Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questa pagina hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun caso la visita e il parere del medico veterinario. In presenza di sintomi o dubbi sulla salute del tuo animale, consulta sempre un professionista abilitato.

Il tumore mammario e' la neoplasia piu' comune nella cagna intera: rappresenta il 25-50% di tutte le neoplasie nelle femmine non sterilizzate e circa il 40-50% delle neoplasie maligne (Sorenmo, 2003; Lana et al., 2007, Veterinary Clinics of North America). Con un'incidenza stimata di 198-272 casi per 100.000 cagne/anno nelle popolazioni europee non sterilizzate ? una delle incidenze tumorali piu' alte nella medicina veterinaria ? il tumore mammario e' una delle principali cause di morte oncologica nelle cagne adulte-anziane non sterilizzate.

Il dato piu' importante da conoscere per ogni proprietario e' questo: la sterilizzazione prima del primo calore riduce il rischio di tumore mammario dello 0.5%, prima del secondo calore dell'8%, e dopo il terzo calore rimane al livello delle femmine intere (>25%). La sterilizzazione precoce e' la misura preventiva piu' efficace in assoluto contro questa neoplasia (Schneider et al., 1969 ? dato ancora valido; Sorenmo et al., 2000, JAVMA).

Circa il 50% dei tumori mammari canini e' maligno, con potenziale di metastatizzare prevalentemente ai polmoni e ai linfonodi regionali. La prognosi dipende fortemente dallo stadio alla diagnosi: il riconoscimento precoce ? mediante palpazione mensile delle mammelle da parte del proprietario ? e' il fattore che piu' influenza l'outcome a lungo termine.

Anatomia mammaria del cane e classificazione istologica

Anatomia della ghiandola mammaria canina

La cagna ha 5 paia di mammelle (ghiandole mammarie), numerate dalla testa alla coda: M1-M2 (toraciche craniali), M3 (toracica caudale), M4-M5 (addominali e inguinali). I tumori insorgono piu' frequentemente nelle mammelle caudali (M4 e M5, le inguinali), probabilmente per il maggiore sviluppo ghiandolare. Il drenaggio linfatico e' importante per la stadiazione: le mammelle craniali (M1-M3) drenano ai linfonodi ascellari; le caudali (M3-M5) ai linfonodi inguinali superficiali.

Classificazione istologica WHO dei tumori mammari canini

La classificazione WHO (Misdorp et al., 1999) e' il sistema di riferimento per la classificazione istologica:

Tipo istologico Frequenza (%) Caratteristiche e prognosi
Tumori benigni ? totale ~50%
Adenoma / fibroadenoma 25-35% Masse benigne, capsulate, a crescita lenta. Eccellente prognosi con chirurgia. Spesso cisti associate
Tumore misto benigno 15-20% Componente epiteliale + mesenchimale benigna. Eccellente prognosi
Tumori maligni ? totale ~50%
Carcinoma semplice (tubulare, papillare, solido, anaplastico) 30-40% di tutti i tumori mammari Forma maligna piu' comune. Prognosi variabile in base al grado istologico (I-III). Metastasi polmonari e linfonodali
Carcinoma misto maligno 5-10% Componenti epiteliali e mesenchimali maligne. Prognosi riservata
Sarcoma (fibrosarcoma, osteosarcoma mammario) 2-5% Prognosi infausta. Crescita rapida, alta tendenza metastatica
Carcinoma infiammatorio <3% ma altamente maligno Forma piu' aggressiva. Diffusione linfatica massiva. Sopravvivenza media <60 giorni. Non operabile
Carcinosarcoma Raro Prognosi molto riservata

Fonte: Misdorp W. et al. (1999), WHO Histological Classification of Mammary Tumors of the Dog and Cat. AFIP Washington; Sorenmo K.U. (2003), VCNA.

Cause e fattori di rischio del tumore mammario canino

Il ruolo determinante degli ormoni sessuali

Il tumore mammario canino e' una neoplasia ormonodipendente. L'esposizione cumulativa agli ormoni sessuali femminili ? in particolare estrogeni e progesterone ? nel corso della vita riproduttiva e' il principale fattore di rischio:

  • Recettori per estrogeni e progesterone: il 50-70% dei tumori mammari canini esprime recettori per gli estrogeni (ER) e/o per il progesterone (PR). I tumori ER/PR positivi tendono ad essere meno aggressivi e con prognosi migliore; i tumori ER/PR negativi sono spesso di grado piu' alto e piu' aggressivi (de las Mulas et al., 2005)
  • Progesterone esogeno: l'uso di progestinici (megestrolo acetato, medrossiprogesterone) per sopprimere il calore aumenta il rischio di sviluppo di tumori mammari benigni e maligni e di iperplasia cistica delle mammelle
  • Cicli estrali: ogni ciclo estrale aumenta l'esposizione ormonale e il rischio cumulativo di trasformazione neoplastica delle cellule mammarie

Fattori di rischio per malignita'

Fattore Direzione del rischio Entita' dell'effetto
Femmine intere vs sterilizzate precocemente Rischio 7-10x maggiore nelle intere Maggiore fattore di rischio. Sterilizzazione prima del primo calore: rischio 0.5% vs 26% nelle intere
Eta' avanzata (>7 anni) Rischio crescente con l'eta' Incidenza massima tra 9-11 anni
Obesita' Rischio aumentato 2-3x Il tessuto adiposo produce estrogeni (aromatasi). Obesita' in giovane eta' = rischio ancora maggiore
Uso di progestinici Rischio aumentato Progestinici sintetici usati per sopprimere il calore aumentano il rischio di neoplasie mammarie
Razza Variabile Spaniel, Barbone, Setter, Boxer, Cocker Spaniel, Yorkshire Terrier: maggiore prevalenza documentata
Dieta ad alto contenuto di grassi animali Possibile aumento del rischio Associazione epidemiologica suggerita ma non definitivamente confermata

Sintomi del tumore mammario nel cane

Come si presenta: dalla forma benigna alla maligna

Il tumore mammario si presenta tipicamente come uno o piu' noduli palpabili nel tessuto mammario. La presentazione varia enormemente tra forme benigne e maligne:

Nodulo mammario benigno (tipico):

  • Nodulo unico o multiplo, ben delimitato, capsulato, mobile rispetto ai tessuti profondi
  • Consistenza da morbida (cistica) a solida
  • A crescita lenta, stabile da mesi o anni
  • Senza ulcerazione della cute sovrastante
  • Non dolente alla palpazione nella maggior parte dei casi
  • Spesso scoperto incidentalmente durante la visita veterinaria di routine o durante il bagnetto

Nodulo mammario maligno ? segni di allarme:

  • Crescita rapida: raddoppio delle dimensioni in settimane
  • Margini irregolari e mal definiti, non capsulato, aderente ai tessuti profondi
  • Ulcerazione cutanea sopra la massa, con secrezione sierosa, ematica o purulenta
  • Noduli mammari multipli in piu' ghiandole (forme multicentriche)
  • Dolore alla palpazione
  • Linfonodi regionali (ascellari o inguinali) ingrossati e duri
  • Edema degli arti posteriori (linfedema da metastasi linfonodali inguinali)

Carcinoma infiammatorio (forma speciale):

  • Mammella diffusamente gonfia, indurita, calda, dolente
  • Cute soprastante eritematosa e con aspetto a 'buccia d'arancia' (peau d'orange) da ostruzione linfatica
  • Evoluzione rapidissima (giorni-settimane)
  • Spesso scambiato per mastite batterica. La biopsia e' indispensabile per la diagnosi
  • Prognosi infausta: sopravvivenza mediana <60 giorni

Frequenza dei segni clinici alla diagnosi

Segno clinico Frequenza (%) Valore prognostico
Nodulo mammario singolo 40-50% Non determinante: benigne e maligne possono presentarsi come nodulo singolo
Noduli mammari multipli (stessa ghiandola) 30-40% Aumenta il sospetto di malignita'
Noduli in piu' ghiandole mammarie 20-30% Sospetta multicentralita'; aumenta il sospetto di malignita'
Ulcerazione cutanea 10-20% Segno di malignita'. Indica invasione locale avanzata
Linfonodi regionali ingrossati 15-25% Suggestivo di metastasi linfonodali regionali: prognosi peggiore
Edema degli arti posteriori 5-10% Ostruzione linfatica da metastasi linfonodali inguinali massive
Tosse / dispnea (metastasi polmonari) 10-20% al momento della diagnosi Malattia metastatica: stadio IV-V. Prognosi molto riservata

Come si diagnostica il tumore mammario nel cane

Stadiazione clinica: TNM e sistema di stadiazione WHO

La stadiazione del tumore mammario canino segue il sistema TNM (Tumor, Nodes, Metastasis) adattato per il cane (Owen, 1980; modificato da Lana et al., 2007):

Stadio Tumore (T) Linfonodi (N) Prognosi a 2 anni
Stadio I T1: diametro <3 cm N0: linfonodi negativi >85% sopravvivenza a 2 anni
Stadio II T2: diametro 3-5 cm N0: linfonodi negativi ~65-75% sopravvivenza a 2 anni
Stadio III T3: diametro >5 cm o ulcerazione N0: linfonodi negativi ~40-50% sopravvivenza a 2 anni
Stadio IV Qualsiasi T N1: linfonodi regionali positivi ~25-35% sopravvivenza a 2 anni
Stadio V Qualsiasi T Qualsiasi N + M1: metastasi a distanza (polmoni, fegato, ossa) <10% sopravvivenza a 1 anno

Accertamenti diagnostici pre-chirurgici

Esame Indicazione Informazioni fornite
Ago-aspirato (FNA) della massa e dei linfonodi regionali Prima valutazione citologica rapida in ambulatorio Orientamento su benignita'/malignita'. Non sostituisce la biopsia istologica. Specificita' ~75-80%, sensibilita' ~60-70% per la malignita' (Simon et al., 2009)
Biopsia chirurgica + istologia + grading Gold standard diagnostico Diagnosi istologica definitiva (WHO). Grading istologico (I-III di Elston-Ellis modificato per il cane): principale fattore prognostico indipendente
Radiografia toracica (3 proiezioni) Obbligatoria pre-chirurgia per screening metastasi polmonari Metastasi polmonari (pattern miliarico o noduli multipli). Assenza di metastasi = staging M0
Ecografia addominale Stadiazione: linfonodi iliaci, fegato, milza Linfoadenomegalia addominale, metastasi epatiche o spleniche, versamento addominale
TC torace-addome Metastatica staging piu' accurata in casi selezionati (T3, N+) Piu' sensibile della Rx per metastasi polmonari (<1 cm). Pianificazione chirurgica complessa
Profilo biochimico + emocromo Valutazione sistemica pre-anestesiologica Funzionalita' epatica e renale per l'anestesia; possibili alterazioni paraneoplastiche
Recettori ormonali (ER/PR) su biopsia Nei casi maligni con intenzione terapeutica ER/PR positivi: prognosi migliore; possibile beneficio dalla sterilizzazione concomitante. ER/PR negativi: prognosi peggiore

Trattamenti e terapia del tumore mammario nel cane

Chirurgia: il trattamento di elezione

La chirurgia e' il trattamento di prima scelta per il tumore mammario canino non metastatico. L'obiettivo e' la rimozione completa con margini oncologici adeguati (almeno 1-2 cm di tessuto sano attorno alla massa). Il tipo di intervento dipende dal numero e dalla distribuzione dei noduli:

Tecnica chirurgica Indicazione Note
Nodulectomia / lumpectomia Nodulo singolo benigno, piccolo (<1 cm), ben capsulato, superficiale Approccio conservativo. Rischio di recidiva locale se i margini non sono liberi
Mastectomia semplice (ghiandola singola) Nodulo singolo di dimensioni moderate in una ghiandola isolata Rimozione dell'intera ghiandola mammaria coinvolta
Mastectomia regionale (ghiandole adiacenti che condividono il drenaggio linfatico) Noduli in ghiandole con drenaggio linfatico condiviso (M1+M2+M3 o M3+M4+M5) Riduce il rischio di recidiva nel territorio linfatico. Raccomandata nella maggioranza dei carcinomi
Mastectomia totale unilaterale Noduli multipli nella stessa catena mammaria (destra o sinistra) Rimozione di tutte e 5 le ghiandole di un lato + linfonodo inguinale ipsilaterale. Raccomandato nelle forme maligne multicentriche
Mastectomia totale bilaterale (in due tempi) Noduli bilaterali Rara come singolo intervento per il trauma chirurgico. Eseguita in due tempi a 3-4 settimane di distanza
Linfoadenectomia regionale Linfonodi inguinali/ascellari palpabilmente ingrossati o positivi all'ago-aspirato Obbligatoria in caso di sospetta metastasi linfonodale regionale per una stadiazione N accurata

Sterilizzazione concomitante alla chirurgia mammaria

La sterilizzazione (ovariectomia o ovarioisterectomia) eseguita al momento della mastectomia rimane controversa nelle cagne con tumore mammario gia' manifesto. Le evidenze attuali (Sorenmo et al., 2000; Beauvais et al., 2012, Veterinary Journal) suggeriscono che la sterilizzazione concomitante possa migliorare la sopravvivenza nei tumori ER/PR positivi di grado basso-moderato, ma l'effetto protettivo e' molto inferiore rispetto alla sterilizzazione preventiva precoce. La decisione va presa caso per caso con il chirurgo oncologo veterinario.

Chemioterapia adiuvante

La chemioterapia adiuvante post-chirurgia e' indicata in casi selezionati ad alto rischio di recidiva o metastasi:

  • Indicazioni: carcinomi di grado III, margini chirurgici incompleti, metastasi linfonodali regionali documentate (N1), sarcomi mammari
  • Protocolli usati: doxorubicina singola (25-30 mg/m2 IV ogni 3 settimane per 5 cicli) o combinazione doxorubicina + ciclofosfamide (AC). Evidenze di beneficio in sopravvivenza nel carcinoma mammario di grado III (Simon et al., 2006, JVIM)
  • Carboplatino: alternativa alla doxorubicina in cani con cardiopatie. Utile nei sarcomi mammari
  • Non indicata routinariamente nei carcinomi di grado I-II con margini liberi e linfonodi negativi

Fattori prognostici principali

Fattore prognostico Direzione Impatto sulla sopravvivenza
Dimensioni del tumore (T) T1 <3 cm = migliore prognosi T1: >80% sopravvivenza 2 anni; T3 >5 cm: <50%
Grado istologico (I-III) Grado I = ben differenziato = migliore prognosi Grado III: sopravvivenza media 4-12 mesi; Grado I: >80% a 2 anni
Metastasi linfonodali (N) N0 = prognosi migliore N1: riduzione significativa della sopravvivenza. Fattore prognostico indipendente
Metastasi a distanza (M) M0 = prognosi migliore M1 (polmoni, fegato): sopravvivenza mediana <3-6 mesi
Stato recettori ormonali (ER/PR) ER/PR+ = prognosi migliore ER+ associato a grado inferiore, prognosi migliore
Margini chirurgici Margini liberi = prognosi migliore Margini positivi: alto rischio di recidiva locale
Invasione linfovascolare (IVL) su istologia IVL+ = prognosi peggiore Indicatore di aggressivita' biologica. Associato a metastasi precoce
Carcinoma infiammatorio Prognosi infausta Sopravvivenza mediana <60 giorni indipendentemente dalla terapia

Prevenzione del tumore mammario nel cane

La sterilizzazione precoce: la misura piu' efficace

La prevenzione del tumore mammario canino si basa principalmente sulla sterilizzazione precoce. I dati di Schneider et al. (1969) ? confermati da studi successivi ? rimangono i piu' citati in medicina veterinaria:

Eta' della sterilizzazione Rischio relativo di tumore mammario vs femmina intera
Prima del primo calore (<6 mesi) 0.5% (rischio quasi nullo) Riduzione >99%
Dopo il primo calore, prima del secondo 8% Riduzione ~69%
Dopo il secondo calore, prima del terzo 26% Riduzione ~26%
Dopo il terzo calore o mai sterilizzata 26% (rischio pieno) Nessuna riduzione

Fonte: Schneider R., Dorn C.R., Taylor D.O. (1969). Factors influencing canine mammary cancer development and postsurgical survival. Journal of the National Cancer Institute, 43(6):1249-1261.

NOTA CLINICA: le linee guida WSAVA, ESAVS e la maggioranza delle societa' oncologiche veterinarie europee continuano a raccomandare la sterilizzazione precoce (prima del primo o secondo calore) nelle femmine di razze per cui il beneficio oncologico supera i potenziali rischi associati (aumento del rischio di altri tumori come l'osteosarcoma e il linfoma nelle razze grandi, e problemi ortopedici nelle razze giganti se sterilizzate troppo precocemente). La decisione va sempre personalizzata con il proprio veterinario.

Autopalpazione mensile: diagnosi precoce

Nelle femmine intere per le quali la sterilizzazione non e' pianificata, la palpazione mensile delle mammelle da parte del proprietario e' il secondo strumento di prevenzione secondaria piu' importante. Tecnica: con il cane in posizione orizzontale o in piedi, palpare sistematicamente tutte le 5 paia di ghiandole mammarie con le dita piatte, cercando noduli o indurimenti. Qualsiasi nodulo di nuova comparsa deve essere valutato dal veterinario entro 2-4 settimane. La diagnosi precoce (Stadio I, T1) e' associata a tassi di sopravvivenza >85% a 2 anni.

Prognosi

La prognosi del tumore mammario canino dipende fortemente dal tipo istologico, dal grado, dallo stadio e dalla completezza della resezione chirurgica. I tumori benigni hanno prognosi eccellente con la sola chirurgia. I carcinomi di grado I-II allo stadio I-II con margini liberi hanno una prognosi buona (sopravvivenza a 2 anni >70-80%). I carcinomi di grado III, le forme con metastasi linfonodali o a distanza e i sarcomi hanno prognosi riservata-infausta (sopravvivenza mediana 4-12 mesi per il grado III, <6 mesi per le metastasi polmonari).

Il carcinoma infiammatorio e' la forma piu' aggressiva con prognosi quasi invariabilmente infausta: la sopravvivenza mediana e' di 25-60 giorni dalla diagnosi, con o senza terapia. L'eutanasia compassionevole e' spesso la scelta piu' umana in questa forma.

QUANDO ANDARE URGENTEMENTE DAL VETERINARIO Nodulo mammario che aumenta rapidamente di dimensioni nell'arco di settimane (raddoppio in <4 settimane): sospetto carcinoma infiammatorio o sarcoma ? urgenza oncologica Carcinoma infiammatorio: mammella diffusamente gonfia, calda, dolorosa, con cute violacea e aspetto a 'buccia d'arancia' ? forma altamente aggressiva con prognosi infausta Ulcerazione cutanea sopra un nodulo mammario con secrezione ematica o purulenta Dispnea improvvisa o tosse persistente in una cagna con tumore mammario: sospette metastasi polmonari ? Rx torace urgente Gonfiore diffuso degli arti posteriori (linfedema) in una cagna con massa mammaria caudale: possibile ostruzione linfatica da metastasi linfonodali inguinali Prostrazione, anoressia e ittero in cagna con tumore mammario: sospette metastasi epatiche ? urgenza diagnostica

Domande frequenti (FAQ)

D: Ho trovato un nodulo sulla mammella della mia cagna: devo operarla subito?

R: Deve essere valutata dal veterinario entro 1-2 settimane. Non ogni nodulo mammario e' maligno (circa il 50% sono benigni), ma la distinzione tra benigno e maligno non e' possibile clinicamente: richiede un esame citologico (ago-aspirato) e, definitivamente, l'esame istologico del tessuto asportato. In linea generale, qualsiasi nodulo mammario di nuova comparsa o in crescita deve essere operato, sia per la diagnosi definitiva che per il trattamento. L'attesa prolungata ('vediamo come si comporta') non e' raccomandata nei noduli in crescita: un carcinoma allo stadio I ha prognosi molto migliore di uno allo stadio III.

D: La sterilizzazione dopo la comparsa del tumore serve ancora?

R: La sterilizzazione ha un effetto protettivo molto maggiore se eseguita prima della comparsa del tumore. Tuttavia, alcuni studi (Sorenmo et al., 2000) suggeriscono che la sterilizzazione concomitante alla mastectomia possa aumentare la sopravvivenza nelle cagne con tumori ER/PR positivi, riducendo la stimolazione ormonale delle cellule tumorali residue. Nelle cagne con tumore ER/PR negativo l'effetto e' trascurabile. La decisione va presa con il chirurgo oncologo sulla base del tipo istologico e dei recettori ormonali.

D: Il tumore mammario del cane puo' diffondersi all'uomo?

R: No. I tumori mammari canini sono neoplasie specie-specifiche: le cellule tumorali non possono sopravvivere nell'organismo umano. Non esiste alcun rischio di trasmissione del tumore dall'animale all'uomo. L'interesse per il tumore mammario canino in medicina umana e' di tipo comparativo: il carcinoma mammario della cagna condivide molte caratteristiche biologiche con quello umano (recettori ormonali, grading istologico simile) ed e' usato come modello spontaneo per lo studio della malattia nell'uomo.

D: La chemioterapia e' necessaria per tutti i tumori mammari maligni?

R: No. La chemioterapia adiuvante e' indicata in un sottoinsieme di casi ad alto rischio: carcinomi di grado III, margini chirurgici positivi, metastasi linfonodali, sarcomi mammari. Per i carcinomi di grado I-II con margini liberi e linfonodi negativi, la sola chirurgia e' spesso sufficiente e la chemioterapia non aggiunge beneficio significativo. La decisione sull'uso della chemioterapia deve essere presa da un oncologo veterinario dopo la valutazione istologica completa.

D: Quanto costa il trattamento del tumore mammario nel cane in Italia?

R: Il costo varia in base al tipo di intervento, al centro e alla necessita' di chemioterapia. In media: ago-aspirato/citologia 80-150 euro; Rx torace pre-operatorio 100-200 euro; mastectomia regionale o unilaterale 500-1500 euro (include anestesia, chirurgia, ricovero); esame istologico e grading 150-300 euro; ciclo di chemioterapia con doxorubicina 200-400 euro per sessione (5 cicli = 1000-2000 euro). Il costo totale del percorso diagnostico-terapeutico completo puo' variare da 1000 a 4000+ euro in base alla complessita'. La sterilizzazione preventiva precoce costa 200-500 euro.

D: Come si fa la palpazione mensile delle mammelle del cane?

R: Con il cane in posizione orizzontale o in piedi, posizionare le dita piatte (non la punta delle dita) sui tessuti mammari e palpare con movimenti circolari leggeri ma sistematici tutte le 5 paia di ghiandole su entrambi i lati, dalla regione toracica all'inguinale. Cercare noduli duri o molli, irregolari o regolari, fissi o mobili. Valutare anche i linfonodi inguinali (piccoli noduli inguinali normali) e ascellari. Scaricare la posizione e le caratteristiche di qualsiasi nodulo trovato per comunicarla al veterinario. La familiarizzazione con la normale anatomia mammaria del proprio cane permette di identificare rapidamente qualsiasi cambiamento.

D: Con quale frequenza devo portare a controllo una cagna operata di tumore mammario?

R: Dopo la chirurgia: visita clinica + palpazione di tutte le mammelle residue + Rx torace ogni 3 mesi per il primo anno (le metastasi polmonari compaiono prevalentemente nel primo anno post-chirurgia), poi ogni 6 mesi. Ecografia addominale ogni 6 mesi nei casi di alto grado o con linfonodi positivi. In caso di chemioterapia adiuvante: emocromo prima di ogni ciclo, profilo biochimico ogni 2 cicli. Qualsiasi nuovo nodulo di comparsa nella catena mammaria residua o rigonfiamento dei linfonodi regionali: visita urgente.

Fonti e bibliografia

La scheda e' stata redatta sulla base delle seguenti fonti scientifiche primarie e linee guida istituzionali:

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  • Schneider R., Dorn C.R., Taylor D.O. (1969). Factors influencing canine mammary cancer development and postsurgical survival. Journal of the National Cancer Institute, 43(6):1249-1261.
  • Sorenmo K.U., Shofer F.S., Goldschmidt M.H. (2000). Effect of spaying and timing of spaying on survival of dogs with mammary carcinoma. Journal of Veterinary Internal Medicine, 14(3):266-270. DOI: 10.1892/0891-6640(2000)014<0266:EOSATO>2.3.CO;2
  • Misdorp W., Else R.W., Hellmen E. et al. (1999). Histological Classification of Mammary Tumors of the Dog and the Cat. Armed Forces Institute of Pathology, Washington DC.
  • Lana S.E., Rutteman G.R., Withrow S.J. (2007). Tumors of the mammary gland. In: Withrow S.J., Vail D.M. (eds), Small Animal Clinical Oncology, 4th edition. Saunders Elsevier, pp. 619-636.
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  • Simon D., Schoenrock D., Nolte I. et al. (2006). Cytologic examination of fine-needle aspirates from mammary gland tumors in the dog: diagnostic accuracy with comparison to histopathology and association with postoperative outcome. Veterinary Clinical Pathology, 38(4):521-528.
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  • Queiroga F.L., Pires I., Lobo L. et al. (2010). The role of Cox-2 expression in the prognosis of dogs with malignant mammary tumours. Research in Veterinary Science, 88(3):441-445. DOI: 10.1016/j.rvsc.2009.11.002
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