Redazione Farmacosmo
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Il tumore mammario e' la neoplasia piu' comune nella cagna intera: rappresenta il 25-50% di tutte le neoplasie nelle femmine non sterilizzate e circa il 40-50% delle neoplasie maligne (Sorenmo, 2003; Lana et al., 2007, Veterinary Clinics of North America). Con un'incidenza stimata di 198-272 casi per 100.000 cagne/anno nelle popolazioni europee non sterilizzate ? una delle incidenze tumorali piu' alte nella medicina veterinaria ? il tumore mammario e' una delle principali cause di morte oncologica nelle cagne adulte-anziane non sterilizzate.
Il dato piu' importante da conoscere per ogni proprietario e' questo: la sterilizzazione prima del primo calore riduce il rischio di tumore mammario dello 0.5%, prima del secondo calore dell'8%, e dopo il terzo calore rimane al livello delle femmine intere (>25%). La sterilizzazione precoce e' la misura preventiva piu' efficace in assoluto contro questa neoplasia (Schneider et al., 1969 ? dato ancora valido; Sorenmo et al., 2000, JAVMA).
Circa il 50% dei tumori mammari canini e' maligno, con potenziale di metastatizzare prevalentemente ai polmoni e ai linfonodi regionali. La prognosi dipende fortemente dallo stadio alla diagnosi: il riconoscimento precoce ? mediante palpazione mensile delle mammelle da parte del proprietario ? e' il fattore che piu' influenza l'outcome a lungo termine.
Anatomia mammaria del cane e classificazione istologica
Anatomia della ghiandola mammaria canina
La cagna ha 5 paia di mammelle (ghiandole mammarie), numerate dalla testa alla coda: M1-M2 (toraciche craniali), M3 (toracica caudale), M4-M5 (addominali e inguinali). I tumori insorgono piu' frequentemente nelle mammelle caudali (M4 e M5, le inguinali), probabilmente per il maggiore sviluppo ghiandolare. Il drenaggio linfatico e' importante per la stadiazione: le mammelle craniali (M1-M3) drenano ai linfonodi ascellari; le caudali (M3-M5) ai linfonodi inguinali superficiali.
Classificazione istologica WHO dei tumori mammari canini
La classificazione WHO (Misdorp et al., 1999) e' il sistema di riferimento per la classificazione istologica:
| Tipo istologico | Frequenza (%) | Caratteristiche e prognosi |
|---|---|---|
| Tumori benigni ? totale | ~50% | |
| Adenoma / fibroadenoma | 25-35% | Masse benigne, capsulate, a crescita lenta. Eccellente prognosi con chirurgia. Spesso cisti associate |
| Tumore misto benigno | 15-20% | Componente epiteliale + mesenchimale benigna. Eccellente prognosi |
| Tumori maligni ? totale | ~50% | |
| Carcinoma semplice (tubulare, papillare, solido, anaplastico) | 30-40% di tutti i tumori mammari | Forma maligna piu' comune. Prognosi variabile in base al grado istologico (I-III). Metastasi polmonari e linfonodali |
| Carcinoma misto maligno | 5-10% | Componenti epiteliali e mesenchimali maligne. Prognosi riservata |
| Sarcoma (fibrosarcoma, osteosarcoma mammario) | 2-5% | Prognosi infausta. Crescita rapida, alta tendenza metastatica |
| Carcinoma infiammatorio | <3% ma altamente maligno | Forma piu' aggressiva. Diffusione linfatica massiva. Sopravvivenza media <60 giorni. Non operabile |
| Carcinosarcoma | Raro | Prognosi molto riservata |
Fonte: Misdorp W. et al. (1999), WHO Histological Classification of Mammary Tumors of the Dog and Cat. AFIP Washington; Sorenmo K.U. (2003), VCNA.
Cause e fattori di rischio del tumore mammario canino
Il ruolo determinante degli ormoni sessuali
Il tumore mammario canino e' una neoplasia ormonodipendente. L'esposizione cumulativa agli ormoni sessuali femminili ? in particolare estrogeni e progesterone ? nel corso della vita riproduttiva e' il principale fattore di rischio:
- Recettori per estrogeni e progesterone: il 50-70% dei tumori mammari canini esprime recettori per gli estrogeni (ER) e/o per il progesterone (PR). I tumori ER/PR positivi tendono ad essere meno aggressivi e con prognosi migliore; i tumori ER/PR negativi sono spesso di grado piu' alto e piu' aggressivi (de las Mulas et al., 2005)
- Progesterone esogeno: l'uso di progestinici (megestrolo acetato, medrossiprogesterone) per sopprimere il calore aumenta il rischio di sviluppo di tumori mammari benigni e maligni e di iperplasia cistica delle mammelle
- Cicli estrali: ogni ciclo estrale aumenta l'esposizione ormonale e il rischio cumulativo di trasformazione neoplastica delle cellule mammarie
Fattori di rischio per malignita'
| Fattore | Direzione del rischio | Entita' dell'effetto |
|---|---|---|
| Femmine intere vs sterilizzate precocemente | Rischio 7-10x maggiore nelle intere | Maggiore fattore di rischio. Sterilizzazione prima del primo calore: rischio 0.5% vs 26% nelle intere |
| Eta' avanzata (>7 anni) | Rischio crescente con l'eta' | Incidenza massima tra 9-11 anni |
| Obesita' | Rischio aumentato 2-3x | Il tessuto adiposo produce estrogeni (aromatasi). Obesita' in giovane eta' = rischio ancora maggiore |
| Uso di progestinici | Rischio aumentato | Progestinici sintetici usati per sopprimere il calore aumentano il rischio di neoplasie mammarie |
| Razza | Variabile | Spaniel, Barbone, Setter, Boxer, Cocker Spaniel, Yorkshire Terrier: maggiore prevalenza documentata |
| Dieta ad alto contenuto di grassi animali | Possibile aumento del rischio | Associazione epidemiologica suggerita ma non definitivamente confermata |
Sintomi del tumore mammario nel cane
Come si presenta: dalla forma benigna alla maligna
Il tumore mammario si presenta tipicamente come uno o piu' noduli palpabili nel tessuto mammario. La presentazione varia enormemente tra forme benigne e maligne:
Nodulo mammario benigno (tipico):
- Nodulo unico o multiplo, ben delimitato, capsulato, mobile rispetto ai tessuti profondi
- Consistenza da morbida (cistica) a solida
- A crescita lenta, stabile da mesi o anni
- Senza ulcerazione della cute sovrastante
- Non dolente alla palpazione nella maggior parte dei casi
- Spesso scoperto incidentalmente durante la visita veterinaria di routine o durante il bagnetto
Nodulo mammario maligno ? segni di allarme:
- Crescita rapida: raddoppio delle dimensioni in settimane
- Margini irregolari e mal definiti, non capsulato, aderente ai tessuti profondi
- Ulcerazione cutanea sopra la massa, con secrezione sierosa, ematica o purulenta
- Noduli mammari multipli in piu' ghiandole (forme multicentriche)
- Dolore alla palpazione
- Linfonodi regionali (ascellari o inguinali) ingrossati e duri
- Edema degli arti posteriori (linfedema da metastasi linfonodali inguinali)
Carcinoma infiammatorio (forma speciale):
- Mammella diffusamente gonfia, indurita, calda, dolente
- Cute soprastante eritematosa e con aspetto a 'buccia d'arancia' (peau d'orange) da ostruzione linfatica
- Evoluzione rapidissima (giorni-settimane)
- Spesso scambiato per mastite batterica. La biopsia e' indispensabile per la diagnosi
- Prognosi infausta: sopravvivenza mediana <60 giorni
Frequenza dei segni clinici alla diagnosi
| Segno clinico | Frequenza (%) | Valore prognostico |
|---|---|---|
| Nodulo mammario singolo | 40-50% | Non determinante: benigne e maligne possono presentarsi come nodulo singolo |
| Noduli mammari multipli (stessa ghiandola) | 30-40% | Aumenta il sospetto di malignita' |
| Noduli in piu' ghiandole mammarie | 20-30% | Sospetta multicentralita'; aumenta il sospetto di malignita' |
| Ulcerazione cutanea | 10-20% | Segno di malignita'. Indica invasione locale avanzata |
| Linfonodi regionali ingrossati | 15-25% | Suggestivo di metastasi linfonodali regionali: prognosi peggiore |
| Edema degli arti posteriori | 5-10% | Ostruzione linfatica da metastasi linfonodali inguinali massive |
| Tosse / dispnea (metastasi polmonari) | 10-20% al momento della diagnosi | Malattia metastatica: stadio IV-V. Prognosi molto riservata |
Come si diagnostica il tumore mammario nel cane
Stadiazione clinica: TNM e sistema di stadiazione WHO
La stadiazione del tumore mammario canino segue il sistema TNM (Tumor, Nodes, Metastasis) adattato per il cane (Owen, 1980; modificato da Lana et al., 2007):
| Stadio | Tumore (T) | Linfonodi (N) | Prognosi a 2 anni |
|---|---|---|---|
| Stadio I | T1: diametro <3 cm | N0: linfonodi negativi | >85% sopravvivenza a 2 anni |
| Stadio II | T2: diametro 3-5 cm | N0: linfonodi negativi | ~65-75% sopravvivenza a 2 anni |
| Stadio III | T3: diametro >5 cm o ulcerazione | N0: linfonodi negativi | ~40-50% sopravvivenza a 2 anni |
| Stadio IV | Qualsiasi T | N1: linfonodi regionali positivi | ~25-35% sopravvivenza a 2 anni |
| Stadio V | Qualsiasi T | Qualsiasi N + M1: metastasi a distanza (polmoni, fegato, ossa) | <10% sopravvivenza a 1 anno |
Accertamenti diagnostici pre-chirurgici
| Esame | Indicazione | Informazioni fornite |
|---|---|---|
| Ago-aspirato (FNA) della massa e dei linfonodi regionali | Prima valutazione citologica rapida in ambulatorio | Orientamento su benignita'/malignita'. Non sostituisce la biopsia istologica. Specificita' ~75-80%, sensibilita' ~60-70% per la malignita' (Simon et al., 2009) |
| Biopsia chirurgica + istologia + grading | Gold standard diagnostico | Diagnosi istologica definitiva (WHO). Grading istologico (I-III di Elston-Ellis modificato per il cane): principale fattore prognostico indipendente |
| Radiografia toracica (3 proiezioni) | Obbligatoria pre-chirurgia per screening metastasi polmonari | Metastasi polmonari (pattern miliarico o noduli multipli). Assenza di metastasi = staging M0 |
| Ecografia addominale | Stadiazione: linfonodi iliaci, fegato, milza | Linfoadenomegalia addominale, metastasi epatiche o spleniche, versamento addominale |
| TC torace-addome | Metastatica staging piu' accurata in casi selezionati (T3, N+) | Piu' sensibile della Rx per metastasi polmonari (<1 cm). Pianificazione chirurgica complessa |
| Profilo biochimico + emocromo | Valutazione sistemica pre-anestesiologica | Funzionalita' epatica e renale per l'anestesia; possibili alterazioni paraneoplastiche |
| Recettori ormonali (ER/PR) su biopsia | Nei casi maligni con intenzione terapeutica | ER/PR positivi: prognosi migliore; possibile beneficio dalla sterilizzazione concomitante. ER/PR negativi: prognosi peggiore |
Trattamenti e terapia del tumore mammario nel cane
Chirurgia: il trattamento di elezione
La chirurgia e' il trattamento di prima scelta per il tumore mammario canino non metastatico. L'obiettivo e' la rimozione completa con margini oncologici adeguati (almeno 1-2 cm di tessuto sano attorno alla massa). Il tipo di intervento dipende dal numero e dalla distribuzione dei noduli:
| Tecnica chirurgica | Indicazione | Note |
|---|---|---|
| Nodulectomia / lumpectomia | Nodulo singolo benigno, piccolo (<1 cm), ben capsulato, superficiale | Approccio conservativo. Rischio di recidiva locale se i margini non sono liberi |
| Mastectomia semplice (ghiandola singola) | Nodulo singolo di dimensioni moderate in una ghiandola isolata | Rimozione dell'intera ghiandola mammaria coinvolta |
| Mastectomia regionale (ghiandole adiacenti che condividono il drenaggio linfatico) | Noduli in ghiandole con drenaggio linfatico condiviso (M1+M2+M3 o M3+M4+M5) | Riduce il rischio di recidiva nel territorio linfatico. Raccomandata nella maggioranza dei carcinomi |
| Mastectomia totale unilaterale | Noduli multipli nella stessa catena mammaria (destra o sinistra) | Rimozione di tutte e 5 le ghiandole di un lato + linfonodo inguinale ipsilaterale. Raccomandato nelle forme maligne multicentriche |
| Mastectomia totale bilaterale (in due tempi) | Noduli bilaterali | Rara come singolo intervento per il trauma chirurgico. Eseguita in due tempi a 3-4 settimane di distanza |
| Linfoadenectomia regionale | Linfonodi inguinali/ascellari palpabilmente ingrossati o positivi all'ago-aspirato | Obbligatoria in caso di sospetta metastasi linfonodale regionale per una stadiazione N accurata |
Sterilizzazione concomitante alla chirurgia mammaria
La sterilizzazione (ovariectomia o ovarioisterectomia) eseguita al momento della mastectomia rimane controversa nelle cagne con tumore mammario gia' manifesto. Le evidenze attuali (Sorenmo et al., 2000; Beauvais et al., 2012, Veterinary Journal) suggeriscono che la sterilizzazione concomitante possa migliorare la sopravvivenza nei tumori ER/PR positivi di grado basso-moderato, ma l'effetto protettivo e' molto inferiore rispetto alla sterilizzazione preventiva precoce. La decisione va presa caso per caso con il chirurgo oncologo veterinario.
Chemioterapia adiuvante
La chemioterapia adiuvante post-chirurgia e' indicata in casi selezionati ad alto rischio di recidiva o metastasi:
- Indicazioni: carcinomi di grado III, margini chirurgici incompleti, metastasi linfonodali regionali documentate (N1), sarcomi mammari
- Protocolli usati: doxorubicina singola (25-30 mg/m2 IV ogni 3 settimane per 5 cicli) o combinazione doxorubicina + ciclofosfamide (AC). Evidenze di beneficio in sopravvivenza nel carcinoma mammario di grado III (Simon et al., 2006, JVIM)
- Carboplatino: alternativa alla doxorubicina in cani con cardiopatie. Utile nei sarcomi mammari
- Non indicata routinariamente nei carcinomi di grado I-II con margini liberi e linfonodi negativi
Fattori prognostici principali
| Fattore prognostico | Direzione | Impatto sulla sopravvivenza |
|---|---|---|
| Dimensioni del tumore (T) | T1 <3 cm = migliore prognosi | T1: >80% sopravvivenza 2 anni; T3 >5 cm: <50% |
| Grado istologico (I-III) | Grado I = ben differenziato = migliore prognosi | Grado III: sopravvivenza media 4-12 mesi; Grado I: >80% a 2 anni |
| Metastasi linfonodali (N) | N0 = prognosi migliore | N1: riduzione significativa della sopravvivenza. Fattore prognostico indipendente |
| Metastasi a distanza (M) | M0 = prognosi migliore | M1 (polmoni, fegato): sopravvivenza mediana <3-6 mesi |
| Stato recettori ormonali (ER/PR) | ER/PR+ = prognosi migliore | ER+ associato a grado inferiore, prognosi migliore |
| Margini chirurgici | Margini liberi = prognosi migliore | Margini positivi: alto rischio di recidiva locale |
| Invasione linfovascolare (IVL) su istologia | IVL+ = prognosi peggiore | Indicatore di aggressivita' biologica. Associato a metastasi precoce |
| Carcinoma infiammatorio | Prognosi infausta | Sopravvivenza mediana <60 giorni indipendentemente dalla terapia |
Prevenzione del tumore mammario nel cane
La sterilizzazione precoce: la misura piu' efficace
La prevenzione del tumore mammario canino si basa principalmente sulla sterilizzazione precoce. I dati di Schneider et al. (1969) ? confermati da studi successivi ? rimangono i piu' citati in medicina veterinaria:
| Eta' della sterilizzazione | Rischio relativo di tumore mammario | vs femmina intera |
|---|---|---|
| Prima del primo calore (<6 mesi) | 0.5% (rischio quasi nullo) | Riduzione >99% |
| Dopo il primo calore, prima del secondo | 8% | Riduzione ~69% |
| Dopo il secondo calore, prima del terzo | 26% | Riduzione ~26% |
| Dopo il terzo calore o mai sterilizzata | 26% (rischio pieno) | Nessuna riduzione |
Fonte: Schneider R., Dorn C.R., Taylor D.O. (1969). Factors influencing canine mammary cancer development and postsurgical survival. Journal of the National Cancer Institute, 43(6):1249-1261.
NOTA CLINICA: le linee guida WSAVA, ESAVS e la maggioranza delle societa' oncologiche veterinarie europee continuano a raccomandare la sterilizzazione precoce (prima del primo o secondo calore) nelle femmine di razze per cui il beneficio oncologico supera i potenziali rischi associati (aumento del rischio di altri tumori come l'osteosarcoma e il linfoma nelle razze grandi, e problemi ortopedici nelle razze giganti se sterilizzate troppo precocemente). La decisione va sempre personalizzata con il proprio veterinario.
Autopalpazione mensile: diagnosi precoce
Nelle femmine intere per le quali la sterilizzazione non e' pianificata, la palpazione mensile delle mammelle da parte del proprietario e' il secondo strumento di prevenzione secondaria piu' importante. Tecnica: con il cane in posizione orizzontale o in piedi, palpare sistematicamente tutte le 5 paia di ghiandole mammarie con le dita piatte, cercando noduli o indurimenti. Qualsiasi nodulo di nuova comparsa deve essere valutato dal veterinario entro 2-4 settimane. La diagnosi precoce (Stadio I, T1) e' associata a tassi di sopravvivenza >85% a 2 anni.
Prognosi
La prognosi del tumore mammario canino dipende fortemente dal tipo istologico, dal grado, dallo stadio e dalla completezza della resezione chirurgica. I tumori benigni hanno prognosi eccellente con la sola chirurgia. I carcinomi di grado I-II allo stadio I-II con margini liberi hanno una prognosi buona (sopravvivenza a 2 anni >70-80%). I carcinomi di grado III, le forme con metastasi linfonodali o a distanza e i sarcomi hanno prognosi riservata-infausta (sopravvivenza mediana 4-12 mesi per il grado III, <6 mesi per le metastasi polmonari).
Il carcinoma infiammatorio e' la forma piu' aggressiva con prognosi quasi invariabilmente infausta: la sopravvivenza mediana e' di 25-60 giorni dalla diagnosi, con o senza terapia. L'eutanasia compassionevole e' spesso la scelta piu' umana in questa forma.
| QUANDO ANDARE URGENTEMENTE DAL VETERINARIO Nodulo mammario che aumenta rapidamente di dimensioni nell'arco di settimane (raddoppio in <4 settimane): sospetto carcinoma infiammatorio o sarcoma ? urgenza oncologica Carcinoma infiammatorio: mammella diffusamente gonfia, calda, dolorosa, con cute violacea e aspetto a 'buccia d'arancia' ? forma altamente aggressiva con prognosi infausta Ulcerazione cutanea sopra un nodulo mammario con secrezione ematica o purulenta Dispnea improvvisa o tosse persistente in una cagna con tumore mammario: sospette metastasi polmonari ? Rx torace urgente Gonfiore diffuso degli arti posteriori (linfedema) in una cagna con massa mammaria caudale: possibile ostruzione linfatica da metastasi linfonodali inguinali Prostrazione, anoressia e ittero in cagna con tumore mammario: sospette metastasi epatiche ? urgenza diagnostica |
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Domande frequenti (FAQ)
D: Ho trovato un nodulo sulla mammella della mia cagna: devo operarla subito?
R: Deve essere valutata dal veterinario entro 1-2 settimane. Non ogni nodulo mammario e' maligno (circa il 50% sono benigni), ma la distinzione tra benigno e maligno non e' possibile clinicamente: richiede un esame citologico (ago-aspirato) e, definitivamente, l'esame istologico del tessuto asportato. In linea generale, qualsiasi nodulo mammario di nuova comparsa o in crescita deve essere operato, sia per la diagnosi definitiva che per il trattamento. L'attesa prolungata ('vediamo come si comporta') non e' raccomandata nei noduli in crescita: un carcinoma allo stadio I ha prognosi molto migliore di uno allo stadio III.
D: La sterilizzazione dopo la comparsa del tumore serve ancora?
R: La sterilizzazione ha un effetto protettivo molto maggiore se eseguita prima della comparsa del tumore. Tuttavia, alcuni studi (Sorenmo et al., 2000) suggeriscono che la sterilizzazione concomitante alla mastectomia possa aumentare la sopravvivenza nelle cagne con tumori ER/PR positivi, riducendo la stimolazione ormonale delle cellule tumorali residue. Nelle cagne con tumore ER/PR negativo l'effetto e' trascurabile. La decisione va presa con il chirurgo oncologo sulla base del tipo istologico e dei recettori ormonali.
D: Il tumore mammario del cane puo' diffondersi all'uomo?
R: No. I tumori mammari canini sono neoplasie specie-specifiche: le cellule tumorali non possono sopravvivere nell'organismo umano. Non esiste alcun rischio di trasmissione del tumore dall'animale all'uomo. L'interesse per il tumore mammario canino in medicina umana e' di tipo comparativo: il carcinoma mammario della cagna condivide molte caratteristiche biologiche con quello umano (recettori ormonali, grading istologico simile) ed e' usato come modello spontaneo per lo studio della malattia nell'uomo.
D: La chemioterapia e' necessaria per tutti i tumori mammari maligni?
R: No. La chemioterapia adiuvante e' indicata in un sottoinsieme di casi ad alto rischio: carcinomi di grado III, margini chirurgici positivi, metastasi linfonodali, sarcomi mammari. Per i carcinomi di grado I-II con margini liberi e linfonodi negativi, la sola chirurgia e' spesso sufficiente e la chemioterapia non aggiunge beneficio significativo. La decisione sull'uso della chemioterapia deve essere presa da un oncologo veterinario dopo la valutazione istologica completa.
D: Quanto costa il trattamento del tumore mammario nel cane in Italia?
R: Il costo varia in base al tipo di intervento, al centro e alla necessita' di chemioterapia. In media: ago-aspirato/citologia 80-150 euro; Rx torace pre-operatorio 100-200 euro; mastectomia regionale o unilaterale 500-1500 euro (include anestesia, chirurgia, ricovero); esame istologico e grading 150-300 euro; ciclo di chemioterapia con doxorubicina 200-400 euro per sessione (5 cicli = 1000-2000 euro). Il costo totale del percorso diagnostico-terapeutico completo puo' variare da 1000 a 4000+ euro in base alla complessita'. La sterilizzazione preventiva precoce costa 200-500 euro.
D: Come si fa la palpazione mensile delle mammelle del cane?
R: Con il cane in posizione orizzontale o in piedi, posizionare le dita piatte (non la punta delle dita) sui tessuti mammari e palpare con movimenti circolari leggeri ma sistematici tutte le 5 paia di ghiandole su entrambi i lati, dalla regione toracica all'inguinale. Cercare noduli duri o molli, irregolari o regolari, fissi o mobili. Valutare anche i linfonodi inguinali (piccoli noduli inguinali normali) e ascellari. Scaricare la posizione e le caratteristiche di qualsiasi nodulo trovato per comunicarla al veterinario. La familiarizzazione con la normale anatomia mammaria del proprio cane permette di identificare rapidamente qualsiasi cambiamento.
D: Con quale frequenza devo portare a controllo una cagna operata di tumore mammario?
R: Dopo la chirurgia: visita clinica + palpazione di tutte le mammelle residue + Rx torace ogni 3 mesi per il primo anno (le metastasi polmonari compaiono prevalentemente nel primo anno post-chirurgia), poi ogni 6 mesi. Ecografia addominale ogni 6 mesi nei casi di alto grado o con linfonodi positivi. In caso di chemioterapia adiuvante: emocromo prima di ogni ciclo, profilo biochimico ogni 2 cicli. Qualsiasi nuovo nodulo di comparsa nella catena mammaria residua o rigonfiamento dei linfonodi regionali: visita urgente.
Fonti e bibliografia
La scheda e' stata redatta sulla base delle seguenti fonti scientifiche primarie e linee guida istituzionali:
- Sorenmo K.U. (2003). Canine mammary gland tumors. Veterinary Clinics of North America: Small Animal Practice, 33(3):573-596. DOI: 10.1016/S0195-5616(03)00020-3
- Schneider R., Dorn C.R., Taylor D.O. (1969). Factors influencing canine mammary cancer development and postsurgical survival. Journal of the National Cancer Institute, 43(6):1249-1261.
- Sorenmo K.U., Shofer F.S., Goldschmidt M.H. (2000). Effect of spaying and timing of spaying on survival of dogs with mammary carcinoma. Journal of Veterinary Internal Medicine, 14(3):266-270. DOI: 10.1892/0891-6640(2000)014<0266:EOSATO>2.3.CO;2
- Misdorp W., Else R.W., Hellmen E. et al. (1999). Histological Classification of Mammary Tumors of the Dog and the Cat. Armed Forces Institute of Pathology, Washington DC.
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- de las Mulas J.M., Millan Y., Dios R. (2005). A prospective analysis of immunohistochemically determined estrogen receptor alpha and progesterone receptor expression and host and tumor factors as predictors of disease-free period in mammary tumors of the dog. Veterinary Pathology, 42(2):200-212. DOI: 10.1354/vp.42-2-200
- Simon D., Schoenrock D., Nolte I. et al. (2006). Cytologic examination of fine-needle aspirates from mammary gland tumors in the dog: diagnostic accuracy with comparison to histopathology and association with postoperative outcome. Veterinary Clinical Pathology, 38(4):521-528.
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