Dott.ssa Letizia Architravo
Un sorriso sano non è fatto solo di denti bianchi, ma anche di gengive rosee e ben adese. Quando queste iniziano a ritirarsi, esponendo la radice del dente, non si tratta solo di un problema estetico. La recessione gengivale è un campanello d'allarme che indica una sofferenza dei tessuti di sostegno del dente e che, se trascurata, può portare a conseguenze serie. Comprendere le cause e agire con una prevenzione mirata è la strategia vincente per proteggere la salute del nostro sorriso.
Perché le gengive si ritirano
La retrazione delle gengive è un processo graduale in cui il margine gengivale si sposta dalla sua posizione originale, scoprendo la radice del dente. Le principali cause della recessione gengivale sono legate a diversi fattori, spesso concomitanti. La causa più comune è la malattia parodontale (o parodontite), un'infiammazione cronica causata dall'accumulo di placca batterica che distrugge progressivamente i tessuti di supporto del dente. Altre cause rilevanti includono:
- uno spazzolamento troppo energico o l'uso di uno spazzolino con setole troppo dure, che traumatizza meccanicamente le gengive;
- una predisposizione genetica, che rende le gengive più sottili e delicate;
- il bruxismo, ovvero l'abitudine di digrignare i denti, che crea un sovraccarico sui tessuti parodontali;
- malocclusioni dentali o restauri non congrui.
I sintomi: sensibilità dentale, denti che appaiono più lunghi
I primi segnali di una recessione gengivale possono essere subdoli. Uno dei sintomi più comuni e fastidiosi è un aumento della sensibilità dentale, soprattutto al caldo, al freddo, ai cibi dolci o acidi. Questo accade perché la radice esposta non è protetta dallo smalto e il contatto con stimoli esterni viene trasmesso direttamente al nervo del dente. Un altro segnale evidente è di natura estetica: i denti appaiono visibilmente più lunghi del normale. In alcuni casi, si può notare un piccolo scalino (notch) nel punto in cui il dente emerge dalla gengiva.
Prevenzione: l'importanza dell'igiene orale corretta
La prevenzione è l'arma più potente. Adottare una corretta igiene orale quotidiana è fondamentale per mantenere le gengive sane. Questo significa spazzolare i denti dopo ogni pasto utilizzando la tecnica corretta (dal rosa della gengiva verso il bianco del dente) e, soprattutto, scegliendo uno spazzolino con setole morbide per evitare di danneggiare i tessuti. L'uso quotidiano del filo interdentale o dello scovolino è altrettanto cruciale per rimuovere la placca batterica dagli spazi tra i denti, dove lo spazzolino non arriva. Controlli periodici dal dentista e sedute di igiene professionale completano il quadro di una prevenzione efficace.
Dentifrici e collutori specifici per gengive sensibili
Per chi si chiede come curare le gengive ritirate, è importante sapere che non è possibile farle ricrescere naturalmente, ma si può arrestare il processo e gestire i sintomi. L'uso di prodotti specifici è un grande aiuto. Esistono dentifrici per gengive sensibili formulati con sostanze come il nitrato di potassio o il fluoruro stannoso, che aiutano a ridurre la sensibilità desensibilizzando le terminazioni nervose. Anche i collutori specifici possono dare un valido supporto: quelli a base di fluoro rinforzano lo smalto e la dentina esposta, mentre quelli con agenti antibatterici e lenitivi (come la clorexidina, da usare per brevi periodi su consiglio del dentista) aiutano a controllare l'infiammazione gengivale.
Rimedi per l'infiammazione gengivale
Tra i rimedi per le gengive ritirate, il primo passo è sempre controllare l'infiammazione. Oltre a un'igiene scrupolosa e all'uso di prodotti mirati, alcuni accorgimenti possono favorire il benessere gengivale. Un'alimentazione ricca di vitamina C, un potente antiossidante, contribuisce a mantenere sano il collagene dei tessuti connettivi. In alcuni casi, il dentista può consigliare l'uso di integratori a base di coenzima Q10 o acido ialuronico, che possono supportare la salute dei tessuti molli. È fondamentale ricordare che questi rimedi sono di supporto: la strategia terapeutica principale rimane la rimozione della causa scatenante e, nei casi più gravi, il ricorso a terapie odontoiatriche specifiche come l'innesto gengivale.



