Dott.ssa Letizia Architravo
L'osteoporosi è una malattia silenziosa, spesso definita il "ladro silenzioso" delle ossa. Agisce senza dare segnali, rendendo lo scheletro fragile e poroso come una spugna, fino a che un piccolo trauma o una banale caduta provocano una frattura. La prevenzione, basata su stile di vita e corretta integrazione, è l'arma più potente che abbiamo per contrastarla.
Cos'è l'osteoporosi e perché le ossa diventano fragili
L'osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da un deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo. In pratica, l'osso perde la sua densità e resistenza. Il nostro scheletro è in continuo rimodellamento (vecchio osso viene distrutto e nuovo osso viene creato); con l'avanzare dell'età, o a causa di altri fattori, il processo di distruzione supera quello di costruzione, portando a un indebolimento generale.

I fattori di rischio: menopausa, età, stile di vita
I sintomi dell'osteoporosi sono, purtroppo, tardivi: il sintomo principale è la frattura (tipicamente di femore, polso o vertebre). Per questo è fondamentale agire sui fattori di rischio. Il più importante è la menopausa: il crollo degli estrogeni accelera drasticamente la perdita di massa ossea. Altri fattori includono l'invecchiamento, la familiarità, uno stile di vita sedentario, il fumo, l'abuso di alcol e una dieta povera di calcio e vitamina D.
Come si diagnostica (MOC)
Proprio perché è asintomatica, la diagnosi non può basarsi sui sintomi. L'esame di riferimento è la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata), nota anche come densitometria ossea. Si tratta di un esame rapido, indolore e a basso dosaggio di raggi X, che misura con precisione la densità minerale ossea, solitamente a livello della colonna lombare e del femore, permettendo di diagnosticare l'osteoporosi prima che avvenga una frattura.
Prevenzione: l'importanza di calcio, vitamina D e attività fisica
La vera cura dell'osteoporosi è la prevenzione, che inizia da giovani. Il "picco di massa ossea" si raggiunge intorno ai 25-30 anni: più osso accumuliamo da giovani, più ne avremo a disposizione in vecchiaia. I pilastri della prevenzione sono:
- Attività fisica: soprattutto quella "di carico" (camminare, correre, ballare, sollevare pesi) stimola le cellule a costruire nuovo osso.
- Calcio: l'apporto dietetico è fondamentale (latticini, acque ricche di calcio, verdure a foglia verde).
- Vitamina D: essenziale per permettere all'intestino di assorbire il calcio. Si produce principalmente con l'esposizione al sole.
Guida agli integratori: non solo Calcio e Vitamina D, ma anche K2 e Magnesio
In menopausa, o quando l'apporto con la dieta non basta, gli integratori diventano cruciali. L'accoppiata vitamina D e calcio è la base di ogni terapia. Tuttavia, la ricerca moderna ha evidenziato l'importanza di altri due attori:
- Vitamina K2 (Menachinone): è il "vigile urbano" del calcio. Assicura che il calcio assunto vada a depositarsi nelle ossa e nei denti, e non nelle arterie (dove causerebbe calcificazioni).
- Magnesio: è un minerale fondamentale per la matrice ossea e per convertire la Vitamina D nella sua forma attiva.
Un'integrazione completa dovrebbe quindi includere tutti e quattro questi elementi, a cui si può aggiungere il Collagene, la "proteina" che costituisce l'impalcatura dell'osso.




