Ascessi e fistole anali costituiscono due manifestazioni e due fasi diverse della stessa patologia: in particolare, un ascesso può diventare una fistola e una fistola è una conseguenza di un ascesso anale. Definiamo ora, più dettagliatamente, questi due disturbi. 

Sintomi e cause degli ascessi perianali

Gli ascessi ano-rettali possono essere:

• Interni
• Esterni
• Interni ed esterni.

Dal punto di vista clinico gli ascessi perianali sono così classificati: 

• Ascessi superficiali: situati all’interno dell’apparato sfinterico e perciò detti anche intrasfinterici;
• Ascessi pelvi-rettali inferiori e superiori
• Ascessi intermuscolari: situati tra la tunica muscolare del retto e lo sfintere esterno.

Questi ultimi sono quelli che maggiormente si verificano. Ne vanno soggetti prevalentemente gli individui di sesso maschile, con un rapporto maschio/femmina all’incirca di 3/1. L’età dei pazienti è compresa tra i 20 e i 75 anni e tali forme morbose sono più frequenti tra la IV e la V decade di vita. Un ascesso perianale è un accumulo anomalo di pus nella zona tra l'ano e il retto ed è causato da un'infiammazione che provoca, successivamente, un'infezione a carico delle ghiandole responsabili della produzione di muco, utile per favorire l'espulsione delle feci. 

La causa degli ascessi, oltre che piogenica, (infettiva), può essere tubercolare, da corpo estraneo, da un nodulo emorroidario interno od esterno trombizzato, da un ematoma infettivo, da un trauma diretto, da un intervento pregresso a livello ano-rettale od ostetrico-ginecologico. Non vanno dimenticati in sede diagnostica differenziata, i carcinomi del retto e del canale anale, il linfogranuloma venereo e l’actinomicosi. In pratica, le cause degli ascessi perianali vanno ricercate in una ferita, in un'operazione chirurgica, nelle infezioni trasmesse sessualmente o nell'ostruzione di una ghiandola.

Il sintomo preminente nei pazienti portatori di ascesso è la tumefazione perianale dolorosa che, in seguito ad un’incisione chirurgica, o spontaneamente, dà origine alla fuoriuscita di pus liquido. Se contemporaneamente sono presenti emorroidi o ragadi anali, si può avere anche sanguinamento, dolore e prurito anale. 

Più genericamente, i sintomi degli ascessi perianali sono forte dolore e senso di bruciore, ipertermia e difficoltà dell’evacuazione. 

Sintomi e cause delle fistole anali

Le fistole ano-rettali sono la conseguenza di un ascesso e colpiscono prevalentemente i maschi adulti. Vengono classificate prevalentemente in:

• Sottocutanee: esterne ed interne
• Sottomucose: interne complete o incomplete
• Intermuscolari: interne complete
• Sottosfinteriche: interne complete o incomplete.

Le fistole perianali colpiscono prevalentemente gli individui di sesso maschile, con un rapporto di 4/1. Esse possono essere:
1) Intrasfinteriche: sottomucose e sottocutanee;
2) Transfinteriche:
- Inferiori: che in genere si fanno strada tra lo sfintere interno e quello esterno;
- Superiori: che si fanno strada attraverso lo sfintere esterno per raggiungere la fossa ischio-rettale e quindi la cute.

In pratica, la fistola è un condotto estremamente piccolo che si sviluppa sotto la cute, e che collega la ghiandola anale con l'esterno, a causa di un ascesso: Quando si forma un ascesso, infatti, viene prodotto del pus che deve trovare una via d'uscita verso l'esterno: è così che si forma la fistola perianale.

I sintomi che si avvertono in caso di fistola perianale sono: dolore, prurito, irritazione, fuoriuscita di sangue e pus. 

Consigli

Quando l’ascesso ha dato origine a una fistola, scompare la tumefazione dolorosa, pur lasciando un lieve indolenzimento o una sensazione di pesantezza locale, accompagnata da secrezione la cui quantità è varia: esse dipendono dal tipo, dalla lunghezza, dall’unicità o pluralità della fistola ecc. Cercare di mantenere il più possibile pulita la zona anale e perianale. Utilizzare disinfettanti che non provochino bruciore, e garze sterili per evitare contaminazioni.

Quando rivolgersi al medico?

Dal punto di vista diagnostico le manovre della semeiotica fisica conducono facilmente alla diagnosi. La visita clinica, effettuata da un proctologo, è sufficiente per stabilire la diagnosi che non necessita di ulteriori accertamenti strumentali. Il trattamento risolutivo è prettamente chirurgico, sebbene in letteratura siano riportati casi di recidive. 

Terapia farmacologica 

Prima che si paventi l'ipotesi di un intervento chirurgico si può ricorrere all'uso di pomate antibiotiche o altri dispositivi medici, che intervengono per bloccare l'infezione e agiscono sulla sintomatologia, alleviando il senso di prurito, dolore e bruciore. 

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