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Patologie delle ghiandole anali nel cane (sacchi anali): sintomi, cause, cure e prevenzione

Le patologie delle ghiandole anali nel cane — più correttamente dette malattie dei sacchi anali (o sacculi anali) — sono tra i disturbi proctologici più frequenti in assoluto e una delle cause più comuni del caratteristico "sfregamento del sedere a terra" (scooting). Comprendono un continuum di gravità crescente: impattamento (ritenzione del secreto), sacculite (infiammazione/infezione), ascesso (con possibile fistolizzazione) e, più raramente, le neoplasie del sacco anale.

Si stima che le malattie non neoplastiche dei sacchi anali interessino circa il 4-12% dei cani nel corso della vita, con netta predisposizione nelle razze di piccola taglia (Halnan, 1976; van Duijkeren, 1995; O'Neill et al., 2021). Sono raramente gravi di per sé, ma molto fastidiose, recidivanti e — quando trascurate — possono evolvere in ascessi dolorosi che si aprono sulla cute perianale.

Un punto chiave, spesso fonte di confusione anche nel linguaggio comune: i sacchi anali (quelli che si "impattano") non sono la stessa cosa delle ghiandole perianali epatoidi (o circumanali), da cui originano gli adenomi perianali tipici del cane maschio anziano. La distinzione è importante perché patologie e trattamenti sono diversi.

Cosa sono le ghiandole anali del cane

Anatomia: sacchi anali e ghiandole perianali a confronto

I sacchi anali sono due piccole tasche cutanee pari, situate ai lati dell'ano nelle posizioni "ore 4" e "ore 8", interposte tra lo sfintere anale interno ed esterno. Sono rivestiti da ghiandole apocrine e sebacee che producono un secreto oleoso dall'odore intenso e sgradevole, normalmente espulso durante la defecazione e usato per la marcatura territoriale. Quando lo svuotamento naturale non avviene correttamente, il secreto ristagna e si avvia la sequenza patologica.

Attenzione alla terminologia (sacchi anali ≠ ghiandole perianali) Sacchi anali (sacculi anali): le due tasche a ore 4 e 8. Sede di impattamento, sacculite, ascesso e dell'adenocarcinoma delle ghiandole apocrine del sacco anale (AGASACA) Ghiandole perianali epatoidi (circumanali): ghiandole sebacee modificate diffuse intorno all'ano. Sede degli adenomi perianali (benigni, frequenti nel maschio anziano intero) e, più raramente, dei carcinomi perianali Nel linguaggio comune "ghiandole anali" si riferisce quasi sempre ai sacchi anali: è di questi che parla la maggior parte di questa scheda

Le quattro principali patologie dei sacchi anali

Condizione Cosa succede Gravità
Impattamento Il secreto si ispessisce e ristagna; il sacco non si svuota e si dilata. È la forma più comune Lieve, ma fastidiosa e recidivante
Sacculite Infiammazione e proliferazione batterica nel secreto ritenuto; comparsa di pus e sangue Moderata — richiede trattamento medico
Ascesso del sacco anale Infezione che evolve in raccolta purulenta; il sacco può rompersi creando un tragitto fistoloso sulla cute perianale Grave e dolorosa — spesso urgente
Neoplasia (AGASACA) Adenocarcinoma delle ghiandole apocrine del sacco anale: tumore maligno, talvolta con ipercalcemia paraneoplastica Seria — richiede stadiazione e oncologia

Epidemiologia e razze predisposte

La malattia dei sacchi anali è più frequente nei cani di piccola taglia e nei soggetti sovrappeso. Le neoplasie (AGASACA) sono invece relativamente rare ma rappresentano una quota importante dei tumori perianali, senza una chiara predisposizione di sesso (Williams et al., 2003; Polton & Brearley, 2007).

Categoria Soggetti più colpiti Note
Malattia non neoplastica (impattamento, sacculite) Razze piccole/toy (Chihuahua, Barboncino toy, Bassotto, Cocker), cani sovrappeso Più comune in assoluto
Ascesso Cani con sacculite non trattata, episodi recidivanti Spesso secondario
AGASACA (adenocarcinoma) Cani anziani (media 9-11 anni), entrambi i sessi Raro ma aggressivo, metastasi linfonodali frequenti
Adenoma perianale (ghiandole epatoidi) Maschi anziani interi (testosterone-dipendente) Patologia distinta dai sacchi anali

Fonte: Halnan (1976) e van Duijkeren (1995), Journal of Small Animal Practice; Williams et al. (2003), JAVMA; O'Neill et al. (2021), VetCompass.

Cause e fattori di rischio

Perché i sacchi anali si impattano

In condizioni normali la pressione delle feci durante la defecazione comprime i sacchi anali e ne favorisce lo svuotamento attraverso i due piccoli dotti escretori. L'impattamento si verifica quando questo meccanismo viene meno: il secreto diventa troppo denso, i dotti si ostruiscono o le feci sono troppo molli per esercitare pressione. Il ristagno favorisce poi la proliferazione batterica e l'evoluzione verso sacculite e ascesso.

Il secreto dei sacchi anali è prodotto in continuazione dalle ghiandole apocrine e sebacee della parete: in un cane sano viene eliminato a piccole quantità a ogni defecazione e, occasionalmente, in situazioni di stress o paura (il classico "colpo" di odore intenso). Quando la produzione supera l'eliminazione, o quando l'eliminazione è ostacolata, il sacco si riempie progressivamente: è da questo squilibrio che nasce tutta la sequenza patologica. Per questo molti dei fattori di rischio agiscono proprio sulla qualità delle feci, sul peso corporeo e sullo stato infiammatorio della cute perianale.

Principali fattori di rischio

  • Feci molli o diarrea cronica: riducono la pressione sui sacchi durante la defecazione (causa molto frequente)
  • Sovrappeso e obesità: il grasso perianale ostacola lo svuotamento meccanico dei sacchi
  • Taglia piccola: dotti escretori più stretti, più facilmente ostruibili
  • Allergie e dermatite atopica: l'infiammazione cutanea altera la secrezione ghiandolare e aumenta le recidive
  • Scarso apporto di fibra: feci poco voluminose che non comprimono adeguatamente i sacchi
  • Episodi pregressi: un cane che ha avuto problemi ai sacchi anali tende a ripresentarli

Sintomi delle patologie delle ghiandole anali nel cane

I sintomi variano in base allo stadio: nelle fasi iniziali prevalgono i segni di fastidio e prurito perianale, mentre nelle forme avanzate compaiono dolore, gonfiore e segni sistemici. Il proprietario è spesso il primo a notare il problema per via dello scooting o dell'odore, ma l'intensità dei segni non sempre rispecchia la gravità: alcuni cani con sacchi molto pieni manifestano solo un lieve fastidio, altri reagiscono in modo marcato a un'infiammazione modesta.

Segni più comuni

  • Sfregamento del posteriore a terra (scooting): il segno più tipico — il cane si trascina seduto sul pavimento o sull'erba
  • Leccamento o mordicchiamento insistente della zona anale e della base della coda
  • Inseguimento o morso della coda, irrequietezza, difficoltà a stare seduto comodamente
  • Dolore o fastidio alla defecazione, tenesmo, postura anomala
  • Odore intenso e sgradevole proveniente dalla regione perianale
  • Gonfiore, arrossamento o tumefazione a lato dell'ano (sacco dilatato o ascesso)
  • Secrezione, pus o sangue visibili intorno all'ano o sulla cuccia

Lo <strong>scooting</strong> non è sempre dovuto ai sacchi anali: vanno escluse anche parassitosi intestinali, dermatite della piega perianale, allergie e tenie. Per questo serve sempre la valutazione veterinaria.

Dall'impattamento all'ascesso: la progressione

Stadio Segni clinici Aspetto del secreto
Impattamento Scooting, leccamento, sacchi dilatati alla palpazione Denso, pastoso, marrone scuro, inodore-maleodorante
Sacculite Dolore, arrossamento, fastidio marcato alla spremitura Liquido, giallo-verdastro o ematico, purulento
Ascesso Tumefazione calda e dolente a lato dell'ano, febbre, abbattimento Pus; se il sacco si rompe, fuoriuscita da un foro cutaneo
Fistola/rottura Foro drenante sulla cute perianale, ferita che non guarisce Drenaggio purulento-ematico continuo

Quando sospettare una neoplasia

  • Massa dura e persistente a lato dell'ano che non si riduce dopo la spremitura
  • Aumento della sete e della minzione (poliuria/polidipsia): possibile ipercalcemia paraneoplastica, tipica dell'AGASACA
  • Tenesmo o feci a nastro: possibile compressione da linfonodi sublombari ingrossati
  • Dimagrimento e abbattimento in un cane anziano con massa perianale

Come si diagnosticano le patologie delle ghiandole anali

Esame clinico e palpazione rettale

La diagnosi si basa anzitutto sull'esplorazione rettale digitale: il veterinario palpa i sacchi anali tra pollice (esterno) e dito indice (intrarettale), valutandone dimensione, contenuto, dolorabilità e la presenza di eventuali masse. La spremitura permette di esaminare il secreto e di svuotare il sacco, con sollievo immediato nelle forme da impattamento.

Citologia ed esami di laboratorio

  • Citologia del secreto: distingue impattamento (cristalli, detriti) da sacculite/infezione (neutrofili degenerati, batteri)
  • Coltura e antibiogramma: nelle forme infette recidivanti o resistenti alla terapia empirica
  • Esame delle feci: per escludere parassitosi come causa concomitante dello scooting

Diagnosi differenziale dello scooting

Poiché lo sfregamento del sedere a terra è un sintomo aspecifico, una parte importante della diagnosi consiste nell'escludere le altre cause di prurito o fastidio perianale, spesso coesistenti con la malattia dei sacchi anali:

Causa alternativa Elementi distintivi Come si conferma
Parassiti intestinali / tenie Segmenti simili a chicchi di riso intorno all'ano o nelle feci Esame coprologico, osservazione diretta
Allergie (atopica/alimentare) Prurito diffuso anche altrove (zampe, orecchie, ventre), recidive Iter allergologico, dieta di eliminazione
Dermatite della piega perianale Cute arrossata e macerata nelle pieghe, tipica di razze con coda corta Esame clinico, citologia cutanea
Residui di feci o pelo annodato Materiale aderente al pelo perianale, irritazione meccanica Ispezione e toelettatura
Malattia dei sacchi anali Sacchi pieni/dolenti alla palpazione, sollievo dopo spremitura Palpazione rettale, citologia del secreto

Nello stesso cane possono coesistere più cause (per esempio un cane allergico è anche più predisposto alle <strong>sacculiti</strong>): la valutazione veterinaria evita di trattare un solo problema trascurandone un altro.

Sospetto di neoplasia: stadiazione

  • Agoaspirato (FNA) della massa: primo passo per l'inquadramento citologico
  • Calcemia (calcio ionizzato): lo screening dell'ipercalcemia paraneoplastica è raccomandato in caso di AGASACA
  • Ecografia addominale e/o TC: valutazione dei linfonodi sublombari e ricerca di metastasi (stadiazione)
  • Esame istologico sul pezzo asportato per la diagnosi definitiva e il grado

Trattamenti e terapie

Il trattamento dipende dallo stadio: dalla semplice spremitura nell'impattamento, fino alla chirurgia nelle forme recidivanti o neoplastiche. La gestione della causa di fondo (feci molli, peso, allergie) è decisiva per evitare le recidive.

Impattamento: spremitura e gestione

  • Spremitura manuale dei sacchi anali: svuotamento del secreto ritenuto; risolve l'episodio acuto e va ripetuta secondo necessità
  • Aumento della fibra alimentare: feci più voluminose che favoriscono lo svuotamento naturale e riducono le recidive
  • Controllo del peso: fondamentale nei cani sovrappeso

Sacculite e ascesso

  • Lavaggio del sacco e instillazione locale di preparati antibiotico-cortisonici (spesso in sedazione)
  • Antibiotici sistemici guidati, quando possibile, da coltura e antibiogramma
  • Analgesia e impacchi caldi nelle forme dolorose e ascessuali
  • Drenaggio dell'ascesso: se il sacco non si è già rotto spontaneamente; gestione della ferita aperta fino a guarigione

Chirurgia: la sacculectomia anale

La sacculectomia (asportazione chirurgica di uno o entrambi i sacchi anali) è indicata nelle forme croniche fortemente recidivanti, nelle fistole non guaribili e, in modo diverso, nelle neoplasie. È un intervento efficace ma vicino allo sfintere anale: va eseguito da chirurghi esperti per minimizzare le complicanze.

Aspetto Dettaglio Note
Indicazioni Sacculite/impattamento cronici recidivanti, ascessi ripetuti, fistole, neoplasia Dopo fallimento della gestione medica
Tecniche Sacculectomia chiusa o aperta, mono o bilaterale La tecnica chiusa è oggi la più usata (Hill & Smeak, 2002)
Complicanza principale Incontinenza fecale (in genere transitoria; permanente nei casi con danno dello sfintere) Rischio basso in mani esperte (Charlesworth, 2014)
Altre complicanze Deiscenza, infezione, tenesmo temporaneo Gestibili con cure post-operatorie

Trattamento delle neoplasie (AGASACA)

L'adenocarcinoma delle ghiandole apocrine del sacco anale richiede un approccio oncologico: asportazione chirurgica della massa (ed eventualmente dei linfonodi sublombari metastatici), spesso seguita da chemioterapia e/o radioterapia, e dalla correzione dell'eventuale ipercalcemia. La stadiazione iniziale è determinante per la prognosi (Polton & Brearley, 2007; Bennett et al., 2002).

Si tratta di un tumore localmente invasivo e con marcata tendenza a metastatizzare ai linfonodi iliaci e sublombari, motivo per cui la valutazione dell'addome (ecografia o TC) fa parte della stadiazione fin dall'inizio. La gestione è multidisciplinare e va impostata con un oncologo veterinario: l'obiettivo è il controllo locale della malattia, il trattamento delle metastasi linfonodali e il mantenimento di una buona qualità di vita, modulando l'intensità delle terapie sul singolo paziente.

Prevenzione delle patologie delle ghiandole anali

  • Dieta adeguata in fibra: feci ben formate e voluminose favoriscono lo svuotamento naturale dei sacchi
  • Mantenere il peso ideale: ridurre il grasso perianale che ostacola lo svuotamento (BCS 4-5/9)
  • Gestire le allergie sottostanti: la dermatite atopica e l'allergia alimentare aumentano le recidive
  • Spremitura periodica nei soggetti predisposti: solo se realmente necessaria — la spremitura di routine su cani sani non è raccomandata perché può irritare i dotti
  • Controllo veterinario degli episodi ricorrenti: per individuare e correggere la causa di fondo

Non esiste evidenza solida a favore della spremitura preventiva sistematica in cani senza sintomi: va riservata ai soggetti con problemi documentati. La gestione di dieta e peso ha il miglior rapporto beneficio/rischio.

Prognosi

La prognosi delle malattie non neoplastiche dei sacchi anali è generalmente eccellente: impattamento e sacculite rispondono bene alla gestione medica, e la sacculectomia risolve definitivamente i casi cronici nella grande maggioranza dei cani. Le recidive sono comuni quando la causa di fondo (feci molli, sovrappeso, allergie) non viene corretta.

La prognosi dell'AGASACA è invece più riservata e dipende dallo stadio alla diagnosi, dalle dimensioni della massa e dalla presenza di metastasi linfonodali o a distanza: la diagnosi e il trattamento precoci migliorano significativamente i tempi di sopravvivenza (Polton & Brearley, 2007).

⚠️ Quando andare urgentemente dal veterinario Tumefazione calda, dolente e arrossata a lato dell'ano: possibile ascesso del sacco anale — necessita drenaggio e terapia Foro che drena pus o sangue sulla cute perianale: sacco anale rotto/fistolizzato Febbre, abbattimento e dolore marcato alla zona perianale Massa dura e persistente vicino all'ano, soprattutto in un cane anziano: escludere neoplasia Aumento marcato di sete e urina associato a massa perianale: possibile ipercalcemia paraneoplastica Difficoltà o dolore intenso a defecare, feci a nastro, tenesmo persistente

Domande frequenti (FAQ)

D: Perché il mio cane si trascina il sedere per terra?

R: Lo sfregamento del sedere a terra (scooting) è il segno più tipico di sacchi anali pieni o infiammati: il cane cerca sollievo dal prurito e dal fastidio. Non è però l'unica causa: possono provocarlo anche parassiti intestinali, tenie, dermatite della piega perianale e allergie. Se il comportamento è frequente, è bene far controllare i sacchi anali e l'esame delle feci dal veterinario.

D: Devo spremere le ghiandole anali del mio cane a casa?

R: Solo se il tuo veterinario te lo ha consigliato e ti ha mostrato la tecnica corretta. La spremitura va fatta bene per non irritare o danneggiare i dotti, e nei cani sani senza sintomi non è raccomandata di routine. Se il cane manifesta scooting, dolore o gonfiore, è più sicuro rivolgersi al veterinario o a un toelettatore esperto piuttosto che improvvisare.

D: Ogni quanto vanno svuotate le ghiandole anali?

R: Non esiste una frequenza valida per tutti: dipende dal singolo cane. Molti cani non hanno mai bisogno di spremitura per tutta la vita. I soggetti predisposti (piccola taglia, sovrappeso, allergici) possono richiederla ogni poche settimane o mesi. La regola è svuotarli quando servono, non per abitudine: lo svuotamento eccessivo può irritare i sacchi.

D: La dieta influisce sui problemi delle ghiandole anali?

R: Sì, in modo importante. Le feci molli o poco voluminose non comprimono adeguatamente i sacchi durante la defecazione, favorendo l'impattamento. Un adeguato apporto di fibra rende le feci più formate e aiuta lo svuotamento naturale. Anche il controllo del peso è determinante, perché il grasso perianale ostacola il meccanismo di svuotamento.

D: L'ascesso del sacco anale è grave?

R: È una condizione dolorosa che richiede attenzione veterinaria tempestiva. L'ascesso può rompersi creando una ferita aperta (fistola) sulla cute vicino all'ano. Con drenaggio, antibiotici e gestione del dolore la guarigione è in genere buona, ma è fondamentale trattare anche la causa di fondo per evitare che si ripeta.

D: Rimuovere i sacchi anali è pericoloso? Il cane resterà incontinente?

R: La sacculectomia è un intervento efficace e di routine nei centri esperti. Poiché i sacchi sono vicini allo sfintere anale, esiste un rischio di incontinenza fecale, di solito transitoria; quella permanente è rara e legata a danni dello sfintere. Eseguito da chirurghi esperti, l'intervento risolve definitivamente i problemi cronici nella grande maggioranza dei cani.

D: I problemi alle ghiandole anali possono essere un tumore?

R: Nella maggior parte dei casi no: si tratta di impattamento o infiammazione benigna. Tuttavia esiste l'adenocarcinoma delle ghiandole del sacco anale (AGASACA), un tumore maligno che si presenta come una massa dura e persistente, talvolta con aumento di sete e urina per ipercalcemia. Per questo ogni massa perianale che non si riduce dopo la spremitura, specie in un cane anziano, va sempre fatta valutare.

D: Perché il mio cane ha un odore forte e sgradevole vicino alla coda?

R: Il secreto dei sacchi anali ha un odore naturalmente intenso. Un odore particolarmente forte e persistente, magari con macchie sulla cuccia, può indicare svuotamento spontaneo eccessivo, sacculite o secrezione anomala. Se l'odore è accompagnato da scooting, leccamento o gonfiore, è opportuno un controllo.

Fonti e bibliografia

La scheda è stata redatta sulla base delle seguenti fonti scientifiche primarie e linee guida istituzionali:

  • Halnan C.R.E. (1976). The frequency of occurrence of anal sacculitis in the dog. Journal of Small Animal Practice, 17(8):537-541.
  • van Duijkeren E. (1995). Disease conditions of canine anal sacs. Journal of Small Animal Practice, 36(1):12-16.
  • Hill L.N., Smeak D.D. (2002). Open versus closed bilateral anal sacculectomy for treatment of non-neoplastic anal sac disease in dogs: 95 cases (1969-1994). JAVMA, 221(5):662-665.
  • Charlesworth T.M. (2014). Risk factors for postoperative complications following bilateral closed anal sacculectomy in the dog. Journal of Small Animal Practice, 55(7):350-354.
  • Williams L.E. et al. (2003). Carcinoma of the apocrine glands of the anal sac in dogs: 113 cases (1985-1995). JAVMA, 223(6):825-831.
  • Polton G.A., Brearley M.J. (2007). Clinical stage, therapy, and prognosis in canine anal sac gland carcinoma. Journal of Veterinary Internal Medicine, 21(2):274-280.
  • Bennett P.F. et al. (2002). Canine anal sac adenocarcinomas: clinical presentation and response to therapy. Journal of Veterinary Internal Medicine, 16(1):100-104.
  • O'Neill D.G. et al. (2021). Non-neoplastic anal sac disorders in dogs under primary veterinary care in the UK. VetCompass, Royal Veterinary College.
  • Goldschmidt M.H., Goldschmidt K.H. (2017). Epithelial and melanocytic tumors of the skin (perianal/hepatoid gland tumors). In: Meuten D.J., Tumors in Domestic Animals, 5th ed. Wiley-Blackwell.
  • Mellanby R.J. et al. (2005). Hypercalcaemia in two dogs caused by excessive ingestion / paraneoplastic syndromes — review of differential diagnoses. Journal of Small Animal Practice.
  • MSD Veterinary Manual (2023). Anal Sac Disease in Small Animals. Merck & Co. Inc. msdvetmanual.com
Disclaimer medico Le informazioni contenute in questa pagina hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun caso la visita e il parere del medico veterinario. In presenza di sintomi o dubbi sulla salute del tuo animale, consulta sempre un professionista abilitato.

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