Dott.ssa Letizia Architravo
L'estate, la piscina, un tuffo al mare: scenari perfetti che possono essere rovinati da un nemico tanto piccolo quanto doloroso, l'otite esterna. Conosciuta comunemente come "otite del nuotatore", è un'infiammazione acuta del condotto uditivo esterno che trova il suo ambiente ideale nell'umidità. A differenza della classica otite media, tipica dei bambini e localizzata dietro il timpano, questa forma colpisce la "parte esterna" dell'orecchio, provocando un dolore intenso che peggiora al minimo tocco.
Cos'è l'otite esterna e perché è comune in estate (piscina, mare)
L'otite esterna è un'infezione (batterica o, più raramente, fungina) della pelle che riveste il condotto uditivo esterno, il canale che va dal padiglione auricolare fino al timpano. La pelle di questo canale è protetta da uno strato di cerume, che non è "sporco", ma uno scudo naturale acido e idrorepellente che la difende. L'estate è la stagione critica per due motivi:
- acqua: i bagni frequenti in piscina (dove il cloro altera il pH della pelle) o al mare (l'acqua macera la cute) lavano via lo strato protettivo di cerume.
- umidità e calore: l'acqua che ristagna nel canale crea un ambiente caldo-umido, il microclima perfetto per la proliferazione di batteri, in particolare Pseudomonas aeruginosa.
Anche l'uso di cotton fioc o l'abitudine di grattarsi l'orecchio possono creare micro-lesioni che aprono la porta all'infezione.
I sintomi tipici: dolore all'orecchio esterno, prurito, sensazione di tappo
I sintomi dell'otite esterna hanno una progressione rapida e caratteristica:
- prurito: è spesso il primo campanello d'allarme, un fastidio all'interno del canale.
- dolore all'orecchio esterno: è il sintomo chiave. Inizialmente sordo, diventa acuto e intenso. Il segno distintivo è l'aumento del dolore quando si tocca o si tira il padiglione auricolare (il cosiddetto "segno del trago"), o durante la masticazione. Questo la differenzia dall'otite media, che non peggiora con la pressione esterna.
- sensazione di "orecchio tappato": la pelle del condotto si gonfia (edema), chiudendo il passaggio e dando la stessa sensazione di un orecchio tappato dopo la piscina.
- rossore e gonfiore: il canale appare visibilmente infiammato.
- secrezione: può esserci fuoriuscita di liquido chiaro o giallastro (pus).
Come prevenire l'infezione: asciugare bene le orecchie
Prevenire l'otite dopo i bagni è semplice e si basa su un concetto: evitare il ristagno d'acqua.
- asciugare delicatamente: dopo ogni bagno, inclinare la testa da entrambi i lati e tirare delicatamente il lobo per favorire la fuoriuscita dell'acqua. Asciugare solo il padiglione esterno con un asciugamano.
- usare il phon: se si è particolarmente predisposti, l'uso di un asciugacapelli a bassa temperatura e bassa velocità, tenuto a distanza, è il metodo più efficace per asciugare l'umidità residua.
- evitare i cotton fioc: sono il nemico numero uno. Non puliscono, ma spingono cerume e detriti verso l'interno, irritano la pelle e possono causare micro-traumi. Per l'igiene, preferire spray auricolari a base di soluzione salina, da usare con parsimonia.
- tappi per orecchie: per chi passa ore in acqua, l'uso di appositi tappi per il nuoto in silicone può essere una soluzione risolutiva.
Guida alle gocce auricolari da banco: antisettiche e lenitive
Se l'infezione è ai primi stadi (lieve prurito e fastidio), si può intervenire con gocce da banco, che non richiedono prescrizione. Queste gocce agiscono su due fronti:
- azione antisettica e acidificante: non sono antibiotici, ma creano un ambiente ostile ai batteri. Contengono sostanze come l'acido acetico o l'acido borico, che ripristinano il pH acido naturale del canale uditivo, bloccando la proliferazione batterica.
- azione lenitiva e antidolorifica: spesso contengono glicerina, che ha un'azione emolliente e disidratante (richiama acqua dal tessuto gonfio, riducendo l'edema), o blandi anestetici locali (come la procaina) per dare un sollievo rapido dal dolore.
Si applicano inclinando la testa, instillando le gocce e rimanendo in posizione per qualche minuto per farle agire.
Quando è indispensabile consultare un medico
L'automedicazione è possibile solo nelle forme lievi e ai primissimi sintomi. È fondamentale consultare un medico se:
- il dolore è molto forte, non sopportabile o non migliora dopo 24-48 ore di trattamento con le gocce da banco;
- compare la febbre, che indica un'infezione più estesa o un coinvolgimento dell'orecchio medio;
- l'orecchio è completamente "tappato" (ipoacusia significativa);
- c'è una secrezione purulenta abbondante;
- il padiglione auricolare si arrossa e si gonfia (pericondrite).
In questi casi, il medico dovrà ispezionare il canale (otoscopia) e probabilmente prescriverà gocce auricolari antibiotiche (spesso a base di ciprofloxacina) e, talvolta, cortisoniche per sgonfiare rapidamente il canale.




