Dott.ssa Letizia Architravo
Il bruciore di stomaco occasionale è un disturbo comune, ma quando il reflusso acido diventa cronico, può danneggiare il tessuto che riveste l'esofago, causando un'infiammazione nota come esofagite. Questa condizione richiede attenzione, poiché non solo provoca sintomi dolorosi, ma può portare a complicazioni se trascurata.
Cos'è l'esofagite e perché è causata dal reflusso acido
L'esofagite è, letteralmente, un'infiammazione dell'esofago. La causa più comune è il reflusso gastroesofageo: la valvola (sfintere esofageo inferiore) che separa lo stomaco dall'esofago non si chiude correttamente, permettendo ai succhi gastrici acidi di risalire. A differenza dello stomaco, l'esofago non possiede una mucosa protettiva resistente all'acidità, e questo contatto prolungato provoca irritazione, infiammazione ed erosioni del tessuto.
Sintomi tipici: bruciore retrosternale, difficoltà a deglutire e dolore
I sintomi sono chiari e invalidanti. Il sintomo cardine è la pirosi, ovvero un forte bruciore che parte dallo stomaco e risale dietro lo sterno, spesso fino alla gola. Altri segnali frequenti includono:
- Rigurgito acido: la percezione del sapore amaro del contenuto gastrico in bocca.
- Disfagia: una sensazione di difficoltà a deglutire, come se il cibo "si bloccasse" nel petto.
- Odinofagia: dolore durante la deglutizione.
- Dolore toracico, che a volte può essere confuso con un dolore cardiaco.
La dieta per l'esofagite: cibi sì e cibi no
La cura dell'esofagite parte inevitabilmente dalla correzione delle abitudini alimentari. Capire cosa mangiare con l'esofagite è fondamentale per ridurre la produzione di acido e non irritare ulteriormente la mucosa. La dieta per l'esofagite prevede di:
- Evitare (Cibi NO): caffè, tè, alcolici, cioccolato, menta (rilassano lo sfintere), bevande gassate, cibi grassi, fritti, pomodoro e agrumi (alimenti acidi e irritanti).
- Preferire (Cibi SÌ): carboidrati complessi (riso, pasta, pane tostato), carni bianche magre, pesce, verdure cotte (finocchi, carote, patate), frutta non acida (banane, mele, pere) e yogurt magro.

Rimedi meccanici e protettivi per la mucosa esofagea
Oltre ai farmaci per l'esofagite (come i gastroprotettori inibitori di pompa protonica, prescritti dal medico per ridurre l'acidità), esistono rimedi molto efficaci che agiscono con un meccanismo fisico. I dispositivi medici antireflusso, spesso in formato stick o sciroppo, sono a base di alginati e sali di carbonato. Una volta ingeriti, formano una "zattera" gelatinosa che galleggia sul contenuto dello stomaco. Questa barriera fisica impedisce meccanicamente la risalita dei succhi acidi, proteggendo la parete dell'esofago e dando un sollievo rapido dal bruciore.
Buone abitudini per prevenire i danni da reflusso
Per prevenire l'esofagite e favorirne la guarigione, è cruciale adottare alcune buone pratiche:
- Fare pasti piccoli e frequenti, masticando lentamente.
- Evitare di sdraiarsi subito dopo mangiato (attendere almeno 2-3 ore).
- Alzare la testata del letto di 15-20 cm per sfruttare la gravità contro il reflusso notturno.
- Evitare abiti stretti in vita che aumentano la pressione sull'addome.
- Perdere peso se si è in sovrappeso.
- Smettere di fumare, poiché il fumo peggiora il reflusso.




