthritis. Frontiers in Veterinary Science, 8:751082. DOI: 10.3389/fvets.2021.751082
  • Brown D.C., Bell M., Rhodes L. (2007). Power of treatment success definitions when the Canine Brief Pain Inventory is used to evaluate carprofen treatment for the control of pain and inflammation in dogs with osteoarthritis. JAVMA, 233(12):1865-1869.
  • Millis D.L., Levine D. (2014). Canine Rehabilitation and Physical Therapy, 2nd edition. Elsevier Saunders.
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