Dott.ssa Letizia Architravo
Bruciore di stomaco persistente, gastrite e una sensazione di nausea che non passa possono essere i campanelli d'allarme di un'infezione molto comune ma spesso sottovalutata: quella da Helicobacter Pylori. Questo batterio, capace di sopravvivere nell'ambiente acido dello stomaco, è una delle principali cause di disturbi gastrici cronici. Riconoscerne i segnali e agire con le giuste terapie è essenziale per risolvere il problema e proteggere la salute dello stomaco.

Cos'è l'Helicobacter Pylori e come si trasmette
L'Helicobacter Pylori è un batterio a forma di spirale che colonizza la mucosa gastrica, ovvero il rivestimento interno dello stomaco. La sua particolarità è la capacità di produrre un enzima, l'ureasi, che neutralizza l'acidità dei succhi gastrici, creandosi un microambiente ideale per sopravvivere e proliferare. La trasmissione dell'Helicobacter Pylori avviene principalmente per via oro-fecale o orale. Il contagio può avvenire attraverso il consumo di acqua o cibo contaminati, l'uso di stoviglie non adeguatamente igienizzate o il contatto diretto con la saliva di una persona infetta. Per questo motivo, una buona igiene personale e alimentare è la prima forma di prevenzione.
I sintomi più comuni: bruciore, gastrite, nausea
L'infezione da H. Pylori può rimanere asintomatica per anni. Tuttavia, quando si manifestano, i sintomi dell'Helicobacter Pylori sono spesso legati a un'infiammazione cronica della parete dello stomaco (gastrite). I segnali più frequenti includono:
- dolore o bruciore nella parte alta dell'addome, specialmente a stomaco vuoto o durante la notte;
- nausea e, talvolta, vomito;
- eruttazioni frequenti e gonfiore addominale;
- perdita di appetito e un senso di sazietà precoce.
Se non trattata, l'infezione può portare a complicazioni più serie come l'ulcera peptica e, in rari casi, aumentare il rischio di sviluppare patologie più gravi.
Come viene diagnosticato
Per confermare la presenza del batterio, esistono diversi metodi diagnostici. Il più comune e meno invasivo è l'Urea Breath Test (test del respiro), che rileva la presenza dell'enzima ureasi prodotto dal batterio. Un'altra opzione non invasiva è la ricerca dell'antigene fecale su un campione di feci. In alcuni casi, il medico può ritenere necessaria una gastroscopia, un esame che permette di visualizzare direttamente la mucosa dello stomaco e di prelevare piccoli campioni di tessuto (biopsie) da analizzare. Esistono anche test autodiagnostici disponibili in farmacia, che possono rappresentare un primo screening, ma la diagnosi definitiva deve sempre essere confermata da un medico.
Terapie e rimedi naturali di supporto
La cura per l'Helicobacter Pylori si basa su una terapia eradicante prescritta dal medico, che solitamente combina due o tre antibiotici diversi con un farmaco inibitore di pompa protonica, un gastroprotettore che riduce la produzione di acido cloridrico. È fondamentale seguire scrupolosamente l'intera terapia per garantire l'eliminazione del batterio. A supporto della cura farmacologica, alcuni gastroprotettori naturali possono aiutare ad alleviare i sintomi. Rimedi come la liquirizia deglicirrizinata o il mastice di Chios hanno dimostrato proprietà lenitive e protettive per la mucosa gastrica, ma non possono in alcun modo sostituire il trattamento antibiotico.
L'importanza dei probiotici durante e dopo la cura antibiotica
La terapia antibiotica, sebbene necessaria, può alterare l'equilibrio della flora batterica intestinale, causando effetti collaterali come diarrea o gonfiore. Per questo motivo, è fortemente raccomandato associare alla cura probiotici specifici per lo stomaco. Ceppi come il Lactobacillus reuteri o il Saccharomyces boulardii hanno dimostrato non solo di ridurre gli effetti indesiderati degli antibiotici, ma anche di aumentare l'efficacia della terapia eradicante. Continuare l'assunzione di probiotici anche dopo la fine della cura è un'ottima strategia per ripristinare rapidamente un microbiota sano e rafforzare le difese naturali dell'organismo.




