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Con l'arrivo dei primi freddi, per molte persone si ripresenta un disturbo tanto comune quanto fastidioso: i geloni. Quelle macchie rosse e gonfie, accompagnate da un prurito e un bruciore intensi, che compaiono su dita di mani e piedi, ma anche su naso e orecchie, possono trasformare l'inverno in un vero incubo. Questa condizione, nota in termini medici come eritema pernio, è una reazione anomala della pelle al freddo. Capire perché si formano e come proteggersi è la chiave per prevenirli e gestirli al meglio.

Cosa sono i geloni e perché si formano con il freddo

I geloni sono una risposta infiammatoria anomala dei piccoli vasi sanguigni (capillari) a un'esposizione ripetuta al freddo umido, ma non gelido. In condizioni normali, quando la pelle si raffredda, i capillari si restringono (vasocostrizione) per conservare il calore. Se il riscaldamento avviene troppo rapidamente, i vasi si dilatano altrettanto velocemente, ma i vasi più grandi non riescono a gestire l'aumento del flusso sanguigno. Questo provoca una sorta di "ingorgo" che causa la fuoriuscita di siero dai capillari nei tessuti circostanti, innescando l'infiammazione, il gonfiore e il rossore tipici dei geloni.

I sintomi: prurito, bruciore, gonfiore e rossore

I sintomi dei geloni si sviluppano solitamente entro 12-24 ore dall'esposizione al freddo. La pelle delle aree colpite, più comunemente le dita delle mani e dei piedi, appare inizialmente fredda e bianca, per poi diventare rossa, gonfia e calda. I segnali più caratteristici e fastidiosi sono:

  • un prurito molto intenso, che peggiora in ambienti caldi;
  • una sensazione di bruciore e dolore pungente;
  • gonfiore e pelle tesa e lucida;
  • cambiamento di colore dal rosso al blu-violaceo.

Nei casi più gravi, possono formarsi piccole vesciche o ulcere, aumentando il rischio di infezioni.

Chi è più a rischio

Non tutti reagiscono al freddo allo stesso modo. Esistono dei fattori che predispongono maggiormente alla formazione dei geloni. Le donne giovani e le persone con un basso indice di massa corporea sono generalmente più colpite. Altri fattori di rischio includono una cattiva circolazione periferica, la familiarità, il fumo (che provoca vasocostrizione) e la presenza di patologie autoimmuni come il lupus o la sindrome di Raynaud. Anche indossare abiti o calzature troppo strette, che ostacolano la circolazione, può favorirne la comparsa.

Strategie di prevenzione: come proteggersi dal freddo

La prevenzione è senza dubbio il rimedio più efficace. La regola d'oro è proteggere le estremità dal freddo e dagli sbalzi termici. È fondamentale indossare guanti e calze termiche, preferibilmente in materiali isolanti e traspiranti. È meglio vestirsi "a strati" per mantenere una temperatura corporea costante. Bisogna evitare calzature strette e mantenere mani e piedi sempre asciutti. Quando si rientra da un ambiente freddo, è cruciale riscaldare le estremità in modo graduale, evitando fonti di calore diretto come termosifoni o borse dell'acqua calda, che potrebbero peggiorare la situazione.

Guida alle creme e ai trattamenti per riattivare la circolazione e lenire l'infiammazione

Quando i geloni si sono già formati è importante agire per lenire i sintomi e favorire la guarigione. L'applicazione di una crema per geloni specifica è il primo passo. Questi prodotti sono formulati per:

  • riattivare il microcircolo: grazie a ingredienti come la vitamina PP (niacinamide) o estratti vegetali;
  • lenire l'infiammazione e il prurito: con sostanze come l'allantoina, il bisabololo o l'ossido di zinco;
  • proteggere e riparare la pelle: grazie alla Vitamina E, un potente antiossidante, e a componenti che creano un effetto barriera.

Queste creme barriera vanno applicate più volte al giorno con un leggero massaggio. A supporto, anche gli integratori per il microcircolo possono aiutare a migliorare la circolazione dall'interno.

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