Redazione Farmacosmo
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La filariosi cardiopolmonare canina (dirofilariosi, heartworm disease) e' una malattia parassitaria grave causata da Dirofilaria immitis, un nematode filarideo trasmesso attraverso la puntura di zanzare infette (generi Culex, Aedes, Anopheles). I vermi adulti si localizzano nelle arterie polmonari e nel cuore destro del cane, causando danno vascolare polmonare progressivo, ipertensione polmonare e, nelle fasi avanzate, scompenso cardiaco congestizio destro e morte.
E' considerata una delle malattie parassitarie piu' pericolose del cane. In Italia, la dirofilariosi e' endemica nelle zone umide della Pianura Padana (Po, Adige, Ticino) e nelle aree costiere del centro-sud, con prevalenze che raggiungono il 30-60% nei cani non trattati nelle zone di massima endemia (Genchi et al., 2009; Sim?n et al., 2012, Veterinary Parasitology). L'espansione geografica verso nord e in quota e' in corso per effetto del cambiamento climatico.
La prevenzione e' quasi completamente efficace con i moderni farmaci macrocicliche lattoni (milbemicina, moxidectina, ivermectina), che rappresentano l'unica misura realmente efficace contro questa malattia ad alta mortalita'. Il trattamento della malattia conclamata e' complesso, rischioso e costoso.
Cos'e' la filariosi cardiopolmonare nel cane
Agente eziologico e ciclo biologico
Dirofilaria immitis e' un nematode della superfamiglia Filarioidea. Il verme adulto e' di grandi dimensioni: le femmine misurano 25-30 cm, i maschi 12-20 cm. Vivono nelle arterie polmonari e nel ventricolo destro del cane per una durata di 5-7 anni, producendo microfilarie (larve L1) che circolano nel sangue periferico.
Il ciclo biologico richiede obbligatoriamente la zanzara come ospite intermedio. Le microfilarie ingerite dalla zanzara durante il pasto di sangue si sviluppano in larve infestanti (L3) in 10-14 giorni (temperatura-dipendente: richiede temperature >14 gradi C). Le L3 vengono inoculate nella cute del cane durante la puntura successiva, migrano nei tessuti sottocutanei e muscolari per 3-4 mesi (sviluppo L3 > L4 > L5), poi raggiungono il cuore e le arterie polmonari dove maturano in vermi adulti. Il periodo di prepatenza (dall'infezione alla comparsa di microfilarie circolanti) e' di circa 6-7 mesi.
Epidemiologia in Italia
L'Italia e' paese endemico per la filariosi cardiopolmonare. Le aree a maggiore prevalenza includono:
| Area geografica | Prevalenza stimata nei cani non trattati | Note |
|---|---|---|
| Pianura Padana (Po, Adige, Ticino, laghi lombardo-veneti) | 20-60% | Area di massima endemia in Europa. Condizioni climatiche ottimali per Culex pipiens |
| Delta del Po, lagune venete e adriatiche | 30-50% | Densita' vettoriale elevatissima in estate |
| Regioni centro-meridionali (Lazio, Campania, Sardegna, Sicilia) | 10-30% | Prevalenza in aumento. Stagione trasmissiva piu' lunga |
| Nord Italia (Piemonte, Lombardia collinare, Trentino) | 2-10% | In espansione per il cambiamento climatico |
| Sud Tirolo, zone alpine >1000 m | <1% | Limite attuale della distribuzione del vettore in Italia |
Fonte: Genchi C. et al. (2009), Veterinary Parasitology; Sim?n L. et al. (2012), Veterinary Parasitology; Morchon R. et al. (2012), Parasites & Vectors.
I dati dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia-Romagna (IZSLER, 2022) indicano circa 150.000-200.000 cani infetti in Italia, con la grande maggioranza concentrata nelle regioni della Pianura Padana.
Cause, vettori e fattori di rischio
Zanzare vettori in Italia
| Specie | Distribuzione e abitudini | Importanza come vettore |
|---|---|---|
| Culex pipiens (zanzara comune) | Tutta Italia, ubiquitaria. Attiva principalmente all'alba e al tramonto. Preferisce acque stagnanti | Vettore principale in Pianura Padana. Responsabile della maggior parte delle trasmissioni |
| Aedes albopictus (zanzara tigre) | Tutta Italia, prevalentemente urbana. Attiva di giorno | Vettore secondario ma in aumento. Competente per L3 di D. immitis |
| Anopheles maculipennis | Aree rurali, ambienti umidi | Vettore secondario in alcune aree endemiche |
| Aedes caspius | Zone costiere, lagune | Importante nelle aree del delta del Po e coste adriatiche |
Fattori di rischio
- Residenza in area endemica (Pianura Padana, zone costiere del centro-sud)
- Mancata profilassi con macrocicliche lattoni o profilassi irregolare/interrotta
- Esposizione intensa alle zanzare: vita all'aperto, caccia, attivita' acquatiche, vita in zone rurali
- Eta': cani di 4-8 anni sono i piu' frequentemente diagnosticati (per la lunga prepatenza e la progressione lenta della malattia)
- Sesso: i maschi sono piu' frequentemente infetti delle femmine (probabilmente per maggiore esposizione all'ambiente esterno)
- Razza: nessuna predisposizione genetica specifica documentata
- Cani da caccia, cani da lavoro, cani in pensione o canile: esposizione massima nelle aree endemiche
Sintomi della filariosi cardiopolmonare nel cane
Classificazione clinica per classe (AHS ? American Heartworm Society)
La classificazione dell'American Heartworm Society (AHS, 2014 e 2018 update) suddivide i cani infetti in quattro classi di gravita' clinica, con implicazioni prognostiche e terapeutiche:
| Classe AHS | Denominazione | Caratteristiche cliniche | Prognosi terapeutica |
|---|---|---|---|
| Classe I | Lieve | Asintomatico o sintomi minimi (tosse occasionale). Rx torace normale o lieve. Test antigienico positivo | Eccellente. Adulticida con basso rischio complicanze |
| Classe II | Moderata | Tosse intermittente, facile affaticamento, riduzione dell'attivita'. Alterazioni Rx moderate (arterie polmonari dilatate). Microfilariemia presente | Buona. Adulticida standard con restrizione attivita' |
| Classe III | Grave | Tosse cronica, dispnea, perdita di peso, ascite incipiente. Alterazioni Rx marcate. Alterazioni ecocardiografiche (dilatazione VD, ipertensione polmonare) | Riservata. Stabilizzazione pre-trattamento necessaria. Rischio alto di tromboembolia post-adulticida |
| Classe IV (Caval Syndrome) | Molto grave | Collasso improvviso, emoglobinuria (urine rosse), ittero, shock, insufficienza multiorgano. Vermi visibili in vena cava ed atrio destro all'ecografia | Infausta senza intervento chirurgico d'emergenza. Anche con chirurgia: mortalita' 20-30% |
Sintomi per stadio di malattia
Fase asintomatica (6-24 mesi dall'infezione):
- Il cane e' infetto ma non mostra segni clinici evidenti
- Il test antigienico puo' essere positivo da 6-7 mesi post-infezione
- E' la fase ideale per iniziare il trattamento adulticida: rischio minimo di complicanze
Fase sintomatica iniziale-moderata (classi I-II):
- Tosse secca e stizzosa, inizialmente solo dopo l'esercizio, poi anche a riposo
- Intolleranza all'esercizio: il cane si ferma prima del solito, ansima, non riesce a mantenere il passo
- Perdita di peso e di massa muscolare progressiva
- Riduzione dell'appetito
- Tachipnea (respiro accelerato) a riposo nelle forme avanzate
Fase grave (classe III):
- Dispnea: difficolta' respiratoria evidente, utilizzo dei muscoli accessori
- Ascite: accumulo di liquido in addome (scompenso cardiaco destro), addome 'a botte'
- Edemi periferici agli arti (meno comuni del cane rispetto al gatto)
- Sincope durante l'esercizio o l'eccitazione
- Emottisi: tosse con sangue (da infarti polmonari)
- Cianosi delle mucose nelle fasi avanzate
Sindrome Cavale (classe IV ? emergenza):
- Collasso improvviso e progressivo
- Emoglobinuria: urine di colore rosso-marrone intenso ('coca-cola') da emolisi meccanica dei globuli rossi
- Ittero
- Shock cardiogeno
- Morte in 24-72 ore senza trattamento chirurgico
Frequenza dei segni clinici nei cani sintomatici
| Segno clinico | Frequenza (%) | Note |
|---|---|---|
| Tosse cronica | 55-75% | Primo sintomo piu' comune. Inizialmente da sforzo, poi a riposo |
| Intolleranza all'esercizio | 70-80% | Molto frequente ma spesso sottovalutato dal proprietario |
| Perdita di peso | 40-60% | Progressiva, multiforme (cachessia cardiaca + respiratoria) |
| Dispnea | 30-50% | Indica stadio avanzato. Da ipertensione polmonare o versamento pleurico |
| Ascite | 15-25% | Scompenso cardiaco destro. Indica stadio III-IV |
| Sincope | 10-20% | Da ridotta gittata cardiaca o embolia polmonare |
| Emottisi | 5-15% | Da infarti polmonari o trombosi arteriosa |
| Emoglobinuria (Caval Syndrome) | 2-5% dei positivi | Emergenza assoluta |
| Asintomatico (rilevato solo da test) | 20-30% | Diagnosi precoce ottimale per il trattamento |
Fonte: AHS (2018), Current Canine Guidelines for the Diagnosis, Prevention, and Management of Heartworm Infection in Dogs; Atkins C.E. (2005), Veterinary Clinics of North America.
Come si diagnostica la filariosi cardiopolmonare nel cane
Diagnostica sierologica ? test antigienico
Il test per la rilevazione dell'antigene di Dirofilaria immitis (proteina uterina delle femmine adulte) e' il gold standard diagnostico nelle linee guida AHS (2018). E' indicata la combinazione di test antigienico + ricerca microfilarie nel sangue periferico:
| Test | Principio | Sensibilita' / Specificita' | Limiti |
|---|---|---|---|
| ELISA/Test rapido antigienico (SNAP, WITNESS, Anigen) | Rileva antigene della femmina adulta (proteina uterina). Positivo da 6-7 mesi post-infezione | Sensibilita' 84-98% (>2 femmine adulte); specificita' >99% | Falso negativo: solo maschi, infezione precoce (<6 mesi), riscaldamento del campione aumenta sensibilita' |
| Ricerca microfilarie (Knott modificato, filtrazione su membrana) | Concentrazione e visualizzazione microscopica delle microfilarie circolanti | Alta per microfilariemia moderata/alta; bassa nelle occultazioni (cani con solo adulte femmine o trattati) | Falso negativo: microfilariemia occulta (30% dei positivi). Richiede differenziazione da D. repens |
| PCR su sangue | Rilevazione DNA di D. immitis | Altissima sensibilita' anche in fase precoce e infezioni occulte | Costo elevato; non routinaria. Utile in casi dubbi |
IMPORTANTE: le linee guida AHS 2018 raccomandano di effettuare il test antigienico riscaldando preventivamente il campione (heat treatment) per dissociare i complessi antigene-anticorpo: questa procedura aumenta la sensibilita' del test del 10-15%, riducendo i falsi negativi in infezioni a basso carico parassitario (Little et al., 2018, Parasites & Vectors).
Diagnostica strumentale
| Tecnica | Indicazione | Riscontri tipici in filariosi |
|---|---|---|
| Radiografia del torace (2 proiezioni) | Tutti i cani positivi al test prima del trattamento adulticida. Stadiazione della classe AHS | Dilatazione arterie polmonari (>dimensione aorta su Rx laterale), opacita' polmonari periferiche (infarti), cardiomegalia destra, versamento pleurico nelle forme gravi |
| Ecocardiografia | Classi II-IV; Caval Syndrome; valutazione pre-trattamento | Vermi visibili in cuore destro/arterie polmonari (iperecogeni), dilatazione VD e AD, ipertensione polmonare (stima con Doppler), riduzione FE nei casi gravi |
| Emocromo completo | Tutti i positivi | Eosinofilia (50-85%), basofilia, trombocitopenia, anemia nelle forme gravi |
| Profilo biochimico + urinalisi | Stadiazione pre-trattamento | ALT/AST elevati (epatopatia da congestione), BUN/creatinina (nefropatia glomerulare da depositi di immunocomplessi), proteinuria (glomerulopatia da D. immitis) |
Trattamenti e terapie della filariosi cardiopolmonare
Principi generali del trattamento adulticida
Il trattamento della filariosi conclamata mira all'eliminazione dei vermi adulti (adulticida) e delle microfilarie (microfilaricida), con il minimo rischio di complicanze tromboemboliche. Il protocollo attualmente raccomandato dalle linee guida AHS (2018) e' basato sulla somministrazione di mealarsomina dicloridrato (Immiticide/Diroban) per iniezione intramuscolare profonda nei muscoli lombari, in combinazione con doxiciclina (per eliminare il simbionte Wolbachia) e macrolidici per la soppressione delle microfilarie.
Protocollo terapeutico AHS 2018 (Split-dose protocol ? gold standard)
| Fase | Farmaco e dosaggio | Razionale e note |
|---|---|---|
| Pre-trattamento (30-60 gg) | Doxiciclina 10 mg/kg PO ogni 12h per 4 settimane + Macrolide mensile (milbemicina o ivermectina) | La doxiciclina elimina Wolbachia pipientis (simbionte endocellulare di D. immitis) riducendo la risposta infiammatoria e la vitalita' dei vermi. Riduce significativamente le complicanze tromboemboliche (Kramer et al., 2011, Parasites & Vectors) |
| Dose 1 (giorno 0) | Mealarsomina 2.5 mg/kg IM profondo nei muscoli lombari (L3-L5, alternare lato) | Prima dose adulticida. Elimina il 90% dei vermi adulti maschi e alcuni femmine. Il cane deve essere tenuto a riposo assoluto |
| Intervallo (30 giorni) | Riposo assoluto. Continuare macrolide mensile. Monitoraggio clinico | Le microembolie da vermi morti vengono riassorbite in 4-6 settimane se il cane e' a riposo. L'attivita' fisica aumenta il rischio di embolia polmonare massiva fatale |
| Dosi 2+3 (giorno 30 e 31) | Mealarsomina 2.5 mg/kg IM profondo nei muscoli lombari, a 24h di distanza | Doppia dose completata a 24h. Elimina quasi tutti i vermi adulti restanti (>95% efficacia). Rischio tromboembolico maggiore che alla dose 1: riposo rigoroso per 4-6 settimane |
| Post-trattamento (4-6 settimane) | Riposo assoluto in gabbia o in stanza. Valutazione clinica a 2 settimane. Macrolide mensile continuato | Fase piu' rischiosa: i vermi morti si degradano nelle arterie polmonari. Il riposo riduce il flusso nelle arterie colpite e minimizza il rischio embolico |
| Microfilaricida (dopo 3-4 settimane dalla doppia dose) | Milbemicina ossima o ivermectina a dose standard, con monitoraggio per reazione anafilattica nelle prime 8 ore | Elimina le microfilarie circolanti. Rischio di reazione anafilattica nelle forti microfilariemie: premedicare con antistaminici e corticosteroidi nelle forme con alta carica |
| Verifica dell'efficacia (6 mesi post-trattamento) | Test antigienico. Se ancora positivo: rivalutare e ripetere il ciclo adulticida | Un test ancora positivo a 6 mesi indica adulte sopravvissute: necessita' di secondo ciclo terapeutico |
Trattamento della Sindrome Cavale (classe IV)
La Sindrome Cavale e' la sola indicazione alla rimozione chirurgica d'emergenza dei vermi adulti (heartworm retrieval) dalla vena cava caudale e dall'atrio destro, mediante alligator forceps o cestelli da trombectomia introdotti per via giugulare, senza toracotomia. La mealarsomina E' CONTROINDICATA nella Caval Syndrome per il rischio di embolia massiva. La stabilizzazione medica (fluidoterapia, supporto cardiaco) precede sempre l'intervento chirurgico.
Gestione delle classi III: stabilizzazione pre-trattamento
I cani in classe III richiedono stabilizzazione clinica prima dell'adulticida:
- Restrizione rigorosa dell'attivita' fisica
- Terapia diuretica (furosemide 1-2 mg/kg ogni 12h) per l'ascite
- ACE-inibitori (enalapril, benazepril) per ridurre il postcarico cardiaco destro
- Corticosteroidi (prednisolone 0.5-1 mg/kg/die) per ridurre l'infiammazione vascolare polmonare pre-adulticida
- Doxiciclina pre-trattamento per 4 settimane (come sopra)
Prevenzione della filariosi cardiopolmonare nel cane
Chemoprofilassi con macrocicliche lattoni
La prevenzione con macrocicliche lattoni (ML) e' quasi completamente efficace (>99%) nel prevenire lo sviluppo dei vermi adulti, agendo sulle larve L3 e L4 nei tessuti. E' la misura preventiva piu' importante e deve essere mantenuta per tutta la stagione di rischio (aprile-novembre in Pianura Padana) o, nelle aree a trasmissione prolungata, tutto l'anno:
| Principio attivo | Via di somministrazione | Frequenza | Note |
|---|---|---|---|
| Milbemicina ossima | Orale (compresse) | Mensile | Ampio spettro (anche nematodi intestinali). Prima scelta nelle razze sensibili ai macrolidi (Collie, Pastore Australiano: MDR1) |
| Moxidectina | Spot-on o iniettabile depot (6 mesi o 12 mesi) | Mensile (spot-on) o annuale (iniettabile) | Iniettabile annuale (ProHeart 12): alta compliance. Efficacia equivalente ai mensili. Disponibile in Italia |
| Ivermectina | Orale (compresse) | Mensile | Non usare nelle razze MDR1 (tossicita' neurologica). Molto efficace |
| Selamectina | Spot-on | Mensile | Efficace anche contro ectoparassiti, Otodectes, pulci |
REGOLA FONDAMENTALE: prima di iniziare la profilassi in un cane che non l'ha mai effettuata o che ha saltato piu' di 6 mesi, e' obbligatorio eseguire il test antigienico per escludere un'infezione in corso. La somministrazione di ML ad alta dose in un cane microfilaremico puo' causare una reazione anafilattica grave (rilascio massiccio di allergeni da microfilarie morenti).
Raccomandazioni ESCCAP per l'Italia
Le linee guida ESCCAP (2019, Guideline 05, 3rd Edition) raccomandano per i cani residenti o in visita nelle aree endemiche italiane:
- Profilassi mensile continua durante la stagione attiva delle zanzare (aprile-novembre in Pianura Padana; praticamente tutto l'anno nel centro-sud e nelle isole)
- Test antigienico annuale prima del rinnovo della profilassi
- Test antigienico dopo eventuali interruzioni della profilassi >6 settimane
- Protezione aggiuntiva con repellenti anti-zanzara (deltametrina, permetrina): riduce ulteriormente l'esposizione ma non sostituisce la chemoprofilassi
Misure comportamentali e ambientali
- Evitare l'esposizione del cane nelle ore di picco dell'attivita' delle zanzare (alba e tramonto)
- Utilizzo di zanzariere e repellenti ambientali nei locali dove dorme il cane
- Eliminazione di ristagni d'acqua attorno alla casa (vasi, sottovasi, bidoni, vecchi pneumatici)
- Collare con deltametrina o spot-on con permetrina come protezione aggiuntiva anti-zanzara
- Prima di portare un cane in aree endemiche (vacanze al mare, caccia in Pianura Padana): verifica che la profilassi sia attiva e aggiornata
Prognosi
La prognosi della filariosi cardiopolmonare dipende dalla classe clinica al momento della diagnosi e dalla qualita' del trattamento. I cani in classe I e II trattati con il protocollo AHS hanno una prognosi eccellente con sopravvivenza a lungo termine sovrapponibile a quella dei cani non infetti, una volta eliminati i vermi adulti. I cani in classe III hanno una prognosi buona-riservata: con trattamento adeguato e riposo, il 70-80% migliora significativamente, ma il danno vascolare polmonare residuo (endarterite proliferativa) e' in parte irreversibile.
La prognosi della Sindrome Cavale e' riservata-infausta senza chirurgia d'emergenza; con la rimozione meccanica dei vermi la sopravvivenza e' del 70-80% se il paziente viene stabilizzato entro 24-48 ore dal collasso (Jackson & Otto, 1995; Atkins, 2005). Il fattore prognostico piu' importante, a tutti i livelli di gravita', e' la tempestivita' della diagnosi: i cani diagnosticati nella fase asintomatica e trattati precocemente guariscono quasi sempre completamente.
| QUANDO ANDARE URGENTEMENTE DAL VETERINARIO Sincope o collasso improvviso, dispnea grave, tosse con sangue: possibile embolia polmonare massiva o sindrome cavale acuta ? emergenza letale Sindrome cavale (Caval Syndrome): cane con filariosi nota che improvvisamente collassa, ha emoglobinuria (urine rosse), ittero, dispnea grave ? richiede rimozione chirurgica d'urgenza dei vermi dal cuore Dispnea a riposo, cianosi, ortopnea (difficolta' a stare in posizione orizzontale): scompenso cardiaco congestizio destro avanzato Ascite rapidamente progressiva in cane con sospetta filariosi Sincope durante l'esercizio in cane con storia di tosse cronica e intolleranza al movimento Reazione anafilattica (shock, vomito, diarrea, collasso) entro ore dall'inizio della terapia macrolidica in cane microfilaremico non premedicato |
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Domande frequenti (FAQ)
D: La filariosi si puo' trasmettere dall'animale all'uomo?
R: Si', D. immitis e' tecnicamente una zoonosi, ma la trasmissione all'uomo e' molto rara e rappresenta quasi sempre un vicolo cieco evolutivo. Nell'uomo, le larve L3 inoculate dalla zanzara raggiungono raramente la polmonare e muoiono precocemente, formando noduli polmonari ('coin lesion') granulomatosi spesso scambiati per tumori alla TAC. Non si sviluppano mai vermi adulti nell'uomo. La filariosi umana da D. immitis e' considerata un rischio basso ma esistente per le persone immunodepresse nelle aree altamente endemiche.
D: Il mio cane e' positivo al test della filaria: dobbiamo operarlo?
R: Non necessariamente. Il trattamento chirurgico (rimozione meccanica dei vermi) e' indicato SOLO nella Sindrome Cavale (classe IV), quando i vermi sono visibili nel cuore destro/vena cava all'ecografia e il cane e' in shock. Per le classi I, II e III il trattamento e' farmacologico con mealarsomina (adulticida) secondo il protocollo AHS. La parola 'operare' spaventa spesso i proprietari, ma il 95% dei cani positivi viene gestito con la sola terapia medica.
D: Il mio cane non ha sintomi: devo davvero trattarlo?
R: Assolutamente si'. I cani asintomatici (classe I) sono la situazione ideale per il trattamento, perche' il danno cardiovascolare e' ancora limitato e il rischio di complicanze e' minimo. Se non trattati, i vermi adulti continuano a danneggiare le arterie polmonari per 5-7 anni, producendo una endarterite progressiva e irreversibile, ipertensione polmonare e insufficienza cardiaca. Il trattamento precoce e' piu' semplice, meno costoso e molto piu' sicuro del trattamento delle classi avanzate.
D: Durante il trattamento, perche' il cane deve stare fermo per cosi' tanto tempo?
R: Questa e' la domanda piu' importante da capire. Quando i vermi adulti muoiono per effetto della mealarsomina, si decompongono nelle arterie polmonari. Se il cane e' in movimento, il flusso sanguigno nei polmoni aumenta e i frammenti dei vermi possono causare embolie polmonari, potenzialmente fatali. Con il riposo assoluto, i frammenti vengono riassorbiti lentamente senza causare embolia. Il riposo in gabbia o in stanza per 4-6 settimane dopo la doppia dose e' l'unica misura che distingue un trattamento sicuro da uno potenzialmente letale. Non e' possibile derogare.
D: Con quale frequenza devo fare il test della filaria al mio cane se vivo in Pianura Padana?
R: Le linee guida AHS e ESCCAP raccomandano il test antigienico annuale per tutti i cani in aree endemiche, anche se la profilassi e' stata effettuata regolarmente. La ragione e' duplice: primo, nessun farmaco profilattico ha efficacia assoluta al 100%, e le finestre di mancata copertura (dosi saltate, ritardi) possono permettere l'infezione; secondo, il test annuale consente la diagnosi precoce nella fase asintomatica, che e' la piu' favorevole per il trattamento.
D: Posso usare la profilassi anti-filaria tutto l'anno anche se vivo al nord?
R: Si', e molti veterinari lo consigliano nelle aree endemiche del nord Italia (Pianura Padana) per eliminare il problema del 'quando iniziare e quando smettere'. Dal punto di vista della sicurezza, i macrolidici usati alla dose profilattica mensile sono tra i farmaci piu' sicuri in medicina veterinaria. L'unica eccezione riguarda le razze con mutazione MDR1/ABCB1 (Collie, Pastore Australiano, Border Collie, Shetland): in questi cani usare esclusivamente milbemicina ossima (sicura anche per MDR1 alle dosi profilattiche), mai ivermectina.
D: Quanto costa il trattamento della filariosi in Italia?
R: Il costo del trattamento adulticida completo in Italia varia in funzione del peso del cane, del numero di dosi di mealarsomina necessarie e del numero di visite e accertamenti. In media, per un cane di taglia media (10-25 kg), il trattamento completo (doxiciclina pretrattamento + 3 dosi mealarsomina + microfilaricida + controlli ecocardiografici e radiologici) ha un costo compreso tra 500 e 1.200 euro. La prevenzione costa infinitamente meno: la profilassi mensile per un cane di 20 kg costa circa 8-15 euro/mese.
Fonti e bibliografia
La scheda e' stata redatta sulla base delle seguenti fonti scientifiche primarie e linee guida istituzionali:
- American Heartworm Society (AHS) (2018). Current Canine Guidelines for the Diagnosis, Prevention, and Management of Heartworm (Dirofilaria immitis) Infection in Dogs. heartwormsociety.org
- Genchi C., Rinaldi L., Mortarino M. et al. (2009). Climate and Dirofilaria infection in Europe. Veterinary Parasitology, 163(4):286-292. DOI: 10.1016/j.vetpar.2009.03.026
- Sim?n F., Siles-Lucas M., Morchon R. et al. (2012). Human and animal dirofilariasis: the emergence of a zoonotic mosaic. Clinical Microbiology Reviews, 25(3):507-544. DOI: 10.1128/CMR.00012-12
- Morchon R., Carret?n E., Gonz?lez-Miguel J. et al. (2012). Heartworm disease (Dirofilaria immitis) and their vectors in Europe ? new distribution trends. Frontiers in Physiology, 3:196. DOI: 10.3389/fphys.2012.00196
- Kramer L.H., Passeri B., Corona S. et al. (2011). Immunohistochemical/immunofluorescent detection of Wolbachia sp. in natural Dirofilaria immitis infections. Parasitology Research, 89(4):245-252. DOI: 10.1007/s00436-002-0738-3
- Little S.E., Raymond M.R., Thomas J.E. et al. (2018). Heat treatment prior to testing allows detection of antigen of Dirofilaria immitis in samples that would otherwise test negative. Parasites & Vectors, 11:1-7. DOI: 10.1186/s13071-018-2779-5
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| Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questa pagina hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun caso la visita e il parere del medico veterinario. In presenza di sintomi o dubbi sulla salute del tuo animale, consulta sempre un professionista abilitato. |
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