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Le vene varicose (o varici) sono una patologia di origine vascolare. Interessano essenzialmente gli arti inferiori, e le donne ne vanno maggiormente soggette rispetto agli uomini. Le vene varicose sono la conseguenza di un’insufficienza venosa. Le pareti delle vene si dilatano, assumendo in superficie la sembianza di cordoncini duri che si intersecano tra loro, dal colore blu-violaceo. A causa dell’insufficienza venosa il sangue, spinto dalla forza di gravità verso il basso (motivo per cui coinvolgono essenzialmente le gambe), si accumula nelle vene e nei capillari degli arti inferiori, non riuscendo a risalire verso il cuore. In alcune persone, la struttura delle pareti venose e delle valvole, sono congenitamente deboli, e la varicosità può svilupparsi anche in età precoce.

Sintomi

Le vene varicose possono anche essere asintomatiche, non dare cioè alcun tipo di disturbo ad eccezione del gonfiore delle gambe. Altrimenti, i sintomi iniziali delle vene varicose e quelli più comuni sono:

• Senso di pesantezza;
• Gonfiore delle gambe e dei piedi;
• Rossore delle zone interessate;
• Prurito;
• Formicolio;
• Crampi.

Cause

• Trascorrere molto tempo in piedi, o al contrario avere uno stile di vita sedentario. Si può quindi affermare che una postura scorretta favorisce l’insorgenza delle vene varicose;

• Fattori ereditari o genetici;

• Obesità (l’aumento del peso corporeo incide notevolmente sulla stasi sanguigna);

• Cambiamenti ormonali che avvengono in gravidanza o in menopausa. Gli ormoni femminili tendono a rilassare le pareti venose che, in concomitanza con l’aumento della portata sanguigna in tutto il corpo può determinare la dilatazione delle vene e provocare la comparsa delle vene varicose in gravidanza;

• In maniera minore, anche la lunga esposizione al sole può favorire l’insorgenza di varici.

Vene varicose: cosa fare? I nostri consigli

Se l’insufficienza venosa non è ancora tale da ricorrere a un intervento medico specialistico, per alleviare la sintomatologia si suggerisce di evitare di stare in piedi o seduti per lunghi periodi. Uno stile di vita sano, suggerisce sempre ed in ogni situazione, di cercare di camminare ogni giorno per almeno 30 minuti. Anche salire le scale a piedi piuttosto che prendere l’ascensore, è un ottimo esercizio.

Evitare la lunga esposizione al sole delle gambe. Se si è al mare, il passeggiare sulla riva, con le gambe immerse fino alle ginocchia nell’acqua, esercita un massaggio naturale benefico.

Dormire con le gambe sollevate rispetto al resto del corpo. Questo si può ottenere posizionando un cuscino sotto il materasso all’altezza del bacino. È importante che tutto l’arto inferiore sia sollevato, non solo la parte inferiore della gamba: si rischia altrimenti un ristagno venoso a livello dell’inguine.

L’alimentazione gioca un ruolo importante. Seguire una dieta iposalina. Il sale contribuisce alla ritenzione idrica e favorisce il gonfiore delle gambe. Prediligere alimenti che contengono rutina come pesce, verdura fresca e la frutta contenente vitamina C come arance, kiwi, limoni e frutti rossi come mirtilli.

Quando rivolgersi al medico?

L’insufficienza venosa può degenerare in problemi seri. Il più grave è la tromboflebite, la presenza cioè di un coagulo all’interno di una vena. Non sottovalutare le vene varicose, e nemmeno le telangectasie, la rottura cioè di capillari che si manifestano sulle guance, sul naso e sulle gambe e hanno l’aspetto di una ragnatela di colore blu – rossastro. Generalmente, queste ultime non necessitano di un intervento medico, al contrario delle vene varicose che se peggiorano o tendono a dilatarsi ulteriormente possono, nei casi più gravi essere la spia di problemi cardiaci. Consultare un medico se la cute attorno alle varici si presenta gonfia, irritata e se compaiono delle ulcere o infezioni e nel caso di un sanguinamento spontaneo di una varice.

Come curare le vene varicose: i farmaci consigliati

Se la comparsa di vene varicose non è tale da richiedere nell’immediato una terapia sclerosante o un intervento chirurgico, la terapia conservativa migliore consiste nell’elastocompressione. Le calze elastiche esercitano una compressione esterna che favorisce un miglior ritorno venoso verso il cuore, risolvendo così la stasi ematica. In commercio esistono calze elastiche graduate che oltre a svolgere un’azione curativa, sono anche esteticamente accettabili. Assumere sostanze che contengono flavonoidi per combattere l’insufficienza venosa e la fragilità capillare, (frutti di bosco, tè verde, propoli, centella asiatica, grano saraceno), anche sotto forma di integratori per vene varicose. E assumere regolarmente vitamine del complesso B, vitamina C e vitamina E che alcuni studi hanno indicato come in grado di migliorare la circolazione e dilatare i vasi sanguigni.

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