L'eritema solare si sviluppa quando, a seguito di una lunga esposizione ai raggi del sole senza l’uso di una protezione solare adatta al proprio fototipo, si forma sulla pelle una scottatura. In genere, tra le 3 e le 5 ore successive all'esposizione la pelle inizia ad arrossarsi mentre, dopo circa 12 ore dall'esposizione compaiono tutti gli altri sintomi. Più precisamente, l'eritema è il primo livello di scottatura (ustione di I grado), quella più lieve. L'ustione solare, invece è una condizione più grave, che si manifesta con gonfiore, dolore molto forte e formazione di bolle piene di liquido. La gravità del danno provocato dagli eritemi dipende dal tempo durante il quale il soggetto si è esposto al sole e dal fototipo della sua pelle: più chiara è la pelle, maggiore sarà la probabilità di sviluppare un eritema solare. In particolare, ad essere colpiti, sono soprattutto le persone di fototipo I e II.  

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Quali sono i sintomi?

Le manifestazioni attraverso cui l’eritema solare si sviluppa sono facilmente distinguibili: la pelle scottata diventa, in zone più o meno estese, di colore rosa/viola e si avvertono dolore, bruciore, prurito e fortissima sensibilità al tatto: spesso, il soggetto colpito, fa fatica addirittura a vestirsi. Sulla zona colpita da eritema si andranno a formare delle bolle o vescicole. Se l’ustione è importante si può avvertire un malessere generale, mancanza di forze o addirittura svenimento.

Quali sono le cause?

L’esposizione al sole, se avviene in maniera non adeguata, ossia nelle ore del giorno più calde e senza la giusta protezione solare, fa sì che i raggi UVA e quelli UVB, in maniera differente, aggrediscano la pelle. Per difenderla da questo “attacco” il nostro corpo reagisce causando l’arrossamento, classico sintomo dell’eritema. Alcuni soggetti tendono a sviluppare gli eritemi più frequentemente rispetto ad altri: come dicevamo, sono i bambini e le persone con la pelle chiara quelle più esposte poiché hanno una pelle più sensibile e una minore quantità di melanina, una sostanza che protegge proprio dall'azione dannosa dei raggi solari. I diretti responsabili degli eritemi sono i raggi UVB, che riescono a stimolare la produzione di melanina se adeguatamente schermati. Se ciò non avviene, questi raggi iniziano a penetrare sugli strati superficiali dell'epidermide provocando, per reazione, arrossamenti e eritemi solari. Inoltre, anche alcuni farmaci possono favorire le scottature: sono soprattutto alcuni antibiotici (le tetracicline) usati per la cura del'acne, ad esempio, a rendere la pelle più sensibile all'azione nociva dei raggi solari. 

Quando rivolgersi al medico?

Se la temperatura corporea supera i 39°, se il dolore dura più di due giorni, se l’eritema è accompagnato da vomito, diarrea, battito del cuore accelerato, tachipnea (ovvero, maggiore frequenza dei respiri) e svenimento è necessario contattare il medico.

Si può prevenire l'eritema solare?

Per prevenire la formazione di eritemi bisogna esporsi al sole sempre con attenzione:

  • Vanno evitate le esposizioni durante le ore più calde (12:00 - 15:00).
  • Bisogna utilizzare un fattore di protezione adeguato al proprio fototipo.
  • I filtri solari vanno riapplicati durante tutto il corso della giornata.
  • Soprattutto durante i primi giorni bisogna esporsi al sole in maniera progressiva.
  • Non esporsi al sole se si assumono antibiotici o cortisonici.
  • Non utilizzare profumi e deodoranti. 

Rimedi in caso di eritema solare

Il dolore associato all’eritema può essere tenuto sotto controllo attraverso l’applicazione di panni di cotone imbevuti di acqua fresca. Dopo questi impacchi bisogna applicare una crema idratante oppure, se l’eritema è molto importante, una crema a base di idrocortisone allo 0,5%; se però la superficie ustionata è estesa, l'uso di questo farmaco deve avvenire su parere del medico. È importante anche tenersi idratati bevendo molti liquidi. 

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