Dott.ssa Letizia Architravo
Cos’è il linfedema? Si tratta di una patologia provocata da problemi al sistema linfatico, che si manifesta con gonfiore localizzato a una gamba, a un braccio o a entrambi gli arti. Il sistema linfatico ha il compito di drenare la linfa, trasportandola dagli spazi interstiziali dei tessuti al sistema circolatorio e, infine, agli organi di depurazione.
Come si riconosce il linfedema? I sintomi principali
Il sintomo più rappresentativo (ed evidente) di questa patologia è il gonfiore agli arti (un braccio, una gamba o entrambi), accompagnato da senso di pesantezza. In genere, questa patologia inizia lentamente, presentandosi con un lieve gonfiore, che diminuisce durante la notte e non provoca dolore. L’arto affetto da linfedema potrebbe presentare un colorito diverso all’altro e, premendo un dito su di esso per circa 20 secondi, si dovrebbe notare il cosiddetto “Segno della Fovea”, ovvero una fossetta più o meno profonda, che regredisce entro pochi minuti. Questo fenomeno si nota negli stati iniziali di questa patologia ed è dovuto al fatto che, quando si preme con un dito su una zona affetta da linfedema, viene provocato uno spostamento dei liquidi.
Se si vuole effettuare questo “test” in caso di sospetto linfedema agli arti inferiori, il medico predilige la zona delle caviglie e quella dietro i malleoli. Se, invece, il gonfiore è localizzato agli arti superiori, si può testare la zona sul dorso della mano.
Linfedema: le cause
A seconda della causa che l’ha provocata, questa patologia può differenziarsi in:
Linfedema Primario, disturbo principalmente congenito originato dal fatto che i linfonodi non si sono sviluppati in maniera corretta. È più frequente nelle donne che negli uomini e si può dividere in linfedema primario congenito (evidente fin dalla nascita) e linfedema primario precoce (che si manifesta prima dei 35 anni).
Linfedema Secondario, disturbo che si sviluppa in seguito a interventi chirurgici, lesioni o infezioni.
In particolare, le cause del linfedema secondario sono:
- Filariosi linfatica causata dal parassita Wuchereria bancrofti;
- Diabete;
- Obesità;
- Patologie venose;
- Radioterapie per la cura dei tumori;
- Interventi chirurgici;
- Rimozione dei linfonodi;
- Ustioni gravi.
Linfedema: quali cibi mangiare?
Pur non essendoci un tipo di alimentazione specifica per prevenire il linfedema o migliorarne la sintomatologia, è importante cercare di mantenere sotto controllo il peso corporeo, sia svolgendo regolare attività fisica che seguendo un regime alimentare bilanciato. È importante prediligere cibi leggeri e poco lavorati, ridurre il sale, consumare verdure di stagione, legumi e cereali, bere almeno due litri di acqua al giorno.
Si può guarire dal linfedema? Le terapie disponibili
Purtroppo, si tratta di una patologia che tende a cronicizzarsi e non esiste una terapia definitiva per curare il linfedema. Vi sono però dei programmi terapeutici che possono aiutare i pazienti affetti da questo disturbo ad alleviare i sintomi. Tra questi, ricordiamo il linfodrenaggio manuale, i bendaggi compressivi, la pressoterapia. In caso di linfedema, la cura farmacologica, sebbene non sia risolutiva, può prevedere l’assunzione di integratori formulati con sostanze che svolgono un’azione specifica sulle alterazioni del microcircolo e del sistema linfatico, per aiutare a sgonfiare gli arti e ridurre la sensazione di pesantezza.




