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Le ustioni, chiamate comunemente “scottature”, quando non interessano gli strati più profondi dell’apparato tegumentario, sono lesioni della cute provocate principalmente da contatto accidentale con fonti di calore. Si verificano molto spesso nell’ambito casalingo e sono classificate come “incidenti domestici” quando il contatto avviene, ad esempio, con un ferro da stiro, con il manico di una padella o di una teglia nel forno, con uno schizzo di acqua o olio bollente. Esse possono coinvolgere l’epidermide, il derma e il tessuto sottocutaneo.

Gradi delle ustioni

Le ustioni si classificano in base alla profondità della lesione.

Sono dette ustioni di primo grado quelle che coinvolgono solo l’epidermide (la parte superficiale della pelle). Sono le più lievi, si manifestano con un arrossamento intenso e provocano dolore bruciante ma sopportabile. Guariscono in breve tempo spontaneamente, senza lasciare esiti cicatriziali.

Le ustioni di secondo grado, sono quelle che interessano anche lo strato più profondo della cute, il derma superficiale. Si riconoscono dall’intensa infiammazione e dalla formazione di vescicole ripiene di liquido (flittene). Sono molto dolorose e la guarigione può richiedere anche tempi lunghi.

Infine, vi sono le ustioni di terzo grado. Sono le più gravi. La lesione attraversa i vari strati della pelle: epidermide, derma superficiale e profondo e il tessuto sottocutaneo. La cute appare fredda, secca, annerita. Non si avverte dolore in quanto provocano la distruzione delle terminazioni nervose. Comporta esiti cicatriziali che possono necessitare di interventi di chirurgia ricostruttiva.

Cause

Le cause che provocano le ustioni sono varie. 

  • Ustioni termiche: contatto con fuoco, superfici o liquidi bollenti ecc. 
  • Ustioni chimiche: quelle provocate dal contatto con sostanze che contengono prodotti caustici come l’acido solforico, l’acido cloridrico, l’acido fluoridrico, la soda caustica, citando solo quelle sostanze più comunemente ritrovate in commercio. Ma le sostanze che contengono prodotti caustici sono oltre ventimila.
  • Ustioni elettriche o da folgorazioni: provocate da accidentali contatti con cavi elettrici scoperti, con prese di corrente o anche quelle di chi viene colpito da un fulmine.
  • Ustioni da radiazioni: sono le ustioni dovute all’esposizione prolungata ai raggi UV (ultravioletti). In particolare, al sole, alle lampade per ottenere un’abbronzatura artificiale, o alle radiazioni ionizzanti, che provengono da fonti radiogene come i raggi X e la radioterapia. L’esposizione al sole rappresenta la più comune ustione da radiazione (in questo caso, si parla di eritema solare o di ustione da sole), sebbene sia la più lieve e facilmente curabile.

Ustioni: cosa fare? I nostri consigli

Il primo trattamento per le ustioni di primo e secondo grado, se non estese, e quindi che non necessitano di un immediato ricorso a una struttura ospedaliera, è quello di raffreddare la cute lesa con acqua fredda. Non applicare ghiaccio direttamente sull’ustione. Immergere la parte sotto l’acqua fredda fino alla scomparsa del dolore. L’acqua non solo agisce come antidolorifico, ma ha anche una funzione di reidratazione della parte colpita. Non utilizzare assolutamente i cosiddetti “rimedi della nonna”, come applicare burro, olio, farina o dentifricio sulla parte lesa. La pelle ustionata è particolarmente soggetta alle infezioni, per cui è importante cercare di mantenere la sterilità della zona lesa.

Quando rivolgersi al medico?

In tutti quei casi in cui non si deve trattare un’ustione lieve e non estesa, poiché anche un’ustione superficiale, se interessa una porzione rilevante della superficie corporea necessita di rivolgersi urgentemente a un pronto soccorso. Importante è anche la zona ustionata. Il viso, l’addome, l’inguine sono zone delicate per cui è importante rivolgersi a cure specialistiche. Ovviamente, tutti i casi gravi, di ustioni da sostanze chimiche o folgorazioni necessitano di immediato ricorso al pronto soccorso.

Rimedi: cosa mettere sulle scottature?

Dopo avere raffreddato adeguatamente con l’acqua la parte lesa, si può procedere a effettuare una medicazione, utilizzando garze medicate, o apposite creme per ustioni contenenti sostanze come l’acido ialuronico o sostanze antidolorifiche come lidocaina o benzocaina. Si ribadisce l’importanza di mantenere sterile la parte lesionata in quanto la cute ustionata è fortemente esposta al rischio di infezioni, con l'ausilio di garze sterili. Per lo stesso motivo si sconsiglia in fase di automedicazione, e non sotto controllo medico, di rompere le vescicole che si formano a seguito di un’ustione di secondo grado, in quanto si rischia di lasciare una porta aperta ai batteri presenti nell’ambiente.

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