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Gonfiore, crampi addominali, gas e diarrea dopo aver mangiato frutta o bevuto un succo? Potrebbe trattarsi di malassorbimento del fruttosio, un disturbo digestivo sempre più diagnosticato, spesso confuso con la sindrome del colon irritabile. Non è una vera allergia, ma una difficoltà dell'intestino a gestire questo zucchero comune.

Che cos’è

L'intolleranza al fruttosio (più correttamente, malassorbimento del fruttosio) si verifica quando le cellule dell'intestino tenue hanno una capacità limitata di assorbire il fruttosio, uno zucchero semplice presente nella frutta, nel miele e in molti prodotti industriali (spesso sotto forma di sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio - HFCS). Il fruttosio non assorbito arriva nell'intestino crasso, dove viene fermentato dai batteri, producendo gas e richiamando acqua. È importante distinguerla dalla rara e grave intolleranza ereditaria al fruttosio, una malattia genetica.

Intolleranza al fruttosio: attenzione a frutta molto dolce (mele, pere), miele e succhi di frutta.

Sintomi e alimenti da limitare

I sintomi sono tipicamente gastrointestinali e compaiono da 30 minuti a qualche ora dopo l'ingestione di cibi contenenti fruttosio:

  • Gonfiore addominale (meteorismo)
  • Gas e flatulenza
  • Crampi e dolore addominale
  • Diarrea (spesso acquosa)
  • Nausea

La dieta a basso contenuto è la strategia principale. Gli alimenti da limitare o evitare dipendono dalla tolleranza individuale, ma generalmente includono:

  • Frutta ad alto contenuto: mele, pere, mango, ciliegie, anguria, frutta essiccata.
  • Dolcificanti: miele, sciroppo d'agave, HFCS (leggere le etichette!).
  • Verdure: asparagi, carciofi, piselli.
  • Succhi di frutta.

Frutta come banane, agrumi e frutti di bosco è spesso meglio tollerata, sempre in piccole quantità.

Enzimi/probiotici

Per migliorare la gestione del fruttosio, esistono degli aiuti. Alcuni enzimi digestivi, come la xilosio isomerasi (non sempre facilmente reperibile), possono aiutare a convertire il fruttosio in glucosio nell'intestino, migliorandone l'assorbimento. Anche l'equilibrio del microbiota intestinale gioca un ruolo: alcuni ceppi di probiotici possono contribuire a ridurre la fermentazione e il gas. Per alleviare i sintomi come il gonfiore, possono essere utili tisane carminative a base di finocchio o anice.

Diario alimentare

Poiché la tolleranza al fruttosio è molto soggettiva e dose-dipendente, tenere un diario alimentare è fondamentale. Annotare cosa si mangia, in che quantità, e quali sintomi compaiono aiuta a identificare i propri cibi "trigger" e a stabilire la propria soglia di tolleranza. È consigliabile intraprendere questo percorso con la guida di un medico o di un dietista esperto in disturbi gastrointestinali.

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