Dott.ssa Letizia Architravo
In natura esistono alcuni insetti che, o per nutrirsi di sangue o per difendersi, pungono animali e uomini. Alcuni di essi attaccano quasi esclusivamente durante il periodo estivo e il loro attacco può costituire un pericolo importante per alcuni soggetti allergici, i quali, in seguito a una puntura, possono avere reazioni allergiche molto serie. Per evitare questi problemi, ma anche il comunissimo e fastidioso prurito associato alle punture degli insetti bisogna prendere alcune precauzioni. Gli insetti, infatti, iniettano sostanze irritanti o veleno che provocano la comparsa di pomfi, prurito, arrossamenti e, nei casi più gravi, anche reazioni allergiche. Le punture degli insetti sono comuni e, di solito, innocue.
Perché gli insetti pungono?
I motivi per cui gli insetti colpiscono gli uomini o gli animali sono, in genere due: o lo fanno per nutrirsi di sangue (insetti ematofagi, come le zanzare o le pulci) provocando prurito e rigonfiamenti oppure per proteggersi. In questo secondo caso sono le api, i calabroni o le vespe a colpire, provocando, dopo aver iniettato il veleno sotto la pelle attraverso il pungiglione, rigonfiamenti, dolore intenso e un’importante reazione allergica nei soggetti predisposti.
Punture di insetti: i sintomi
Le punture di insetto provocano un rigonfiamento pruriginoso sulla pelle di forma tondeggiante, che può arrossarsi o restare bianco, chiamato pomfo. Il pomfo si forma come reazione del nostro corpo alla saliva di questi insetti che la iniettano prima di iniziare a succhiare il sangue per anestetizzare la zona e impedire che il sangue si coaguli. In questa zona, che circonda il punto in cui è avvenuta la puntura, resta concentrato il gonfiore e il prurito per due o tre giorni.
L’intensità di questi effetti varia in base alla sensibilità personale e al tipo di insetto: in alcuni casi infatti, la zona colpita può estendersi oltre i cinque centimetri di diametro ed essere accompagnata anche da bruciore. Una condizione che, tuttavia, va risolvendosi entro pochi giorni.
Le reazioni più intense (che comprendono difficoltà a deglutire e respirare, tachicardia, nausea e vertigini) invece, sono provocate da vespe, api e calabroni le cui punture possono generare pomfi di oltre dieci centimetri e provocare gonfiori anche oltre la zona colpita dalla puntura. Nei soggetti allergici al veleno di questi insetti, la prima puntura di ape o di vespa non provoca reazione poiché viene solo stimolata la produzione di alcuni tipi di anticorpi (immunoglobuline E) mentre la seconda volta, al contatto con il veleno dell’insetto, le immunoglobuline E (IgE), per proteggere l’organismo, liberano alcune sostanze che provocano la reazione allergica (anafilassi).
In questi casi, si teme lo shock anafilattico che causa una vasodilatazione a cui segue un abbassamento della pressione e, in alcuni casi, perdita di coscienza.
Quando rivolgersi al medico?
Se si sono verificate più punture di vespe o di api; se alle punture sono seguiti orticaria e rigonfiamenti anche in zone lontane dal punto colpito; se si avverte tachicardia, nausea, vomito, difficoltà a deglutire e respirare e se si è allergici al veleno degli insetti allora bisogna chiamare subito il medico.
Come alleviare il prurito da puntura di insetto
In caso di reazione lieve alle punture di insetti esistono dei rimedi naturali che combattono il prurito; i più efficaci sono gli oli essenziali di lavanda, menta e tea tree oil, ghiaccio, miele, cipolla e limone che, strofinati sul pomfo, aiutano a far sparire il prurito. In caso di prurito persistente si può ricorrere a queste pomate per punture di insetti che, stese sulla zona colpita, alleviano il prurito e favoriscono il riassorbimento del pomfo.


