Dott.ssa Letizia Architravo
Spesso messa in ombra dalle più celebri Vitamina D e Vitamina C, la Vitamina K è un nutriente essenziale che svolge due ruoli vitali e distinti per la nostra salute: è il regista della coagulazione del sangue e il vigile urbano che indirizza il calcio nelle ossa. Comprendere le sue diverse forme è fondamentale per garantirsi un apporto adeguato.
Le due forme di Vitamina K: K1 (fillochinone) e K2 (menachinone)
Non esiste una sola Vitamina K, ma una famiglia. Le due forme principali che troviamo nella nostra dieta sono:
- Vitamina K1 (fillochinone): è la forma più comune e si trova principalmente negli alimenti di origine vegetale, come verdure a foglia verde scuro (spinaci, cavolo riccio, broccoli). Il suo ruolo è quasi esclusivamente legato alla coagulazione.
- Vitamina K2 (menachinone): è più rara nella dieta occidentale. Si trova in alimenti fermentati (come il natto giapponese) e in prodotti animali da pascolo (burro, formaggi stagionati, tuorlo d'uovo). Viene anche prodotta in piccole quantità dalla nostra flora intestinale.
Il ruolo fondamentale nella coagulazione del sangue
Il nome "Vitamina K" deriva dalla parola tedesca Koagulation. Questa vitamina, infatti, è indispensabile per attivare le proteine (fattori della coagulazione) che permettono al sangue di "tappare" una ferita e fermare un'emorragia. Senza di essa, anche un piccolo taglio potrebbe essere problematico. Questo è il ruolo principale della vitamina k coagulazione.
Vitamina K2: l'alleata di Calcio e Vitamina D per la salute delle ossa
Negli ultimi anni, la ricerca si è concentrata sulla K2. Il suo compito è geniale: attiva due proteine (osteocalcina e MGP) che agiscono come "vigili" del calcio. La K2 dice al calcio dove andare: lo spinge a depositarsi nelle ossa e nei denti (rafforzandoli) e, allo stesso tempo, impedisce che si depositi nelle arterie (dove causerebbe calcificazioni e rigidità). Ecco perché l'associazione vitamina d e k2 insieme è così importante: la Vitamina D aumenta l'assorbimento del calcio, mentre la K2 si assicura che quel calcio finisca nel posto giusto.
Sintomi e rischi di una carenza
Una carenza di vitamina k è rara negli adulti sani, ma può verificarsi in neonati (a cui viene somministrata alla nascita) o in persone con gravi problemi di malassorbimento intestinale o che assumono farmaci anticoagulanti. I sintomi di una carenza grave sono evidenti: tendenza a sanguinamenti (naso, gengive), facilità alla formazione di lividi e, nel lungo termine, un aumentato rischio di osteoporosi e fratture.
Guida agli integratori, soprattutto in associazione con la Vitamina D
Dato che la K2 è difficile da ottenere in dosi ottimali dalla dieta, l'integrazione è sempre più diffusa, specialmente per la salute delle ossa. Quando si sceglie un integratore, è fondamentale cercare la forma K2 (in particolare la MK-7, più biodisponibile). Come già accennato, il gold standard per la salute ossea e cardiovascolare è l'integratore che associa Vitamina D3 e Vitamina K2, una sinergia perfetta per la gestione del calcio. A livello topico, creme a base di Vitamina K sono usate per ridurre la visibilità di capillari rotti (couperose) e lividi.




