Dott.ssa Letizia Architravo
Il varicocele è una delle problematiche più comuni che riguardano la salute maschile, eppure è spesso sottovalutata o scoperta solo casualmente, magari nel corso di accertamenti per difficoltà di concepimento. Si tratta, in breve, di una dilatazione delle vene del testicolo, molto simile a ciò che accade con le vene varicose nelle gambe. Sebbene il termine "varicocele pelvico" sia più usato per la controparte femminile, nell'uomo si parla quasi esclusivamente di varicocele testicolare, una condizione che, se sintomatica o se impatta sulla fertilità, richiede un approccio mirato.
Cos'è il varicocele e come si manifesta nell'uomo
Il varicocele è una dilatazione anomala delle vene che si trovano all'interno dello scroto e che drenano il sangue dal testicolo (il cosiddetto plesso pampiniforme). Nell'uomo, queste vene sono dotate di valvole che impediscono al sangue di refluire verso il basso. Quando questo sistema di valvole diventa incontinente o difettoso, il sangue non defluisce correttamente, tende a ristagnare e provoca una dilatazione venosa. Nella stragrande maggioranza dei casi (oltre l'85%) colpisce il lato sinistro, per ragioni anatomiche legate al diverso percorso della vena testicolare sinistra.
Sintomi più comuni: dolore, senso di pesantezza e gonfiore
Molto spesso il varicocele è completamente asintomatico e viene scoperto durante una visita di leva o un controllo andrologico. Quando presenti, i sintomi non sono acuti, ma piuttosto fastidiosi. I più comuni includono:
- senso di pesantezza: una sensazione sorda e costante a livello dello scroto, specialmente dopo essere stati in piedi a lungo o a fine giornata.
- dolore: un dolore che non è acuto, ma descritto come un indolenzimento o un fastidio sordo che si irradia verso l'inguine.
- gonfiore: un aumento visibile del volume dello scroto dal lato colpito.
- palpazione: nei casi più evidenti (varicocele di grado II o III), le vene dilatate possono essere sentite al tatto, dando la sensazione di un "sacchetto di vermi" (varicocele palpabile).
Varicocele e fertilità maschile: quale correlazione?
Questo è il punto cruciale e il motivo principale per cui il varicocele viene trattato. La correlazione tra varicocele e infertilità è scientificamente provata. Il ristagno di sangue venoso (caldo) nelle vene dilatate provoca un aumento della temperatura all'interno dello scroto (ipertermia scrotale). I testicoli, per produrre spermatozoi sani (spermatogenesi), hanno bisogno di una temperatura leggermente inferiore a quella corporea (circa 1-2°C in meno). L'aumento cronico della temperatura, unito al ristagno di sostanze tossiche e allo stress ossidativo, danneggia gli spermatozoi, alterandone il numero, la motilità e la forma (oligo-asteno-teratospermia).
Diagnosi e opzioni di trattamento
La diagnosi di varicocele è semplice. Inizia con la visita andrologica, durante la quale il medico esegue la palpazione dello scroto, spesso chiedendo al paziente di eseguire la manovra di Valsalva (un colpo di tosse o una pressione addominale) per evidenziare il reflusso venoso. L'esame d'elezione per la conferma è l'ecodoppler scrotale, un'ecografia che visualizza i vasi, misura il loro diametro e conferma la presenza del reflusso di sangue.
Il trattamento non è sempre necessario. Se il varicocele è asintomatico e la fertilità non è un problema, si può solo monitorare. L'intervento (varicocelectomia) è raccomandato in caso di:
- dolore o fastidio cronico;
- alterazione dei parametri dello spermiogramma (infertilità);
- ipotrofia testicolare (riduzione del volume del testicolo) negli adolescenti.
Le opzioni sono chirurgiche (legatura microchirurgica delle vene) o radiologiche (scleroembolizzazione, che "chiude" le vene dall'interno).
Integratori antiossidanti di supporto per il benessere maschile
Che si decida di operare o meno, il danno da varicocele è primariamente uno stress ossidativo a carico degli spermatozoi. Per questo, l'integrazione è un pilastro fondamentale. Gli integratori per fertilità maschile sono studiati per fornire ai testicoli le difese necessarie per proteggere gli spermatozoi. Questi prodotti contengono un pool di antiossidanti mirati:
- Zinco e selenio: minerali essenziali per la corretta morfologia (Zinco) e motilità (Selenio) degli spermatozoi.
- Coenzima Q10: fondamentale per la produzione di energia (ATP) nei mitocondri dello spermatozoo, il suo "motore".
- Vitamina E e vitamina C: potenti antiossidanti che proteggono le membrane cellulari dal danno dei radicali liberi.
- Arginina e carnitina: amminoacidi che supportano l'energia e la maturazione degli spermatozoi.
Questi integratori sono spesso consigliati per almeno 3 mesi (il tempo di un ciclo di spermatogenesi) per migliorare la qualità seminale, sia in preparazione all'intervento che nel tentativo di concepimento naturale.