Nausee e vomito in gravidanza sono fenomeni abbastanza comuni, soprattutto nei primi mesi di gestazione. Quando iniziano le nausee in gravidanza, ovvero intorno alla quinta o sesta settimana di amenorrea, le future mamme non devono preoccuparsi perché, come dicevamo, si tratta di una condizione normale, dovuta all’aumento degli estrogeni e della sub-unità Beta della gonatropina corionica umana (β-hCG). Questo disturbo si presenta maggiormente in mattinata, ma non sono rari i casi in cui può verificarsi nel pomeriggio o in serata e perdura fino alla diciassettesima, diciottesima settimana di gestazione. Il vomito mattutino non incide sull’aumento di peso e non causa disidratazione. 

Cos’è l’iperemesi gravidica?

La condizione appena descritta è molto frequente ma quando il vomito diventa incoercibile, causando perdita di peso, disidratazione e chetosi si oltrepassa il confine del fenomeno (molto comune) della nausea in gravidanza e si sfocia in una vera e propria patologia

Questo disturbo viene definito “iperemesi gravidica” e spesso necessita addirittura di un ricovero ospedaliero. L’iperemesi gravidica viene diagnosticata dal ginecologo, in base alla valutazione effettuata su determinati parametri. 

Iperemesi gravidica: sintomi 

Mentre la nausea e il vomito mattutino sono disturbi frequenti nei primi mesi di gravidanza, l’iperemesi gravidica colpisce, in genere, non più del 0,5% delle donne

I sintomi principali sono: 

  • Episodi ripetuti di vomito; 
  • Perdita di peso; 
  • Disidratazione; 
  • Corpi chetonici che si evincono da un esame delle urine; 
  • Carenza degli elettroliti sierici, evidenziabili dagli esami ematochimici; 
  • Raramente ittero e disturbi della funzionalità renale. 

I sintomi secondari sono: 

  • Scialorrea (salivazione eccessiva); 
  • spossatezza; 
  • alterazioni del gusto e dell’olfatto; 
  • disturbi del sonno; 
  • difficoltà di concentrazione. 

Iperemesi gravidica: cause

Difficile stabilire le cause dell’iperemesi gravidica, in quanto sono molti i fattori che contribuiscono all’instaurarsi di questa patologia. Come già detto, incidono sulla comparsa di questa patologia: 

  • L’aumento esponenziale degli estrogeni e degli altri ormoni della gravidanza; 
  • Disturbi dell’apparato gastrointestinale; 
  • Fattori genetici ed ereditarietà (se qualcuno in famiglia ne abbia già sofferto). 

Se l’iperemesi gravidica persiste oltre la diciottesima settimana di gestazione occorre valutare seriamente i dati analitici relativi alla funzionalità epatica e renale poiché, in rari casi, può danneggiare gravemente il fegato. 

Esami consigliati

Se il ginecologo diagnostica questa patologia e si escludono altre patologie che possono provocare nausea e vomito incoercibili  (ad esempio, epatite o altri disturbi delle vie biliari, ulcera gastrointestinale, chetoacidosi diabetica, problemi delle principali vie urinarie, come la pielonefrite o litiasi renale -calcoli-), gli esami consigliati sono: 

  • Analisi chimico fisico e del sedimento urinario per verificare la presenza dei corpi chetonici (primo campanello d’allarme); 
  • Transaminasi (ALT e AST) per la funzionalità epatica; 
  • Azotemia e Creatinina per la funzionalità renale; 
  • Elettroliti sierici ( Sodio, Potassio, Magnesio) per valutare la perdita di questi Sali Minerali . 

Rimedi

Se l’iperemesi gravidica è grave tanto da incidere sulla capacità della paziente di condurre una vita normale, poiché causa spossatezza e astenia, è il caso di ricorrere al ricovero ospedaliero. È fondamentale ripristinare i sali minerali persi a causa della disidratazione dovuta al vomito eccessivo. Pertanto, è consigliabile sospendere temporaneamente l’assunzione di liquidi per via orale, sostituendola con infusioni di soluzioni elettrolitiche per via endovenosa. Verranno poi somministrati antiemetici per calmare il vomito. 

Iperemesi gravidica: farmaci consigliati

Se la sintomatologia non è tale da richiedere un’ospedalizzazione, si consiglia di assumere liquidi a piccoli sorsi, di fare pasti piccoli e frequenti, di reintegrare gli elettroliti persi con integratori a base di potassio e magnesio che, però, contengano poco sodio: un eccesso di questo sale minerale, infatti, può causare ipertensione arteriosa. Anche le vitamine devono essere reintegrate nell’organismo debilitato, preferendo i complessi B6, utili anche come antiemetici. Un farmaco che si può assumere tranquillamente in gravidanza per fermare il vomito è il Biochetasi in bustine. E naturalmente sono molto utili anche i fermenti lattici per ripristinare la flora batterica intestinale. 

Un ottimo rimedio naturale per l’iperemesi gravidica è lo zenzero: ideale assumerlo candito o sotto forma di infusi e decotti. 

In ogni caso, fare sempre riferimento al proprio ginecologo o medico curante prima di assumere qualsiasi farmaco.

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