Dott.ssa Letizia Architravo
I disturbi del colon possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita, e tra questi la diverticolosi e la sua complicanza, la diverticolite, sono sempre più diffusi. Imparare a distinguere queste due condizioni, riconoscerne i segnali e, soprattutto, adottare un regime alimentare corretto è il primo passo fondamentale per gestire il disturbo e prevenire le fasi acute.
Differenza tra diverticolosi e diverticolite
È cruciale comprendere la distinzione tra questi due termini. La diverticolosi è una condizione anatomica caratterizzata dalla presenza di piccole estroflessioni o sacche, chiamate diverticoli, che si formano lungo la parete del colon, in particolare nel tratto finale (il sigma). Nella maggior parte dei casi, la diverticolosi è asintomatica e molte persone non sanno di averla. Si parla invece di diverticolite quando uno o più di questi diverticoli si infiammano o si infettano. Questa è la fase acuta e sintomatica della malattia, che richiede un intervento medico e un'attenzione particolare alla dieta.
I sintomi da non sottovalutare
Mentre la diverticolosi può passare inosservata, i sintomi della diverticolite sono difficili da ignorare e richiedono un consulto medico tempestivo. Il segnale più caratteristico è un dolore addominale improvviso e intenso, spesso localizzato nella parte inferiore sinistra dell'addome, che può essere costante e persistere per diversi giorni. Altri sintomi comuni includono:
- febbre e brividi;
- nausea e vomito;
- crampi addominali;
- alterazioni dell'alvo, come stitichezza o, meno frequentemente, diarrea.
In presenza di questi segnali, è fondamentale non sottovalutare la situazione per evitare complicanze.
Le cause principali e i fattori di rischio
Sebbene le cause esatte della formazione dei diverticoli non siano del tutto chiare, si ritiene che una pressione aumentata all'interno del colon giochi un ruolo chiave. Il principale fattore di rischio è una dieta povera di fibre, molto comune nei paesi industrializzati. Le fibre aiutano a rendere le feci più morbide e voluminose, facilitandone il passaggio e riducendo lo sforzo del colon. Una loro carenza porta a feci dure e a una maggiore pressione sulle pareti intestinali, favorendo la comparsa dei diverticoli. Altri fattori di rischio includono l'età avanzata (la condizione è più comune dopo i 40 anni), la sedentarietà, l'obesità e il fumo.
Dieta consigliata nella fase acuta e di mantenimento
L'alimentazione è il pilastro della cura per la diverticolite. La dieta varia drasticamente a seconda della fase della malattia. Durante la fase acuta, l'obiettivo è mettere a riposo l'intestino. Il medico potrebbe consigliare una dieta liquida (brodo, tè, succhi di frutta senza polpa) per alcuni giorni, seguita da una dieta a basso residuo, povera di fibre. In questa fase è importante capire cosa mangiare per non infiammare ulteriormente i diverticoli: sono permessi riso bianco, pasta non integrale, carne e pesce magri, patate senza buccia e frutta sbucciata e senza semi.
Una volta superata la fase acuta, l'obiettivo diventa la prevenzione. È fondamentale reintrodurre gradualmente le fibre, fino a raggiungere l'apporto giornaliero raccomandato (circa 25-30 grammi), per mantenere le feci morbide. Via libera quindi a cereali integrali, legumi, frutta e verdura, accompagnati da un'abbondante idratazione.

Integratori utili per la salute del colon
Per supportare la salute intestinale e prevenire le ricadute, alcuni integratori possono essere di grande aiuto. Gli integratori di fibre, come lo psillio o la gomma di guar, sono utili per raggiungere il fabbisogno giornaliero e regolarizzare l'intestino, specialmente per chi fatica a consumare abbastanza fibre con la sola dieta. Anche i probiotici specifici per la salute del colon possono contribuire a riequilibrare la flora batterica e a ridurre l'infiammazione. Infine, alcuni antinfiammatori naturali, come la curcuma o la boswellia, possono essere considerati come supporto, sempre sotto consiglio del proprio medico, per mantenere il benessere dell'intestino nel lungo periodo.




