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Con il termine di flebite o tromboflebite si indica un’infiammazione della parete venosa generalmente localizzata agli arti inferiori, talvolta anche a quelli superiori (gambe, braccia e piedi sono le parti del corpo maggiormente coinvolte). La flebite può essere superficiale (si parla, appunto, di flebite superficiale), e in tal caso sono coinvolte solo quelle vene che si trovano immediatamente sotto la superficie cutanea.

Le cause della flebite

Le cause che determinano questa infiammazione possono essere ricondotte a:

origini traumatiche (come un prelievo venoso, l’inserzione di un cateterino venoso per una terapia infusiva),
origini chimiche, dovute a particolari farmaci iniettati che possono avere un effetto infiammatorio;
origini infettive dovute alla contaminazione dei dispositivi utilizzati (come ad esempio un ago non sterile, o a un catetere venoso lasciato in sito troppo tempo).

Un’altra causa molto frequente, può essere addebitata a quelle persone che soffrono di vene varicose. Se a essere coinvolta è una vena superficiale, il problema si risolve in breve tempo, adottando una corretta terapia. Se al contrario, a essere colpita è una vena profonda (la più colpita in genere è la vena femorale), l’infiammazione è la conseguenza della presenza di uno o più coaguli (trombi) formatisi, che danno origine al termine di tromboflebite.

Questa patologia può avere serie conseguenze, e, se non trattata adeguatamente, può portare all’infarto, all’ictus e soprattutto all’embolia polmonare. Trattandosi appunto di una patologia le cui conseguenze possono essere gravi, la tromboflebite di una vena profonda è di esclusiva pertinenza medica, pertanto ci soffermeremo inizialmente solo sulle flebiti delle vene superficiali. Altre cause scatenanti possono essere dovute all’obesità e all’inattività (come ad esempio una lunga permanenza a letto in seguito a un intervento chirurgico o a una malattia), queste favoriscono la stasi venosa che può compromettere la circolazione sanguigna.

I sintomi

Una flebite si presenta con sintomi facilmente riconoscibili:

• Cute arrossata e calda al tatto;
• Dolore nella zona interessata;
• Prurito;
• Indurimento della vena coinvolta, apprezzabile al tatto come un cordoncino duro;
• A volte, febbre. 

Immagine riepilogativa dei sintomi della flebite

Consigli per prevenire la flebite 

• Evitare di rimanere a lungo distesi o se ciò non è possibile, sollevare le gambe con l’ausilio di un cuscino posto sotto il materasso e indossare calze elastiche;
• Non assumere la pillola anticoncezionale;
• Non fumare (è noto che il fumo tende a indurire le arterie e a contrastare una buona circolazione del sangue);
• Non mangiare cibi che contengono grassi animali, come burro, lardo, carne rossa;
• Non esporsi troppo al sole.
• Se è possibile, fare passeggiate sul bagnasciuga, l’azione massaggiante delle onde del mare e il camminare a piedi nudi nell’acqua favorisce la circolazione del sangue.

Nei casi più seri può essere necessaria una terapia anticoagulante, o fibrinolitica. Ma sono quei casi in cui è indispensabile rivolgersi a un medico e in particolare a uno specialista in chirurgia vascolare, in quanto, nel caso in cui la terapia medica non sortisse l’effetto desiderato, potrebbe essere necessario ricorrere a quella chirurgica.

Come si cura la flebite? I trattamenti consigliati

I rimedi variano in base alla causa che ha provocato la flebite.

Se di origine traumatica, si possono applicare, sulla zona interessata, impacchi alternati di acqua calda e fredda, che aiutano a contrastare l’infiammazione, che agendo da vasodilatatori e vasocostrittori, ripristinano il corretto flusso sanguigno.

Se il trauma è stato provocato dall’inserzione di un catetere venoso per una terapia, rimuovere il dispositivo e posizionarlo in un’altra vena. In ogni caso, non lasciare mai lo stesso catetere in situ per oltre 72 ore.

Le flebiti di origine chimica, sono di più difficile trattamento, in quanto, i farmaci che la provocano e che sono irritanti, il più delle volte sono chemioterapici. Pertanto è molto complicato sospenderli. Si può provare a iniettare soluzione fisiologica dopo la terapia e procedere poi con gli impacchi freddi per ottenere un effetto antinfiammatorio. Per il dolore e l’infiammazione si possono assumere farmaci a base di Paracetamolo e di Ibuprofene.

Se la causa è un’infezione batterica causata da un non corretto utilizzo di dispositivi medici, la terapia oltre che antinfiammatoria è antibiotica (Amoxicillina) . In questo caso, la prescrizione deve necessariamente essere fatta da un medico.

La causa più comune che provoca una flebite, è dovuta alle vene varicose. Questa patologia che colpisce moltissimi soggetti, in particolare le persone anziane, le donne in gravidanza, le persone obese e quelle affette da patologie della coagulazione del sangue o dal diabete, è la causa primaria all’origine delle flebiti e delle tromboflebiti. In questi casi i rimedi per la flebite variano circa la gravità del caso.

Tenere le gambe sollevate, nel caso di una flebite agli arti inferiori per evitare pericolose stasi venose e aiutare la circolazione sanguigna.
Il bendaggio elasto-compressivo (che può essere rigido o imbevuto di ossido di zinco) è uno dei rimedi che ha riscontrato maggior successo. Il bendaggio dell’arto, inferiore o superiore che sia, comprimendo la zona colpita, allevia il sintomo del dolore e aiuta il riassorbimento dell’edema. Successivamente al bendaggio, si possono indossare delle calze elastiche a compressione graduata per una cura di mantenimento.

Si possono applicare localmente, pomate antinfiammatorie per ridurre l’arrossamento e il dolore, o rimedi naturali per la flebite come pomate o unguenti a base di piante come il biancospino, l’ippocastano e il pungitopo. Queste piante contengono oli essenziali e Vitamina C, sostanze utili a contrastare la fragilità capillare, e a curare l’infiammazione.

Anche l’alimentazione in caso di flebite gioca un ruolo importante.
Prediligere gli alimenti che contengano fibre, antiossidanti, Vitamina C e flavonoidi.
Tra questi ricordiamo il pomodoro, il ribes rosso, il lampone, la fragola e l’arancia.

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