Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questa pagina hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun caso la visita e il parere del medico veterinario. In presenza di sintomi o dubbi sulla salute del tuo animale, consulta sempre un professionista abilitato.

La cataratta canina e' l'opacizzazione parziale o totale del cristallino ? la lente biconvessa trasparente all'interno dell'occhio che focalizza la luce sulla retina ? ed e' la causa piu' comune di cecita' chirurgicamente trattabile nel cane. Colpisce cani di qualsiasi eta', razza e sesso, con una prevalenza stimata del 3-4% nella popolazione canina generale, che sale al 10-15% nei cani anziani (>8 anni) e al 30-75% nei cani diabetici (Davidson & Nelms, 2007; Adkins & Hendrix, 2005, Veterinary Ophthalmology).

A differenza della cataratta nell'uomo, dove la forma senile e' di gran lunga la piu' comune, nel cane le cause principali sono il diabete mellito (prima causa di cataratta acquisita rapida), le forme ereditarie (prima causa globale nei cani di razza) e il normale invecchiamento. La comprensione della causa e' fondamentale perche' determina la tempistica ottimale dell'intervento chirurgico, le aspettative di risultato e la gestione delle patologie associate.

Il trattamento risolutivo e' esclusivamente chirurgico: la facoemulsificazione (phacoemulsification), tecnica analoga a quella usata in oftalmochirugia umana, con tassi di successo visivo superiori all'85-90% nelle mani di specialisti oftalmologi veterinari (Sigle & Nasisse, 2006; Biros et al., 2000, Veterinary Ophthalmology).

Cos'e' la cataratta nel cane

Anatomia del cristallino e fisiopatologia dell'opacizzazione

Il cristallino e' una struttura avasculare (priva di vasi sanguigni) e non innervata, racchiusa in una capsula elastica e composta per il 65% di acqua e per il 35% di proteine strutturali (le cristalline). La sua trasparenza dipende dalla regolare organizzazione tridimensionale delle fibre proteiche e da un metabolismo attivo (pompa sodio-potassio dell'epitelio capsulare anteriore) che mantiene l'equilibrio idroelettrolitico.

L'opacizzazione si verifica quando le proteine del cristallino subiscono aggregazioni, precipitazioni o alterazioni strutturali (ossidazione, glicazione, idratazione anomala), rendendo le fibre otticamente irregolari e disperdendo la luce invece di trasmetterla. Nelle cataratte diabetiche, l'eccesso di glucosio viene convertito in sorbitolo dalla via dei polioli, con accumulo osmotico rapido di acqua all'interno del cristallino ('imbibizione osmotica') che spiega la rapidita' spettacolare della cataratta diabetica nel cane (da settimane a pochi mesi dall'inizio del diabete).

Classificazione delle cataratte canine

Per eziologia:

Tipo eziologico Frequenza relativa Caratteristiche principali
Ereditaria Prima causa globale nei cani di razza Molte razze con mutazioni genetiche documentate. Comparsa tipica in giovane-adulto (1-5 anni). Quasi sempre bilaterale. Progressione variabile
Diabetica Prima causa di cataratta acquisita rapida Conseguenza del diabete mellito. Progressione rapidissima (settimane-mesi). Quasi sempre bilaterale e simmetrica. Frequente uveite facolitica associata
Senile (involutiva) Comune nei cani >8 anni Lenta progressione. Da distinguere dalla sclerosi nucleare (normale invecchiamento, non causa cecita'). Spesso bilaterale
Da uveite (secondaria) Complicanza di uveiti croniche Cataratta complicata da infiammazione endoculare. Prognosi chirurgica piu' riservata per le sinechie e i danni retinici associati
Traumatica Meno comune Da trauma penetrante o contusivo. Unilaterale. Progressione variabile in base all'entita' del danno capsulare
Da radiazioni Rara Dopo radioterapia in area periorbitale. Latenza mesi-anni
Nutritiva/metabolica Rara Carenza di aminoacidi essenziali (triptofano, fenilalanina) in cuccioli allattati artificialmente con formule inadeguate

Per stadio di maturazione (classificazione di Gelatt, 2021):

Stadio Aspetto Impatto visivo Timing chirurgico
Incipiente Piccole opacita' periferiche (<15% del cristallino). Spesso non visibili a occhio nudo Nessuno o minimo. Non altera la visione quotidiana Monitoraggio. Chirurgia non urgente
Immatura Opacita' parziale (15-99%). Il riflesso del fundus e' ancora visibile all'esame oftalmologico Variabile: da lieve a moderata riduzione visiva. Il cane si adatta bene Timing ottimale per la chirurgia: cristallino stabile, capsula intatta, retina integra
Matura Opacita' completa (100%). Cristallino bianco-grigio uniforme. Nessun riflesso del fundus visibile Cecita' funzionale nell'occhio colpito Chirurgia indicata. Eseguire ERG pre-operatorio per valutare la funzione retinica
Ipermatura Liquefazione delle proteine (cataratta morgagniana). Cristallino raggrinzito o con aspetto 'latte+acqua'. Rischio alto di uveite facolitica e glaucoma Cecita'. Rischio di complicanze infiammatorie e di pressione endoculare elevata Chirurgia piu' difficile e con prognosi peggiore. Uveite facolitica va trattata prima dell'intervento

Razze predisposte e fattori di rischio

Razze con cataratta ereditaria documentata

La cataratta ereditaria canina e' stata documentata in oltre 100 razze. Le razze con la piu' alta prevalenza e con mutazioni genetiche identificate includono:

Razza Prevalenza stimata Eta' tipica di comparsa Note
Boston Terrier 25-60% 2-8 anni Forma posteriore subcapsulare. Mutazione HSF4 identificata (Mellersh et al., 2006)
Staffordshire Bull Terrier 20-50% 1-3 anni Mutazione HSF4 (stessa del Boston Terrier). Test genetico disponibile
French Bulldog 15-30% 2-6 anni In aumento per la popolarita' della razza. Mutazione HSF4 documentata
Golden Retriever 10-20% 4-8 anni Forma posteriore subcapsulare triangolare. Molto studiata
Labrador Retriever 8-15% 4-9 anni Forma posteriore. Frequente riscontro incidentale in visite di routine
Husky Siberiano 15-25% 2-7 anni Forma posteriore subcapsulare. Prevalenza alta nella razza
Schnauzer Miniatura 15-30% 1-5 anni Frequente. Associata ad anomalie oculari multiple in alcuni soggetti
Cocker Spaniel 10-25% Variabile Forma posteriore subcapsulare. Comune anche la forma senile
Pastore Australiano 10-20% 2-8 anni Associata spesso ad anomalia dell'occhio del Collie (CEA) e PRA
Poodle (tutte le taglie) 8-15% 5-10 anni Forma nucleare senile + forma ereditaria nel Toy e Miniatura

Fonte: Gelatt K.N. (2021), Veterinary Ophthalmology, 5th ed. Wiley-Blackwell; ECVO Hereditary Eye Disease (HED) database, 2023.

Cataratta diabetica: fattore di rischio piu' importante nella cataratta acquisita

Il diabete mellito causa cataratta nel 30-75% dei cani diabetici entro il primo anno dalla diagnosi, con alcune stime che raggiungono il 100% entro 16 mesi (Beam et al., 1999, Veterinary Ophthalmology). La progressione e' cos' rapida che spesso il proprietario porta il cane per cecita' improvvisa senza sapere che il cane e' diabetico. Ogni cane con cataratta bilaterale ad insorgenza acuta deve essere valutato per il diabete mellito prima di pianificare l'intervento chirurgico.

Sintomi della cataratta nel cane

Segni clinici per stadio

La presentazione clinica dipende dallo stadio di maturazione, dall'unilateralita' o bilateralita' e dalla velocita' di progressione:

Stadio Segni osservabili dal proprietario Segni all'esame oftalmologico
Incipiente Nessuno, o lieve difficolta' con luce scarsa. Il proprietario spesso non nota nulla Piccole opacita' puntiformi o lineari al biomicroscopio. Riflesso del fundus normale
Immatura Lieve sbattere contro oggetti nell'oscurita', esitazione nei nuovi ambienti. L'occhio puo' apparire leggermente grigio-blu da angolazioni specifiche Opacita' parziale visibile alla lampada a fessura. Riflesso del fundus ancora presente
Matura Opacita' bianca visibile dalla pupilla. Disorientamento, difficolta' a trovare la ciotola o i giocattoli. Sbatte contro mobili. Riluttanza a scendere le scale Cristallino completamente opaco. Pupilla bianca (leucocoria). Nessun riflesso del fundus
Ipermatura Cecita'. A volte dolore oculare (uveite facolitica o glaucoma secondario). Lacrimazione, blefarospasmo, occhio rosso Cristallino con aspetto eterogeneo, raggrinzito. Flare in camera anteriore (uveite). Pressione endoculare elevata possibile

Differenza tra cataratta e sclerosi nucleare

La sclerosi nucleare (nuclear sclerosis) e' una normale modificazione del cristallino legata all'eta', che si osserva in quasi tutti i cani oltre i 6-7 anni e viene spesso confusa dai proprietari con la cataratta. E' fondamentale distinguerle:

Caratteristica Cataratta Sclerosi nucleare
Aspetto al proprietario Bianco opaco, 'latte' Grigio-bluastro, 'nebbia', aspetto perliforme
Localizzazione Variabile (nucleo, corteccia, subcapsulare) Solo nel nucleo del cristallino
Impatto visivo Riduzione visiva fino alla cecita' Nessuno o minimo (lieve difficolta' con luce scarsa)
Riflesso del fundus Assente nelle forme mature Presente (il fondo e' visibile attraverso il cristallino)
Progressione Variabile: da lenta a rapida (diabetica) Lenta, proporzionale all'eta'
Trattamento necessario Si' (chirurgico se avanzata) No

La distinzione definitiva richiede l'esame con lampada a fessura (biomicroscopia) e la valutazione del riflesso del fundus con oftalmoscopio: solo l'oftalmologo veterinario puo' distinguerle con certezza.

Complicanze della cataratta non trattata

  • Uveite facolitica (facoanafilattica): le proteine del cristallino che fuoriescono dalla capsula (soprattutto nelle cataratte ipermaturo) scatenano una risposta infiammatoria endoculare grave. Occhio rosso, dolente, con flare in camera anteriore. Se non trattata, causa glaucoma secondario e cecita' dolorosa irreversibile
  • Glaucoma secondario: l'uveite facolitica, le sinechie anteriori o la lussazione del cristallino possono bloccare il drenaggio del liquido endoculare, causando aumento della pressione intraoculare (IOP >25 mmHg) e danno al nervo ottico irreversibile
  • Lussazione del cristallino: nei cani predisposti (Terrier, specialmente Jack Russell), la cataratta puo' essere associata a lussazione o sublussazione del cristallino ? urgenza oftalmica
  • Cecita' permanente: la cataratta ipermatura con glaucoma secondario o con danno retinico da uveite cronica porta a cecita' permanente non recuperabile nemmeno con la chirurgia

Come si diagnostica la cataratta nel cane

Esame oftalmologico completo

La diagnosi di cataratta richiede una visita oftalmologica specialistica completa. L'esame di base del medico veterinario generico permette di identificare le cataratte mature (pupilla bianca) ma non di stadiare le forme precoci, valutare la funzione retinica o escludere patologie associate che controindicano la chirurgia:

Esame Finalita' Cosa identifica
Biomicroscopia a lampada a fessura (slit lamp) Gold standard per la valutazione del cristallino Sede, estensione e tipo di opacita'; distinzione cataratta/sclerosi nucleare; valutazione della capsula cristalliniana; anomalie della camera anteriore
Oftalmoscopia indiretta (con pupilla dilatata) Valutazione del fundus (retina, nervo ottico, coroide) Distacco di retina, degenerazione retinica (PRA), papilledema, lesioni coroideali ? controindicazioni alla chirurgia
Tonometria (misurazione IOP) Screening per glaucoma pre-operatorio IOP >25 mmHg = glaucoma in atto o rischio elevato; IOP <10 mmHg = possibile uveite cronica o distacco di retina
Elettroretinografia (ERG) Valutazione funzionale della retina pre-operatoria Risposta retinica all'impulso luminoso. ERG normale = alta probabilita' di recupero visivo post-chirurgia. ERG piatto = retina non funzionale, chirurgia inutile per il recupero visivo
Ecografia oculare (B-scan) Quando il cristallino opaco impedisce la visione del fundus Distacco di retina, emorragia vitreale, masse endoculari, lussazione del cristallino
Test di Schirmer (STT) Valutazione della produzione lacrimale Cheratocongiuntivite secca (KCS): da correggere prima della chirurgia
Test di fluorescenza (fluoresceina) Integrita' della cornea Ulcere corneali: controindicazione alla chirurgia finche' non guarite

Accertamenti sistemici pre-operatori

Prima della facoemulsificazione, il cane deve sottoporsi a una valutazione sistemica completa per:

  • Escludere e/o stabilizzare il diabete mellito (glicemia a digiuno, fruttosamine): l'intervento in un cane diabetico non compensato ha prognosi peggiore e rischio anestesiologico elevato
  • Valutare la funzionalita' renale ed epatica (profilo biochimico): influisce sul protocollo anestetico
  • Emocromo: escludere anemie, trombocitopenie e alterazioni coagulative
  • Cardiologia: ECG e/o ecocardiografia nei cani anziani o con murmure cardiaco (rischio anestesiologico)

Trattamenti e terapie della cataratta nel cane

Facoemulsificazione: il trattamento chirurgico di elezione

La facoemulsificazione (phacoemulsification) e' la tecnica chirurgica standard per il trattamento della cataratta nel cane, analoga alla tecnica usata in oftalmochirugia umana. Consiste nella frammentazione del cristallino opaco mediante ultrasuoni attraverso una piccola incisione corneale (2.2-3.2 mm) e nella sua aspirazione, seguita dall'inserimento di una lente intraoculare artificiale (IOL, Intraocular Lens) nella capsula cristalliniana residua. Richiede attrezzatura specializzata (facoemulsificatore, microscopio operatorio) e deve essere eseguita da un oftalmologo veterinario diplomato ECVO (European College of Veterinary Ophthalmologists).

Indicazioni, controindicazioni e timing ottimale

Condizione Indicazione chirurgica Note
Cataratta immatura bilaterale con buona ERG Indicazione elettiva ottimale Timing ideale: prima che la cataratta diventi matura. ERG normale = prognosi eccellente (>90% recupero visivo)
Cataratta matura bilaterale con ERG normale Indicazione assoluta Cecita' in atto. Chirurgia urgente per prevenire l'ipermaturazione e le complicanze
Cataratta diabetica bilaterale rapida Indicazione urgente Operare appena il diabete e' compensato. Non aspettare: la rapida progressione porta all'ipermaturazione
Cataratta ipermatura con uveite facolitica Indicazione urgente ma con rischio elevato Trattare prima l'uveite (corticosteroidi topici e sistemici, FANS). Prognosi chirurgica piu' riservata
Cataratta con glaucoma secondario IOP >30 mmHg non controllato Controindicazione relativa Controllare prima la IOP. Se IOP non controllabile: prognosi visiva riservata
Cataratta con ERG piatto (retina non funzionale) Controindicazione assoluta alla chirurgia visiva La chirurgia non recupera la vista se la retina e' compromessa. Considerare enucleazione se glaucoma doloroso
Cataratta unilaterale con occhio controlaterale normale Indicazione relativa Il cane con un occhio normale si adatta bene. Chirurgia indicata se c'e' rischio di uveite facolitica o per motivi estetici

Risultati e tassi di successo

I tassi di successo della facoemulsificazione nel cane sono elevati nelle mani di specialisti:

  • Recupero visivo a breve termine (3 mesi): 85-92% nelle cataratte immature-mature con ERG normale (Sigle & Nasisse, 2006, Veterinary Ophthalmology)
  • Mantenimento della visione a lungo termine (1 anno): 80-87% (Biros et al., 2000)
  • Cataratte diabetiche: 77-80% di successo visivo a breve termine, con percentuale piu' bassa a lungo termine per l'instabilita' metabolica
  • Complicanze principali post-operatorie: glaucoma (10-15%), uveite post-operatoria (15-25%), opacizzazione capsulare posteriore (15-30%), distacco di retina (<5%)

Gestione post-operatoria

Il successo a lungo termine dipende in larga misura dalla compliance del proprietario nella gestione post-operatoria:

  • Collare elisabettiano per 4-6 settimane: impedisce lo sfregamento dell'occhio, principale causa di complicanze
  • Colliri multipli per 4-8 settimane: antibiotico (prevenzione infezioni), corticosteroide topico (prevenzione uveite), FANS topico (antinfiammatorio), midriatico (mantenimento della pupilla dilatata per ridurre le sinechie)
  • Restrizione dell'attivita' fisica per 4 settimane: evitare nuoto, ambienti polverosi, giochi bruschi
  • Controlli oftalmologici post-operatori: a 24h, 1 settimana, 1 mese, 3 mesi, 6 mesi, poi annualmente
  • Monitoraggio della pressione endoculare: a ogni controllo per identificare precocemente il glaucoma post-operatorio

Gestione medica della cataratta non operata

Quando la chirurgia non e' possibile (per condizioni sistemiche, ERG piatto, costo, o scelta del proprietario), la gestione medica mira a rallentare la progressione e gestire le complicanze:

  • Colliri antiossidanti (N-acetilcarnosina, vitamina E topica): studi preliminari suggeriscono un effetto ritardante sull'opacizzazione, ma le evidenze nel cane sono ancora limitate e controverse (Williams, 2006, Veterinary Ophthalmology)
  • Trattamento dell'uveite facolitica: corticosteroidi topici (desametasone 0.1%, prednisolone acetato 1%) e FANS topici (diclofenac, ketorolac) per ridurre l'infiammazione endoculare e il rischio di glaucoma secondario
  • Monitoraggio della pressione endoculare ogni 3-6 mesi nei cani con cataratta matura o ipermatura
  • Antiossidanti orali: integratori con luteina, zeaxantina, vitamina C ed E, omega-3: supporto sistemico alla salute oculare, senza evidenze di regressione della cataratta

Prevenzione della cataratta nel cane

Selezione genetica nelle razze predisposte

La prevenzione primaria delle cataratte ereditarie si basa sulla selezione riproduttiva. Le principali misure raccomandate dalle societa' di cinofilia e dall'ECVO:

  • Esame oftalmologico ECVO annuale nei riproduttori delle razze predisposte: certifica l'assenza di cataratta ereditaria. Riconosciuto da FCI/ENCI per le razze incluse nel protocollo HED (Hereditary Eye Disease)
  • Test genetici per mutazioni note: la mutazione HSF4 (gene del fattore di shock termico 4) causa cataratta ereditaria in Boston Terrier, Staffordshire Bull Terrier e French Bulldog. Il test genetico DNA (disponibile da laboratori accreditati come Optigen, Laboklin, Animal DNA Diagnostics) consente di identificare i soggetti portatori e affetti prima della comparsa clinica
  • Non riprodurre cani affetti da cataratta ereditaria confermata
  • Verifica degli esami oftalmologici dei genitori prima dell'acquisto di un cucciolo di razza predisposta

Prevenzione della cataratta diabetica

La prevenzione della cataratta diabetica si basa sul controllo ottimale della glicemia nel cane diabetico:

  • Monitoraggio glicemico rigoroso: curve glicemiche periodiche, fruttosamine ogni 2-3 mesi per valutare il compenso a lungo termine
  • Dieta specifica per diabetici: alto contenuto di fibra, basso indice glicemico, pasti regolari e costanti
  • Attivita' fisica regolare e controllata: migliora la sensibilita' insulinica
  • Aldoso reduttasi inibitori topici: in fase di studio per prevenire la formazione di sorbitolo nel cristallino. Non ancora disponibili commercialmente in Italia per uso veterinario

Protezione dai danni ossidativi

  • Dieta ricca di antiossidanti naturali (mirtilli, carote, spinaci in quantita' moderate) o integrazione con luteina, zeaxantina, vitamina E
  • Omega-3 EPA+DHA orali: effetto antiossidante e antinfiammatorio sistemico
  • Protezione dall'esposizione UV prolungata: in cani a rischio, evitare ore centrali della giornata

Prognosi

La prognosi della cataratta canina trattata chirurgicamente e' eccellente nelle forme non complicate (ereditarie o senili), con tassi di recupero visivo superiori all'85-90% nelle cataratte immature-mature con funzione retinica conservata (Sigle & Nasisse, 2006). La prognosi e' piu' riservata nelle cataratte diabetiche (per l'instabilita' metabolica sistemica e la frequente uveite associata), nelle cataratte ipermaturo con uveite facolitica (danni infiammatori alla retina e al corpo ciliare) e nelle forme complicate da glaucoma secondario.

La cataratta non trattata, se bilaterale e matura, porta invariabilmente alla cecita' permanente. Se complicata da glaucoma secondario, puo' causare dolore cronico e necessitare di enucleazione o protesi oculare per motivi palliativi. L'adattamento del cane non vedente e' generalmente molto buono, soprattutto se la cecita' e' progressiva: i cani usano gli altri sensi (olfatto, udito, vibrissi) in modo compensatorio e mantengono una buona qualita' di vita in ambienti conosciuti.

QUANDO ANDARE URGENTEMENTE DAL VETERINARIO Perdita improvvisa della visione (il cane sbatte contro mobili, non riconosce i percorsi abituali, e' disorientato): possibile distacco di retina, glaucoma acuto o cataratta ipermatura con uveite facolitica Occhio rosso, molto dolente, con pupilla dilatata e fissa e cornea opaca bluastra: glaucoma acuto ? emergenza oftalmica, la pressione endoculare puo' causare cecita' permanente in poche ore Pupilla bianca o grigia comparsa molto rapidamente (giorni-settimane) in cane diabetico: cataratta diabetica ? progressione rapida, operare precocemente per migliore prognosi Occhio con opacita' bianca + secrezione purulenta abbondante + blefarospasmo: uveite facolitica secondaria o infezione ? urgenza oftalmica Trauma oculare (colpo, corpo estraneo, graffiatura) con successiva comparsa di opacita' del cristallino Gonfiore e rossore acuto del bulbo oculare in cane con cataratta nota: possibile lussazione del cristallino ? urgenza chirurgica

Domande frequenti (FAQ)

D: Come faccio a sapere se il mio cane ha la cataratta o semplicemente l'occhio che 'invecchia'?

R: La differenza visiva che il proprietario puo' fare a casa e' parziale: la cataratta appare come un'opacita' bianca 'lattiginosa' nella pupilla, ben visibile anche in piena luce; la sclerosi nucleare (normale invecchiamento) appare come un riflesso grigio-bluastro perliforme che si vede soprattutto di scorcio o in luce radente, ma non e' bianca e non causa cecita'. Se il vostro cane sbatte contro gli oggetti, esita in ambienti nuovi, o ha una pupilla che appare bianca in luce normale, e' il momento di una visita dall'oftalmologo veterinario. Solo la lampada a fessura permette la distinzione definitiva.

D: A che eta' compare la cataratta nel cane?

R: Dipende dalla causa. Le cataratte ereditarie compaiono tipicamente tra 1 e 8 anni di eta', con picchi variabili per razza (Boston Terrier e Staffordshire spesso a 2-4 anni, Golden e Labrador a 4-8 anni). Le cataratte diabetiche possono comparire a qualsiasi eta', anche in cani giovani, e progrediscono in settimane. Le cataratte senili compaiono tipicamente dopo i 7-8 anni e progrediscono lentamente. La sclerosi nucleare si osserva in praticamente tutti i cani oltre i 6-7 anni, ma non e' una cataratta.

D: L'operazione di cataratta nel cane e' sicura? Quali sono i rischi?

R: La facoemulsificazione e' considerata sicura nelle mani di un oftalmologo veterinario specializzato, con tassi di complicanze gravi <5%. I rischi principali sono: glaucoma post-operatorio (10-15%, la complicanza piu' frequente), uveite post-operatoria prolungata (15-25%, gestibile con colliri), opacizzazione capsulare posteriore che riduce progressivamente la visione (15-30%, trattabile con laser YAG in alcuni centri). Il rischio anestesiologico e' quello standard per procedure in anestesia generale: valutato e minimizzato con gli accertamenti pre-operatori. La mortalita' intraoperatoria e' inferiore all'1%.

D: Il mio cane diabetico ha sviluppato la cataratta in poche settimane: e' normale?

R: Si', e' uno dei tratti piu' caratteristici della cataratta diabetica nel cane. A differenza dell'uomo (dove la cataratta diabetica progredisce in anni), nel cane l'eccesso di glucosio viene convertito rapidamente in sorbitolo nel cristallino, causando un'imbibizione osmotica (ingresso massiccio di acqua) che rende le fibre otticamente irregolari in poche settimane. E' fondamentale: (1) portare subito dal veterinario per stabilizzare il diabete; (2) programmare la visita dall'oftalmologo veterinario il prima possibile; (3) non aspettare ? piu' si aspetta, piu' la cataratta diventa ipermatura con rischio di uveite facolitica e prognosi chirurgica peggiore.

D: Quanto costa l'operazione di cataratta nel cane in Italia?

R: Il costo della facoemulsificazione in Italia varia in base al centro specialistico, alla regione e alla complessita' del caso. In media, per un occhio, il costo e' compreso tra 1.500 e 3.000 euro (comprensivo di visita pre-operatoria, ERG, ecografia, anestesia, chirurgia, IOL, medicazioni post-operatorie immediate e prima visita di controllo). Per entrambi gli occhi, spesso eseguiti in una o due sessioni ravvicinate, il costo totale si aggira tra 2.500 e 5.000 euro. Alcune assicurazioni sanitarie per animali domestici coprono parzialmente o totalmente la chirurgia oftalmica.

D: Se non opero la cataratta del mio cane, come si adattera' alla cecita'?

R: I cani si adattano sorprendentemente bene alla cecita', soprattutto quando e' progressiva e il cane ha il tempo di memorizzare gli spazi. Usano intensamente olfatto, udito e vibrissi per muoversi. In casa, mantenere i mobili sempre nella stessa posizione, evitare scale senza protezione, usare profumi o tappeti per segnare punti di riferimento. All'aperto, il guinzaglio corto e' sufficiente per la sicurezza. La qualita' di vita di un cane cieco in ambiente conosciuto e' buona. E' pero' fondamentale non lasciare la cataratta senza monitoraggio: le complicanze (uveite, glaucoma) causano dolore che compromette il benessere animale indipendentemente dalla visione.

D: Esistono colliri che sciolgono la cataratta nel cane?

R: No. Nessun collirio attualmente disponibile e' in grado di sciogliere, invertire o eliminare una cataratta gia' formata nel cane o nell'uomo. I prodotti a base di N-acetilcarnosina (spesso venduti online come 'colliri anti-cataratta') hanno evidenze scientifiche molto deboli e contraddittorie: nessuno studio peer-reviewed controllato ha dimostrato regressione della cataratta nel cane. L'unico trattamento risolutivo rimane la chirurgia. Investire in costosi colliri non dimostrati invece di programmare una valutazione oftalmologica puo' portare a un ritardo nell'intervento, con conseguente peggioramento della prognosi.

Fonti e bibliografia

La scheda e' stata redatta sulla base delle seguenti fonti scientifiche primarie e linee guida istituzionali:

  • Gelatt K.N., Ben-Shlomo G., Gilger B.C. et al. (2021). Veterinary Ophthalmology, 5th edition. Wiley-Blackwell, Hoboken.
  • Sigle K.J., Nasisse M.P. (2006). Long-term complications after phacoemulsification for cataract removal in dogs: 172 cases (1995-2002). Journal of the American Veterinary Medical Association, 228(1):74-79. DOI: 10.2460/javma.228.1.74
  • Biros D.J., Elkins A.D., Biros D.J. (2000). Outcome of phacoemulsification performed in 270 eyes of 153 dogs (1978-1997). Veterinary Ophthalmology, 3(2-3):73-76. DOI: 10.1046/j.1463-5224.2000.00102.x
  • Davidson M.G., Nelms S.R. (2007). Diseases of the lens and cataract formation. In: Gelatt K.N. (ed), Veterinary Ophthalmology, 4th ed. Blackwell Publishing, pp. 859-887.
  • Beam S., Correa M.T., Davidson M.G. (1999). A retrospective-cohort study on the development of cataracts in dogs with diabetes mellitus: 200 cases (1990-1998). Veterinary Ophthalmology, 2(3):169-172. DOI: 10.1046/j.1463-5224.1999.00063.x
  • Mellersh C.S., Pettitt L., Forman O.P. et al. (2006). Identification of mutations in HSF4 in dogs of three different breeds with hereditary cataracts. Veterinary Ophthalmology, 9(5):369-378. DOI: 10.1111/j.1463-5224.2006.00496.x
  • Adkins E.A., Hendrix D.V. (2005). Outcomes of dogs presented for cataract evaluation: a retrospective study. Journal of the American Animal Hospital Association, 41(4):235-240. DOI: 10.5326/0410235
  • Williams D.L. (2006). Oxidation, antioxidants and cataract formation: a literature review. Veterinary Ophthalmology, 9(5):292-298. DOI: 10.1111/j.1463-5224.2006.00488.x
  • ECVO Hereditary Eye Disease (HED) Scheme. European College of Veterinary Ophthalmologists. Breed-specific protocols. ecvo.org, aggiornamento 2023.
  • Ionita J.C., Bhatt M.P. (2019). Intraocular lens implantation in dogs and cats: indications and outcomes. Veterinary Clinics of North America: Small Animal Practice, 49(3):481-495.
  • Stuckey J.A., Wilkie D.A., Petersen-Jones S.M. (2013). Canine and feline ophthalmology for the general practitioner. Veterinary Clinics of North America: Small Animal Practice, 43(5):1229-1247.
  • ENCI ? Ente Nazionale della Cinofilia Italiana. Protocollo esami oculistici ECVO per la selezione dei riproduttori. enci.it, aggiornamento 2023.
Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questa pagina hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun caso la visita e il parere del medico veterinario. In presenza di sintomi o dubbi sulla salute del tuo animale, consulta sempre un professionista abilitato.

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